mercoledì 28 settembre 2016

Polpette al latte di Barbara Torresan

Chi ha paura delle polpette?
Eheheh, chi ha paura delle polpette alzi la mano.
Io, per esempio.

Sulle polpette di casa Vaniglia ci si potrebbe scrivere un poema.
Un poema di quelli postmoderni però! Tipo pagine vuote, o scene di panico.

Nel senso che, ehm, ora lo posso dire, io con le polpette ho qualche problema di natura psyco.

Non so, ci deve essere davvero qualcosa che nella mia testolina non funziona, perché di piatti almeno un po' articolati ne avrò fatti in vita mia, no? Ma per mettermi a fare delle polpette (al polpettone ancora ci arrivo facile, ma le polpette sono un'altra cosa eh? ;))devo sempre fare prima i respironi, e concentrarmi, e pensare, e rimuginare, e aspettare che tutti i pianeti si allineino.

Così alla fine quando amici, parenti e conoscenti spesso ammaliati da qualche prelibatezza vista qui sul blog o in qualche libro da me cucinato, chiedono (timorosi) a un Monsieur Patou ospite alla loro tavola cosa vorrebbe mangiare, passano dal timido allo sbalordito alla sua risposta quasi immediata, che suona mooolto spesso così: POLPETTE AL SUGO.

Immaginate a questo punto quando circa un annetto fa (o poco meno), la mia amica Barbara Torresan (di cui trovate un'intervista fresca fresca proprio su queste pagine) mi ha chiesto se volevo partecipare, assieme a Giulia Scarpaleggia, Barbara Toselli e Martina Tribioli, al suo nuovo libro (allora) nascente, tutto dedicato alle polpette, alla sottoscritta quasi viene un colpo, anche se poi, si sa, le polpette sono facili e immediate da fare, e soprattutto, sono quel cibo speciale che ti risolve la cena e se hai dei pupetti da tenere a bada puoi anche arruolarli a "pallettare"...

Quindi ecco, per amor di amicizia, e perché, chi sa dire di no a due polpette?, mi sono cimentata, e con grande soddisfazione due mie ricette campeggiano nel meraviglioso ultimo libro di Barbara, di cui vi avevo accennato lunedì scorso, e che si chiama Tondo come una polpetta.



Ce ne sono una marea, per tutti i gusti. E questo libro è per me esattamente come Barbara. Rassicurante (e bello <3). Di quelli pensati per esser cucinati, per stare proprio in cucina.
Che devi salvarti la cena e puoi usarlo, che devi cibare i bimbi epuri usarlo, che hai un ingrediente in frigo da utilizzare e ne troverai certamente un impiego senza impazzire in preparazioni "sperticate".
Insomma, un libro di cucina per la cucina.

Il libro è suddiviso nelle sezioni Appetizer Finger Food & Street Food (tra i miei preferiti, assolutamente, i canederli, tutti da provare, e le polpette con il baccalà), Veg (le crocchette di broccoli! E poi quelle di amaranto e cicerchie... ;-)), Non Veg (tra cui ho adocchiato subito la ricetta di oggi, ovvero le polpette al latte, che se la battevano alla grande con gli spiedini di carne al cognac, che proverò a gretto giro!), Dolci (tartufi, cake pops, minikrapfen, e altro), più una sezione finale tutta dedicata a Salse e accompagnamenti.

Tondo come una polpetta è edito da Gribaudo-Feltrinelli.

Io, come già accennato, non ho inaugurato il libro con le polpette di pollo e tacchino al latte, ed ora passo a voi la ricetta!



Polpette di pollo e tacchino al latte di Barbara Torresan, da Tondo come una polpetta
ingredenti
150 g di carne di tacchino
150 g di carne di pollo
50 g di ricotta
1 uovo
1 tazza di parmigiano reggiano grattugiato
1 bicchiere di panna fresca (o latte intero)
pangrattato o fiocchi di patate (facoltativi)
1 cucchiaio di rosmarino e timo tritati
40 g di burro
sale, pepe

Macinare due volte la carne, in modo che sia molto fine
Metterla in una ciotola insieme ai formaggi e all'uovo: regolare di sapore, amalgamare e formare delle polpette (nel caso l'impasto si presenti eccessivamente umido, unire pangrattato e fiocchi di patate).
In un tegame far sciogliere il burro: quando sfrigola, versare le polpette e farle rotolare in modo che prendano colore ovunque.
A questo punto versare a filo la panna (o il latte), portare a ebollizione e lasciar cuocere a fuoco vivace fino a quando la salsa non comincerà ad addensarsi.
Spegnere il fuoco, profumare con timo e rosmarino, regolare di sale e pepe e servire caldissime.



lunedì 26 settembre 2016

Chiedilo a... Barbara Torresan (e un risotto alla milanese ;))

Bonzuuuurrrr!!!
Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi finalmente inauguro una nuova rubrichina.
Mi è venuta in mente quest'estate, ed è una specie di "costola" de I lunedì delle amiche, o meglio il mood è un po' lo stesso, ma fatto in modo meno... cioè più.. Insomma, come dire, più "completo".
Riflettevo infatti tempo fa di come tra amiche, tra colleghe blogger, anche alla distanza, si siano consolidati dei legami.
Ci siamo incontrate qui o su altri blog, poi viste di persona, in alcuni casi anche no, ma nel tempo le nostre esistenze sono andate avanti come in parallelo, incontrandosi e incrociandosi spesso, a volte aiutandosi, confrontandosi, confortandosi a vicenda, e secondo regole non scritte in un mondo (quello del food styling, della food fotografia, del blogging, della cucina e della scrittura) non sempre facile e al quale siamo approdate in modo diverso, e tutte seguendo una passione.

E quindi niente, ho pensato che oltre che affacciarmi ogni tanto nei blog di queste mie amiche e colleghe, o raccontarvi di loro attraverso una loro ricetta, sarebbe bello trovare uno spazio per chiacchierare non solo di cucina (o di fotografia), ma anche in modo un po' più personale, attraverso una mini intervista, e poi certo,  anche mettendoci ai fornelli e nei loro panni, o meglio nei loro grembiuli!

Per farlo mi sono lasciata ispirare dal vecchio format di una rubrica che ho sempre amato tantissimo e che viene dal settimanale D de La Repubblica.
Si chiamava Chiedilo a.., e sono delle domande brevi che di volta in volta vengono poste ad alcuni personaggi.
Io l'ho solo leggermente aggiustata "a nostra immagine e somiglianza", aggiungendo due o tre domande, e poi ho chiesto a Barbara se le andava di rispondere.

Inauguro questa rubrica nuova proprio con lei: Barbara Torresan (Chez Babs per gli amici ;)), che seguo con costanza (e molta molta stima) da quasi 8 anni (siamo coetanee di blog <3), ma ho imparato a conoscerla davvero (nonostante non ci siamo ancora mai incontrate di persona!!!) nell'arco degli ultimi anni, unite da progetti comuni, affinità elettive, consegne condivise, tirate in cucina fino all'alba e qualche telefonata fiume Roma-Milano.

Barbara è generosa, diretta, quasi tranchante nel suo modo di intervenire. E questo mi piace. E' un modo passionale il suo. Ma al tempo stesso è anche "tutta di un pezzo", quadrata, etica. Non ci pensa due volte a darti quello che ha, in termini di conoscenza e di aiuto fisico e morale, e queste doti di lei mi hanno letteralmente affascinata. Ha un carattere diverso dal mio, anche se con molte affinità, come dicevo prima. La passione, la costanza, la caparbietà.

Smetto di parlare perché come al solito ho esagerato  con le battute(e ammetto che mi sto anche un po' intimidendo),  e ora lascio la parola a lei (oggi post senza foto ma con ricettina finale, quella c'è sempre, ehhehe.. ;)), mentre un paio di altri appuntamenti in settimana sono dedicati a due sue ricette che mi piacerebbe farvi scoprire. Vengono rispettivamente da due ultimi suoi libri, Tondo come una polpetta e Gelato chez moi , e anche quello sarà un bel modo per fare quattro chiacchiere insieme (dato che mi cimenterò io a cucinarle e fotografarle! :))

Ecco l'intervista, a presto!!!

A 13 anni cosa volevi fare?
La fotografa. O la giornalista. Soprattutto viaggiare scrivendo e fotografando.

La tua vita in un'immagine. Chi sarebbe il fotografo?
Credo che punterei in alto, perchè questo fotografo riesce a tirare fuori il bello e le emozioni creando immagini meravigliose anche in momenti drammatici: Steve McCurry

Il vero lusso.
Il tempo. La serenità.

Cos'è oggi tabù.
La schiettezza. Non possiamo permettercela.

Fumo, droga, alcool. Com'è il tuo rapporto hai con loro?
Non fumo, non ho mai provato droghe. Mi infastidisce il fumo - anche se ogni tanto mi viene lo sghiribizzo di provare - e le droghe mi hanno sempre spaventato, non credo nel loro utilizzo. L'alcool... sarei astemia, ma ogni tanto mi concedo dei gin tonic davvero buoni e l'assaggio di vini eccellenti. Poi mi addormento :)

Ti reincarni in un uomo. La prima cosa che vorresti sperimentare.
Non saprei risponderti, non ho mai pensato di poter essere uomo.

L'ultima cosa prima di andare a dormire.
Leggere qualche pagina di un libro (o sfogliare Instagram)

Hai il potere per te per un giorno. La prima cosa che fai?
Cercherei di tutelare bimbi, nonni e animali. E i liberi professionisti.....
Probabilmente poi raderei anche al suolo chi ci "comanda"

Cos'hai imparato dalla cucina.
La pazienza.

Cosa ti tiene sveglia?
I pensieri per la mia famiglia o le idee e i progetti.

Il posto dove ti vengono più idee.
Non c'è un posto preciso. Le idee migliori le ho mentre sono in vacanza. Quando la mente è rilassata.

Musica nell'Ipod.
Urca: Jovanotti, Tiziano Ferro, Cremonini, Vasco e Mannoia, per cantare. Ludovico Einaudi e musica da piano per lavorare e rilassarmi. Jazz (John Coltrane su tutti) per occasioni speciali. E poi ascolto e apprezzo anche le canzonette commerciali che mi fanno canticchiare in estate. (adoro Fedez, si può dire?)

Cosa consideri sopravvalutato?
Il presenzialismo.

E cosa da rivalutare?
La vita privata, le lettere scritte a mano o con una vecchia Olivetti, le fotografie fatte con analogiche e rullini.

Affinità culinarie?
Il magico trio: tu Rossella, Barbara e Giulia. E, fuori porta: Jamie, Nigella, Martha, Donna, Eva di Adventures in cooking, Cook Republic, Deliciously Ella, Peter di Soulvaki for the soul e molti ancora

Cosa è per te fotografare?
E' una relazione ambivalente. Al momento LAVORO per almeno il 95% dell'anno.
Poi c'è quel 5% di amore e passione che, occasionalmente, mi ricordano che la fotografia per me è anche LIBERTA' e MEMORIA

Un libro dove abitare?
di Fannie Flagg: Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina
E' un libro ambientato in una campagna che regala serenità. Fannie Flagg è autrice anche di Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

All'inferno sei obbligato a leggere sempre lo stesso libro. Quale?
Un libro di poesie senza carisma.

La casa brucia. Cosa salvi?
la mia famiglia. e la fotocamera :)

Cosa di poco? Cosa di troppo?
Viaggi e scoperte. Impegni a 360°.

Se fosti una (tua) ricetta, quale sarebbe? E se fossi una mia? ;)
(la tua me la presti? la pubblico qua sotto... ;-P)
Sarei certamente un risotto. Meglio se alla milanese.
Una tua? Non ho ombra di dubbio: il dulce de leche. Spalmato su una fetta dei tuoi meravigliosi pani.

Risotto alla milanese
In una pentola capiente, sciogliete un bel pezzetto di burro, appena comincia a sfrigolare tuffatevi una cipolla bionda tagliata molto sottile e lasciarla imbiondire, poi il riso Carnaroli (al limite Vialone Nano) e fartelo tostare leggermente, sfumate con un buon bicchiere di vino bianco non eccessivamente secco e lasciate evaporare. In mezzo bicchiere di brodo tiepido fate sciogliere lo zafferano. Infine, aggiungete il brodo di carne (quello della nonna per intendersi!) ne aggiungo 1/2 lt circa per volta e mescolo poco, perchè ho scoperto che il riso troppo mescolato mi piace meno. A metà cottura unisco lo zafferano sciolto.
Dopo circa 15′ di cottura, assaggio, se serve allungo ancora col brodo, regolo di sale e abbondante parmigiano reggiano, una noce di burro e lascio, a fuoco spento, riposare qualche istante coprendo la pentola con un telo pulito da cucina.







Ecco invece a seguire le ricette di Barbara che sono state dedicate a questa settimana speciale! :)

Polpette di pollo e tacchino al latte

giovedì 22 settembre 2016

Crumble con susine Regina Claudia (senza glutine e senza zucchero)

E' la notte del primo giorno dell'autunno 2016, ed io sono seduta sul divano con una grossa coperta addosso e il pc appoggiato sulle gambe.
Il lavoro in ufficio in questo periodo è particolarmente intenso, e stasera avrei dovuto fare un piatto e fotografare per un lavoro in consegna, ma sono arrivata a casa tardissimo e all'ultimo minuto ho deciso di no. Ho deciso che mi sarei fermata, e che  avrei guardato per l'ennesima volta Il Diario di Bridget Jones, commentando in differita via whatsapp con mia sorella (a certi film "da sorelle" non resistiamo ;-P).

In soccorso (o meglio a smuovermi dall'impasse di non postare da qualche giorno) è arrivato un post-it in cui avevo appuntato le dosi di un crumble che non vedevo l'ora di raccontarvi e che nel caos e nella stanchezza degli ultimi giorni avevo perso di vista in cucina, ma che all'improvviso ha fatto capolino, e allora eccomi qui: stasera facciamo le cose al contrario, o meglio al dritto, vi scrivo in tempo reale anche se è tardi, ma è ancora l'equinozio d'autunno, e questo crumble con le mie susine preferite era proprio arrivato il momento di metterlo.




Crumble di susine Regina Claudia senza glutine e senza zucchero
ingredienti per 4 persone
500 g susine Regina Claudia
il succo di mezzo limone
i semini estratti da una stecca di vaniglia
1 pizzico di sale
40 g di succo di mela concentrato (quello "denso", per capirci)
50 g di farina di riso integrale
50 g di farina di mandorle (mandorle tritate molto finemente)
50 g di burro

Preriscaldare il forno a 180 °C.
Lavare le susine e tagliarle a metà, poi privarle del nocciolo e disporle con il succo di limone, i semini della vaniglia e 15 g di succo di mela concentrato in una ciotola.
Mescolare e lasciar riposare per qualche minuto.
Nel frattempo preparare il crumble mescolando le farine e aggiungendo il burro a fiocchetti e i restanti 25 g di succo di mela succo di mela concentrato, e "pizzicando" poi il tutto con la punta delle dita fino ad ottenere delle briciole grossolane.
Versare le susine in 4 ramequin di terracotta o anche in una pirofila unica in modo da coprirne il fondo.
Coprire la frutta con le briciole e cuocere in forno già caldo, per 20 minuti o fino a che non diventano dorate.

Servire con una pallina di gelato al fiordilatte

E buon autunno a tutti!
(ps. in questo momento Bridget e Darcy si stanno baciando sotto la neve ;-P)



giovedì 15 settembre 2016

Vellutata di carote con zenzero, curcuma e latte di cocco

Buongiornoooo!

Allora. Non so come sia il tempo da quelle parti, ma al momento, qui nella Capitale un po' regge, un po' piove, un po' regge, un po' piove... Ed io, lo confesso, sto mettendo in atto tutta una serie di trucchetti:

a. per mantenere nel campo visuale (almeno nel piatto ;)) colori caldi, solari, (ancora) estivi
b. per avallare quella naturale predisposizione stiva a cibarmi di vegetali

In più, appunto complici le condizioni meteo (ancora caldo ma con punte di frescura serale), rispuntano in casa le amate vellutate.

Erano anni che volevo provare a farne una di carote e latte di cocco, e quindi, proprio grazie a questa condizione liminare di fine estate (fresco-color del sole-pizzico di piccante, e aggiungiamoci anche una botta di esotico e voglia ancora tanto di viaggiare), è arrivata lei, in modo quasi del tutto inaspettato, una sera a cena.. ;-)

Note:
Rimane "fresca" (forse per il cumino?) ed io la trovo perfetta per questi giorni, ma se da voi si muore proprio di caldo tenetela in serbo per una settimana o due, vi assicuro che vi sarà utile presto, come "vellutata di mezza stagione" ;)
Quando poi la "mezza stagione" sarà già bella inoltrata, ma ancora non vi va di mollare le super buone e benefiche carote, provate questa mia vecchia fiamma autunnale: carote, nocciole e rosmarino... Mi era piaciuta così tanto che ci avevo fatto anche un cake!
Insomma, questa esotica (e con l'aggiunta della portentosa curcuma), quella più nostrana, che non si dica che non ci vitaminizziamo anche a fine estate, qui... ;)

Vellutata di carote e cumino, con zenzero, curcuma e latte di cocco
Ingredienti per 4 persone
600 g carote
1 cipolla rossa
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino abbondante di cumino
½ cucchiaino scarso di curcuma
1 pezzo di radice di zenzero
pepe
olio extravergine d’oliva
1 lt circa di brodo vegetale
latte di cocco 200 g
prezzemolo
riso basmati bollito a piacere per servire

In un tegame far appassire la cipolla, l’aglio tritato finemente e lo zenzero grattugiato (o tritato finemente) in poco olio.
Aggiungere le carote mondate e tagliate a pezzettini, il cumino e la curcuma. Mescolare con un cucchiaio di legno e lasciar insaporire
A questo punto coprire le verdure con  il brodo e proseguire la cottura, a fiamma medio-bassa, incoperchiato, per una mezz’oretta scarsa o finché le carote non saranno tenere.
Una volta che la vellutata è cotta, frullarla col frullatore ad immersione, ggiungere del brodo caldo se occorre, per regolare di consistenza, e unire il latte di cocco.
Servire calda (ma a mio parere è buona anche a temperatura ambiente) con il prezzemolo tritato sottile e il riso Basmati.


Buon appetito amici! (e fatemi sapere se la provate! ;))

lunedì 12 settembre 2016

Muffin con yogurt, quinoa e granola

Ricordo benissimo quella sensazione.

Cominciavo a covarla dalla prima decade di agosto, quando la mia città si svuotava letteralmente. Si scaldavano i ciottoli della pavimentazione stradale in centro, la piazza sembrava diventare più grande e quasi scomparivano del tutto le ombre, e quello che temevo più di tutti era la noia.

E allora ad agosto, quasi un po' vergognandocene, passavamo davanti alla vetrina della cartolibreria ad ammirare i diari, e cominciavamo a corteggiare mamma.
Mamma, il diario, il diario... Come servisse il giorno dopo.
Il diario scolastico... Confesso che l'ho tenuto anche i primi anni dell'università, invece che una sera e sicuramente più idonea agenda.

Il diario rappresentava quel groppo di buoni propositi che si hanno a settembre, quando dopo quel poco di riposo che occorre ai ragazzini per racimolare le forze, stanno lì ai blocchi di partenza che scalpitano, caricati a pallettoni, per iniziare un nuovo anno.





Settembre è questo per me. E' sempre stato questo. Iniziare, e ricominciare a vedere le cose, che la luce si attenua e tutto ritorna nitido. Gli occhi non sono più fessure sotto al sole, e i colori e gli odori tornano perfettamente vividi.
E poi la voglia di fare, e l'energia che serve.
E le colazioni... Ahhh, le colazioni, le merende di mezza mattina e quelle di pomeriggio.
Ecco, la sensazione di settembre non è cambiata (solo a metà agosto, purtroppo, invece di essere annoiata, comincio appena  a tirare il fiato, in caso, ma va bene così ;-)), e in questi giorni torna l'appetito e la voglia di sgambettare ovunque.

Insomma io sgambetto.
E questa è la benzina: muffin con la quinoa nell'impasto, e già che c'ero anche sopra, nella versione di granola croccante che vi raccontavo nello scorso post (dicevamo appunto voglia di colazione ;)).
Si può anche omettere, o sostituire con i fiocchi d'avena, con qualche pezzetto d cioccolato, un pugno di mirtilli freschi o una manciata di mandorle tritate, oppure magari all'uscita dal forno, ancora caldi, un goccio di miele.

Ecco, questo è il mio settembre al latte e miele...

Un bacio

r.



Muffin con yogurt quinoa e granola
ingredienti per 12 muffin
200 g di quinoa già cotta e ben scolata, a temperatura ambiente
350 g di farina 0 o 00
80 g di zucchero di canna in cristalli
i semini estratti da una stecca di vaniglia (facoltativi)
1 bustina di lievito in polvere (16 g)
200 g di yogurt denso
80 g di panna fresca
80 g di burro morbido
3 uova
granola di quinoa (o altra granola, o pezzetti di cioccolato, mandorle tritate, fiocchi d'avena, etc.)
Miele a piacere per finire

Preriscaldare il forno a 180 °C e imburrare e infarinare uno stampo da pluncake da 12 (in alternativa, foderarlo con perottini da muffin o pierottini "autoportanti" da cupcake, come da foto).
In un'ampia ciotola, mescolare la farina, i semini di vaniglia ed il lievito. Tenere da parte.
In un'altra ciotola a bordi alti, battere leggermente le uova aggiungendo la panna e poi lo yogurt. Amalgamare bene, poi aggiungere lo zucchero e mescolare, infine la quinoa già cotta e colata a temperatura ambiente.
Versare il composto liquido nella ciotola contenente le farine ed amalgamare rapidamente con una spatola (i muffin non devono essere mescolati troppo, basterà che il composto cominci ad essere omogeneo)  Finire con qualche cucchiaino di granola (facoltativo) e trasferire nello stampo da plumcake o negli stampini singoli.
Cuocere per 20 minuti o finchè non sono dorati in superficie.
Appena sfornati, lasciar intiepidire per 5-10 minuti, poi sformare e finire a piacere con poco miele d'acacia quando sono ancora caldi.






martedì 6 settembre 2016

back to september: granola gluten free (per fare ordine in cucina)

Ciao a tutti!!!!!
Come state? Come avete passato le vacanze??

Io sono qui, finalmente, col mio amato primo post di settembre, quello che pregusti ad agosto mentre ficchi i costumi da bagno e gli shorts in valigia e pensi "vado un attimo a rimettermi in sesto ma poi chissà che bello quando tornerò qui, che starà rinfrescando, e tutto sembrerà re-iniziare"...

Sì perché, lo dicevo con mia sorella proprio ad agosto, a settembre è una specie di inizio dell'anno "quello vero", quello che dopo il torpore del caldo, dopo le corroboranti salite in vetta, le lunghe passeggiate sul bagnasciuga, le corse in bici, in vespa, i litri su litri di acqua che hai sempre sete, le chiacchiere con le amiche con cui condividere frutta fresca e frappé a tutte le ore, ti guardi al rientro e ti senti davvero un po' meglio, e stavolta ti viene proprio da fare i buoni propositi.

Questa volta ho unito il proponimento "salute" (leggi frutta fresca e secca a colazione, o quando mi va, e devo dire che quando è caldo e ho bisogno di tirarmi un po' su mi va SEMPRE ;)) al proponimento (fatto in verità a inizio 2016) "zero sprechi in cucina".

Sono tornata a casa e prima ancora di disfare valigie e cominciare ad azionare lavatrici ho spalancato dispense, pensili e stipetti vari e mi sono detta "ora facciamo piazza pulita".

Così è arrivata l'idea del ripulisti per eccellenza, e della granola, ovvero un composto di cereali croccanti da colazione da fare in casa, e in cui potevano finire giusti giusti tutti gli ingredienti che volevo "far fuori" (fiocchi, soffiati, frutta secca varia) e che rispondeva anche ad una mia "salutare mania" di inizio settembre, da SEMPRE (fine agosto/inizio settembre = frutti rossi, nella fattispecie mirtilli), e anche al fatto che, non so perché, ma per me settembre (complici il rientro a scuola e i primi freschi che invogliano così tanto ad accendere il forno) è tempo di colazioni e merende.

Ecco, un bel mischione generale tipico della sottoscritta, e la lavatrice in un attimo è diventata ostaggio del forno, in cui già si stavano lentamente "croccantizzando" riso e quinoa soffiati, fiocchi di riso integrale, mandorle intere e a filetti, nocciole, semi vari e pure qualche uvetta, mirtillo e ciliegia essiccata (a scegliere avrei preferito mirtilli rossi o pezzetti di fragole essiccate al posto delle ciliegie, ma ripulisti doveva essere e ripulisti è stato, perché quelle avevo): il risultato finale è stata la mia prima granola senza glutine che come quella con glutine (e cioccolato, in quel caso) postata qualche tempo fa, hanno scatenato in me il grande amore...



Insomma, ecco la mia versione gluten free della granola da colazione, a base di quinoa, riso e frutta secca.

Se vi va di provarla (e dovete provarla perché è buonissima), dosi e procedimento sono qui!

ingredienti
100 g fi fiocchi di riso integrale
100 g di quinoa soffiata
100 g di riso soffiato
70 g di semi di zucca
70 g di semi di girasole
100 g di nocciole tostate
80 g di mandorle con la pellicina
80 g di mandorle a filetti
50 g uvetta
50 g mirtilli essiccati
50 g ciliegie essiccate
6 cucchiai di sciroppo d'acero
3 cucchiai di acqua
2 cucchiai di olio di cocco

Procedimento
Tostare leggermente (per qualche minuto e facendo attenzione e non bruciarli) i fiocchi di riso (io uso un'ampia padella in ghisa, ma vanno bene tutte le padelle un po' pesanti e con fondo antiaderente).
Togliere i fiocchi e nella stessa padella tostare leggermente la quinoa soffiata, poi, una volta tolta la quinoa, il riso soffiato.
Raccogliere tutti gli ingredienti secchi meno in un'ampia ciotola e mescolarli bene, poi distribuirli in due teglie capienti rivestite di carta da forno e far asciugare nel forno già caldo, per 10-15' a 130°C.
Nel frattempo in un pentolino raccogliere gli ingredienti liquidi (l'olio di cocco è considerato liquido), e a fiamma bassa, mescolando con un cucchiaio di legno, amalgamarli .
Una volta che la gramola in forno si è asciugata, togliere le teglie dal forno (senza spegnerlo) e versarne il contenuto in una ciotola.
Irrorare con il composto liquido e mescolare molto bene con il cucchiaio di legno, poi ridistribuire bene la granola sulle due teglie e infornare ancora per un'ora mescolando di tanto in tanto e monitorando il forno per verificare che la granola non "abbrustolisca".
Sfornare ed aspettare che il tutto si freddi completamente, poi sgranare, se occorre, aiutandosi con il cucchiaio.
Si conserva bene in barattoli di vetro a chiusura ermetica, per 15 gg.





Note
- Se non si osserva una dieta vegana si può sostituire una parte di sciroppo d'acero con del miele, e, in generale, il composto liquido a base di acqua sciroppo d'acero e olio di cocco, può essere leggermente aumentato in quantità se si desidera una granola molto croccante e leggermente più dolce (a me piace così, leggermente croccante e molto naturale, poi aggiungo altro sciroppo d'acero, o miele, o altro dolcificante, quando la servo, insieme a latte o yogurt e brutta fresca (lamponi, mirtilli, ribes, more).
- La granola si può personalizzare, o variare nei pesi delle compimenti, cercando di lasciare sempre equilibrio tra le quantità indicate di croccante, morbido e soffiato.
I due cucchiai di olio di cocco si possono sostituire con 2 cucchiai di olio d'oliva delicato o un altro olio delicato.




venerdì 5 agosto 2016

Ricettario delle vacanze: INSALATONE #3 Di riso, carciofini, mandorle e rucola

Allora eccociiiii!!!
Eccoci pronti alla partenza.
Io anzi sono già arrivata e sto disfacendo le valigie.

Costumi da bagno, crema solare, macchina fotografica, minipimer, un pacco di farina per pasta a mano, due gomitoli di lana (i gomitoli di lana stanno al bikini come il forno accesso sta all'estate, a in casa mia ;)), ferri a calza in legno.
Una mia valigetta tipica da vacanze insomma.
Ah, e pc, per i momenti maggiormente contemplativi (che ai gialli sotto l'ombrellone ci ha già pensato mia mamma <3).
Insomma vabè, pare tutto pronto.
Ecco dunque l'ultima ricetta delle tre promesse, decisamente una delle mie preferite.
La classicona riso (semintegrale, che qui ci sta un gran bene), carciofi e tonno, co'sta botta de vita della rucola leggermente amara e delle mandorle con vinaigrette.

Anche questa ricetta, come le recenti insalate di cui vi ho parlato sia lunedì che mercoledì scorsi, fa perte del mini-ricettario del progetto Piatto Unico Casa Di Vita Despar.
Lì ne trovate altre 5, tutte bilanciate, veloci e sanissime.
Insomma le mie ricettuzze per l'estate!!

A me non resta che augurarvi buone vacanze, una meravigliosa e riposante estate, mare montagna o città che sia. Il giardino di casa, il parco, un libro sotto a un albero, o quello che si può o che più ci assomiglia, per questa estate...

Insalata di riso con tonno, carciofini, mandorle e rucola
Ingredienti per 4 persone
350 g di Trancetti di Tonno all’Olio di Oliva
400 g di rucola
300 g di carciofini sott’olio
300 g di riso semintegrale
80 g di mandorle sgusciate
olio extra vergine di oliva
2 cucchiai di succo di limone
3-4 rametto di prezzemolo
un pizzico di sale

Procedimento
1. Sciacquare il riso sotto acqua corrente fredda, quindi lessarlo in abbondante acqua leggermente salata per il tempo indicato sulla confezione. Scolarlo al dente, condirlo con un cucchiaio di olio, quindi sgranarlo.
2. Tagliare le mandorle a filetti.
3. Preparare la vinaigrette emulsionando il succo di limone con un cucchiaio di olio e il prezzemolo tritato. Con questa condire i carciofini tagliati a metà o a quarti.
4. Mondare e lavare la rucola, poi sistemarla in un piatto con i carciofini, il tonno, il riso e le mandorle; aggiungere un cucchiaio d’olio e mescolarla delicatamente.


mercoledì 3 agosto 2016

Ricettario delle vacanze: INSALATONE #2 Di patate e spinacini con tonno ai semi di lino e vinaigrette alla senape

Mi sono resa conto solo oggi che lunedì ho scritto un post di cui non si capiva molto.
Nel senso che sì, siamo in partenza per le vacanza e presto anche qui sul blogghino chiuderemo almeno per un attimo i battenti (salvo appunto probabilmente disattendere tutti i propositi di silenzio stampa quando meno ce lo aspettiamo per eventuale irrefrenabile voglia di chiacchiere con voi), però insomma, la ricettuzza dell'insalata di lunedì scorso è solo la prima di una serie di tre!
Lunedì la prima, oggi la seconda, e se la connessione mi assiste anche nelle prossime 48 ore, venerdì la terza.
E allora sì che potremmo provare a dirci buone vacanze,e buona estate.

Intanto ecco, per la serie ricette estive e che si possono preparare per tempo o anche a rate (nel senso che le patate potete anticiparvele davvero quando volete), ecco la seconde delle tre prescelte tra le 8 del mini-ricettario del progetto Piatto Unico Casa Di Vita Despar di cui vi ho parlato nello scorso post: insalata di patate e spinacini con tonno ai semi di lino e vinaigrette alla senape.

Insalata di patate e spinacini con tonno ai semi di lino e vinaigrette alla senape
Ingredienti per 4 persone
300 g di tonno in scatola
300 g di patate novelle
600 g di spinacini
80 g di gherigli di noci
1-2 cucchiai di semi di lino
2 cucchiai di succo di limone
2-5 cucchiai di senape
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
Un pizzico di sale e pepe

Procedimento
1. Lessare le patate in abbondante acqua leggermente salata e privale della buccia.
2. Condire il tonno con un cucchiaio d’olio e i semi di lino, quindi mescolare bene.
3. Preparare la vinaigrette emulsionando la senape con il succo di limone e quattro cucchiai di olio.
4. Tagliare le patate a fettine e condirle con un pizzico di sale, un cucchiaio di olio e un pizzico di pepe.
5. Mescolare gli spinacini, precedentemente lavati e mondati, con i gherigli di noci, le patate e il tonno e servire insieme alla vinaigrette.


lunedì 1 agosto 2016

Ricettario delle vacanze: INSALATONE #1 Di orzo, con tonno, iceberg e cetrioli.

Dunque siamo in partenza.
In partenza dalla città e in partenza (presumibilmente) anche dal blog.
Dico presumibilmente perchè io mi conosco.
Quante estati sono che ho questo blog, questa che arriva è la settima?

Bene, io vi dico la verità, fatico a stare lontana da qui.
Nel senso che se da un lato è anche sano e riposante e vitale per ricaricare le batterie e tornare a settembre smaglianti più che mai (e lo confesso, che bello è trovarsi qui dopo qualche settimana di pausa, e rivedervi e risentirvi tutti con i vostri commenti), dall'altro è proprio quando uno si riposa che cominciano ad arrivare nuove idee e che uno ha voglia di condividerle.

Quindi ho deciso che procederò in questo modo:
Prima cosa, cercherò in tutti i modi di riposare e prendere un po' di sole.

Seconda cosa, se proprio esce fuori un piatto bello o un momento bello o un tramonto bello nessuno potrà mai fermarmi dallo scattare una fotina (e poi al primo giro di giostra utile propinarvela ;-P )

Terza cosa, per stare tranquilla in vacanza vi lascio un tris di ricette che ADORO:
(Una specie di buon augurio per queste serate d'estate che ci aspettano.)
(Cibo buono, sano, fresco e veloce, insomma la mia personale "tanaliberatutti".)

Nella settimana che viene, da oggi, posterò dunque 3 delle 8 ricette che ho sviluppato, cucinato e fotografato per un progetto che amo tantissimo di Despar e a cui ho avuto modo di partecipare a più riprese. In particolare quelle che vorrei lasciarvi prima delle vacanze appartengono ad un ricettario interamente dedicato al tonno e che fa parte di un progetto più ampio che si chiama Piatto Unico (qui trovate info, e qui il manifesto).
Si tratta (in estrema sintesi) di un piatto unico composto di tre parti: 50% di carboidrati da frutta e verdura, 25% di carboidrati da cereali (meglio se integrali), 25% di proteine.
Intorno a queste tre percentuali ruotano anche consigli alimentari utili e volti al miglioramento del proprio stato di salute e stile di vita.

In ogni caso, e a prescindere dalla questione alimentare (importantissima), ho deciso di lasciare spazio anche nel blog a 3 delle 8 insalate che ho realizzato per il ricettario "il tonno magico", perchè
oltre ad essere a mio parere molto buone, sono anche, come si dice a Roma, "una svolta", come piatto estivo. Fresche, facili, preparabili anzitempo (vi cuocete e sgranate i cereali la sera prima e assemblate tutto la sera stessa o la mattina dopo, poi schiaffate in frigo e al ritorno dal mare siete a posto, oppure, che ne so, assemblate la componente proteica e vegetale la sera prima e il giorno dopo aggiungete qualche spicchietto di piadina calda e ristate a posto ;)), e una volta capiti i rapporti di peso, replicabili all'infinito e in mille modi diversi.

Io a dirla tutta sono giorni che prometto a mia mamma di passarle le ricette e come un'idiota non avevo pensato, fino ad oggi, che potevo parlarne anche qui e che esiste il ricettario online, più altre combinazioni che si possono fare direttamente sul sito.
Quindi ecco, io per le vacanze ne ho scelte tre, le mie preferite (le prossime due mercoledì e venerdì prossimo, come saluto e mini-ricettario da mettersi in tasca per Agosto ;)), e per il resto non dovete che sfogliare in rete, e, come si dice? Enjoy. ;-P

Insalata di orzo, con tonno, iceberg e cetrioli
ingredienti 
200 g di tonno sott'olio
120 g di orzo (ammollato dalla sera prima se indicato sulla confezione)
2 spicchi di aglio
200 g di insalata iceberg
200 g di cetrioli
1 rametto di origano fresco
1 peperoncino
olio extravergine d'oliva
sale

Sciacquare l’orzo e poi lessarlo in abbondante acqua leggermente salata per il tempo indicato sulla confezione.
Scolarlo al dente, condire con un cucchiaio d’olio, e sgranare con una forchetta.
Condire il tonno con l’origano tritato finemente e con un cucchiaio d’olio.
Tagliare il peperoncino a pezzetti e tritare finemente al coltello l’aglio. Aggiungere un filo d'olio d'oliva.
Lavare e tagliare a fettine sottili il cetriolo. Lavare l’insalata iceberg, spezzarla con le mani e mescolarla con le fette di cetriolo. Condire con l’olio piccante al peperoncino e infine aggiungere il tonno e l’orzo, mescolare bene.


lunedì 25 luglio 2016

French Toast con gelato, mandorle e albicocche

Ok, buongiorno e buona settimana a tutti, piccolo cambio di programma rispetto a quanto promesso, ma tutto sommato manco tanto, dai :D...

Dicevamo infatti settimana scorsa che la prossima cose fresche e niente forno, vero?
Dai più o meno sì.
O meglio, la ricetta di oggi non riguarda esattamente la brioche che serve per farla, quanto il trattamento a cui viene sottoposta... ;-P

Sì perché il French Toast o Pain Perdu, nella loro versione dolce o salata che sia (fino ad arrivare al sudamericano Emparedado), è un modo di cucinare, immergendoli nel latte e/o uova, poi ripassandoli in padella in un "filino" di burro o olio, e servendo a piacere con miele, yogurt, frutta, ma anche verdura o cremine spalmabili varie, fette di brioche ma anche di pane, o pancarrè, o quello che preferite.

Quindi ecco, se non siete così fuori di testa da cucinarvi la solita brioche settimanale anche con 40 °C, usate pane, pancarrè o altri prodotti da forno che vi ispirano.
Se invece vi ve di farvi la brioche da voi, qui ne trovate una alla francese buona-buona (e con lievito di birra), e qui la versione integrale (e con lievito madre).

Io per la versione della foto ho invece usato la ricetta delle brioche al latte di mandorla di All'ombra dei mandorli in fiore (e adesso che ci penso, anche qui sul blog c'è una versione, magari meno evoluta ma buona uguale ;-P!), perché mi suonava davvero bene con le albicocche.
Queste ultime le ho macerate in un "sughino" si miele d'acacia , limone e vaniglia, e alla fine, tanto per starcene leggeri (ma rinfrescare, come promesso, l'insieme ;-)), ci ho schiaffato una pallina di gelato.
Poi niente, un richiamino di mandorle a lamelle, una spolverata di zucchero a velo a piacere, e andiamo, il French Toast è fatto!

Ecco a seguire la ricetta. Potete sostituire le albicocche con qualche fetta di pasca noce e la vaniglia del "sughino", con poco zenzero in polvere, per una versione più piccante e croccante..

French Toast alle mandorle, albicocche e vaniglia
ingredienti per 4 fette (4 persone, o abbondante per 2)
4 albicocche
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di miele d'acacia
i semini estratti da un baccello di vaniglia
1 uovo
40 ml di latte di mandorle (o altro latte a piacere)
4 fette di brioche alle mandorle (o altra brioche a piacere, o di pane)
burro q.b.
gelato al fiordilatte o alla panna q.b.
mandorle a lamelle q.b.

Mescolare il succo di limone, il miele, i semini della vaniglia. Tenere da parte.
Lavare, asciugare e tagliare a spicchi le albicocche, poi immergerle nello sciroppo di limone e miele.
Sbattere bene il latte con l'uovo.
Tostare leggermente le fette di brioche e poi immergerle nel composto di latte e uova, premendole bene da ambo i lati.
In una padella fondere il burro e cuocere le fette di brioche fino a che non diventano dorate da entrambi i lati.
Trasferirle ancora tiepide su un piatto, aggiungere le albicocche, il gelato, il restante sciroppo di miele limone e vaniglia.
Finire con le mandorle a lamelle e servire immediatamente.







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