
mercoledì 26 novembre 2008
...in partenza

martedì 25 novembre 2008
Zuppa di orzo e rape rosse
Aspetto tutto l'anno le rape rosse...olio, sale, pepe, panna acida (facoltativo)
sabato 22 novembre 2008
torta di mele e mandorle al vino rosso

Non è solo buona, e fatta con ingredienti biologici, e intrigante, e bella da fare. E' straordinaria. Ovvero fuori dall'ordinario. E' semplice e dannatamente chic al tempo stesso. E' spartana e lussuosa, senza essere pretenziosa. Perfetta insomma, una di quelle ricette che porterei su marte, se ne potessi salvare solo 5. (!) Come dicevo, la ricetta non è mia, ma viene da Nicola Michieletto (quello dei maltagliati!), e si può trovare qui, esattamente alla pagina 18 della rivista Valore Alimentare (che seguo praticamente dal primo numero!)
ingredienti
Per la pasta:
250 g di farina bianca “00”
125 g di burro
125 g di zucchero a velo
125 g di mandorle in polvere
un uovo grande
un pizzico di sale
Per il ripieno:
600 g di melette
un dl di vino rosso (io ho usato un novello bio)
100 g di zucchero
1⁄2 limone
Per decorare:
30 g di mandorle a lamelle
zucchero a velo
Lavorare il burro con lo zucchero in una terrina, aggiungete la farina, le mandorle in polvere, l’uovo e il sale. Mescolare velocemente con una forchetta fino ad amalgamare tutti gli ingredienti; coprire con un foglio di pellicola trasparente per alimenti e far riposare in frigo per un’ora.
Sbucciare le mele e tagliatrle a fettine sottili.
Caramellate a fuoco vivo il vino rosso con lo zucchero e il succo di limone in un casseruolino, finché il composto inizia a scurire (io aggiungo un po' per volta, poca poca maizena, per far addensare).
Rivestire una tortiera di 26 cm di diametro e stenderva una parte della pasta in un disco sottile. Foderare così la base della tortiera ricoprendone anche i bordi.
Riempire con le mele e copritele con il caramello. Stendere la pasta rimanente e adagiarla sulle mele, sigillare i bordi, spargere le mandorle a lamelle sulla superficie e infornate a 180° per 30 minuti. Servite la torta tiepida o fredda, spolverizzata di zucchero a velo.
Tiepida, con una tisana o un tè, è buonissima, ma io non metterei (ogni volta me ne dimentico, e lo faccio, e poi me ne pento!), lo zucchero a velo. Le mandorle sono la copertura ideale (vedi foto)!
Come spesso succede per le cose "sublimi", le foto non le rendono minimamente neanche solo l'idea (mi sono così innervosita fotografandola, che mi è venuto il mal di testa! :-/). E stupendo non è solo il caramello al vino che comincia a colorare il piatto, ma il rumore del coltello quando affonda nelle lamelle di mandorle. Vi giuro, da quando è nato il blog, è la prima cosa che mangio mentre posto! ;-P (e non è assolutamente la prima volta che la faccio!)

mercoledì 19 novembre 2008
spezzatino di pollo e sesamo

180 g. di riso a chicco lungo
300 g. di filetto di pollo
4 cucchiai di semi di sesamo
olio d'oliva
sale e pepe macinato fresco
martedì 18 novembre 2008
Arancia Carota Limone
Dunquedunquedunque..... Sabato pomeriggio parlando con l'amica di un'amica (e guarda caso si parlava anche del blog, ulp!), si chiacchierava di una ricetta alla carota... Cioè lei (l'amica dell'amica) mi chiedeva se nel mio blog avevo ricette di torte alla carota. No, cioè sì, ovvero no, in fondo è così giovane il piccolo blog, che tutto sommato c'è tempo per postare carote, ma anche sì, ne ho in mente un sacco di ricette del genere, a pensarci... Insomma "sì", faccio, "certo, se ne potrebbe mettere una!". Poi parte il derby mandorle o nocciole, ed io che spesso tendo in modo più che classico alla "compensazione", parteggio per la nocciola tostata e tritata, da accostare alle carote. E perchè le mandorle sono molto dolci, e perchè le metto praticamente ovunque, e quindi cerco spesso di darmi una regolata, e ancora perchè non lo so, simpatie di palato diciamo.... E allora lei "è che a me viene sempre un po' umida...."
La cosa sembrava finita lì, e la serata è proseguita più che placidamente, guardando un filmetto con la piccola (di sorella), e andando a nanna un po' troppo tardi, come al solito.....
Poi la mattina dopo ALL'ALBA, in treno, ovviamente ero troppo assonnata per leggere o usare il computer o altro, e guardavo fuori catatonica pensando: "sbaglio o effettivamente l'ultima volta che ho fatto QUELLA torta alla carota era un po' umidina? E se aumentassi la farina? E se aumentssi il lievito? O se diminuissi le uova.....". Bene, come al solito la giornata è stata piena di cose da fare ma il tarlo della torta di carote era all'opera, e finchè non mi sono messa a farne una, notte tempo, non mi sono data pace.
Non solo. Ho deciso di farne una ex novo, e ho tolto subito la farina di frutta secca (mandorle o nocciole che siano, per questa volta), perchè effettivamente, se vogliamo parlare di compattezza o umidità nel risultato finale, queste non facilitano le cose..... Però la carota da sola no, era troppo "camille", e allora, per "smezzare" un po' il sapore, perchè non provare a fare dei tortini ACE?
Ingredienti
150 gr. carote grattugiate
250 gr. farina 00
90 gr. burro fuso
100 gr. Zucchero
2 uova
1 bustina di lievito
la scorza di un'arancia e un limone bio
1 limone (il succo)
½ arancia (il succo)
1 pizzico di sale
Grattugiare finemente le carote (oppure, come ho fatto io, grattugiarle grossolanamente e poi passarle al cutter, ma senza che diventino poltiglia, diciamo una via di mezzo!). Mettere da parte. Mescolare in un recipiente farina, sale, lievito e la scorza dell'arancia e del limone grattugiate.
Spremere il limone e la mezza arancia. Fondere a bagnomaria il burro, poi togliere dal fuoco e versarvi sopra il succo agli agrumi. Mescolare.
Sbattere in un altro recipiente uova e zucchero, finchè non formano un composto leggermente spumoso, mescolare al burro agli agrumi, e infine unire il composto liquido alla farina.
Trasferire velocemente in uno stampo da muffin precedentemente imburrato e infarinato (da 12), o in piccole tegliette rotonde da 8 cm di diametro (credo che in questo caso ne possano servire 6, o 8).
In forno per 10' a 200°C, poi altri 10' a 180°C.

venerdì 14 novembre 2008
cioccolato, crema di castagne e violette!

Base.
Stavo lavorando ad un'altra ricetta che sto cercando di mettere insieme (diciamo come esercizio? Ma come al solito non vi anticipo niente..) da un po' di tempo, e mi è venuto in mente di fare una torta al cacao. Ho detto cacao. Nera la volevo, ma proprio nera nera. Monitoraggio dispensa: 20 grammi di cacao! Mh. Guardare quanto cioccolato in tavoletta: 120. Ok, già va meglio, un po' di nero almeno lo abbiamo fatto. Adesso il cioccolato chiama burro, per fonderli a bagnomaria insieme, ma non troppo, non deve venire un "molleux au chocolat": diciamo 60 grammi, la metà, no? Uova però sì, abbastanza, ne metto 4 invece delle classiche 3, quasi standard per alcuni dolci, ma questo sarà più ricco, sarà una torta, intanto abbiamo deciso, non un cake. Bene, anzi male, adesso cominciano i dolori: zucchero farina e liquidi. Farina, per non saper «nè legge nè scrive», ne mettiamo 200, e anche lo zucchero, per simmetria, poi si vedrà. Di liquido, andiamo sul classico, un bicchiere di latte intero, pieno pieno, quanto sarà? 240 ml. Bene, l'impaso però alla fine mi convince poco. Gli metto un 10% in più di farina e va meglio. Con il lievito vado con una bustina intera. Forno a 180°C. Per 40'.
Pretesto
Da qualche giorno si stava organizzando una seratina da mia sorella per vederci Vogliamo anche le rose, quindi perchè non portare la torta nuova? Sì, ma con qualcosa dentro, così, per viziarci un po'....
Blog
(eh eh anche lui ha i suoi meriti!): vedete l'etichetta «confetture»? Beh, stavo pensando tempo fa di accompagnare, nel tempo, ogni crema o marmellata con una ricetta da postare, in modo che facciano tandem, ed avevo voglia di «piazzare» subito subito la crema di castagne di Maria. Nella torta al cioccolato tagiata a metà.
Chessò con due toni di marrone, ci vuole un bianco, quindi mi toccherà glassarla, con mio tremendo panico perchè con la glassa ho un rapporto un po' complesso. E adesso con marrone e bianco DEVO mettere il viola, non c'è scampo, ormai sono caduta nella vertigine della vanità, e a questo punto ci vanno le violette candite.
Arrivo dall'altra parte di Roma per comprare le violette.
Poi cena.
Poi abbiamo chiacchierato così tanto (avete un breve saggio della mia logorrea immediatamente qua sopra ;-P), che il film lo guardiamo la prossima volta! Con paninazzo.
ingredienti
120 gr cioccolato fondente
20 gr cacao in polvere
220 gr farina 00
200 gr zucchero
4 tuorli
60 gr burro
240 ml latte
1 bustina di lievto
1 pizzico di sale
250 gr zucchero a velo
acqua
violette candite
Tagliare longitudinalmente in due parti.
Farcire con crema di castagne, eventualmente diluita a fuoco basso con un filo di latte.
Preparare la glassa aggiungendo POCHE GOCCE PER VOLTA DI ACQUA a 250 gr di zucchero a velo mescolando continuamente, e quando comincia a diventare di una consistenza fluida ma NON LIQUIDA (e soprattutto di colore bianco e non trasparente), versarla come copertura sulla torta.
Mettere le violette prima che si «fermi» la glassa.
All'amicizia!
giovedì 13 novembre 2008
minestra povera di verze, patate e cipolle

Viene piuttosto dal fatto che avevo in frigo qualcosa come un due chili di cavolo verza e non avevo minimamente idea di come impiegarli....
ingredienti per 4 persone
gr 600 cavolo verza
4 patate
1 cipolla
1,5 litri di acqua (più o meno...)
sale, olio, pepe
parmigiano
pastina (facoltativa)
Mondare e tagliare le patate a pezzetti, e la verza a fettine sottili.
Mettere in una pentola piena d'acqua con la cipolla tagliata in due. Cuocere per almeno 20'. Poi passare frullare il tutto con il frullatore ad immersione, salare, e aggiungere acqua, a seconda della consistenza che si desidera ottenere. In particolare lasciare più densa per ottenere una vellutata, o più fluida nel caso si voglia aggiungere una pastina da minestra. Cuocere ancora 5 o 10'.
Condire con olio, parmigiano grattugiato e pepe.
(le quantità sono indicative: si possono variare a piacimento, sia le verdure, che, di conseguenza, l'acqua...)
P.S. mi sa che sto un po' esagerando, co 'sti viola....
martedì 11 novembre 2008
Jamie Oliver - La mia cucina naturale

lunedì 10 novembre 2008
torta di melette rosse, latticello e zucchero
Ecco il dolce che giustifica il mio comportamento compulsivo di ieri, ovvero una fantastica torta di Heidi, con mele, zucchero e latticello, il liquido di risulta della lavorazione del burro che ieri, per non farci mancare nulla, ci siamo cimentati a fare in casa.....
domenica 9 novembre 2008
Burro fatto in casa
E' successo questo, ieri.venerdì 7 novembre 2008
crema di castagne di Maria
Ho imparato i sapori, ho imparato che mi piaceva cucinare e quanto questo fosse una specie di premio, una forma di comunicazione, e non una condanna, ho imparato a leggere i libri di cucina in modo trasversale, e ho imparato pure che le ricette non si trovano solo nei libri di cucina!
Poi da quando la conosco ho scoperto di avere un palato, e questo è un po' come se si avesse a disposizione una vita in più, come poter aprire un'altra finestra. Sa parlare della struttura di un cibo e dell'essenza di un gusto come se parlasse di se stessa (ma non parla mai di se stessa!), e mentre lo fa, ti trascina via a chilometri di distanza e anche anni e anni indietro, o avanti!
Questa è una sua ricetta. Ce l'ho scritta in un foglietto strappato da quei blocchetti Pigna a quadretti 6 x 8. E' tutto schizzato e anche un po' consumato, come il suo "ricettario"; in realtà il ricettario ce l'ha in testa, e su carta si possono trovare geroglifici con annotazioni e segni vari, ma alla fine la versione ultima, di questi geroglifici, è già in corso d'opera, perchè tutto si può migliorare....
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*io sterilizzo i barattoli mettendoli, avvolti in un canovaccio pulito, in un pentolone di acqua bollente, li faccio bollire per un po', poi li scolo (cioè li acchiappo con qualche utensile da cucina tipo quelli per prendere gli spaghetti, o altro, l'utensile cambia di volta in volta, e SEMPRE, dico sempre, rischio la vita in questa operazione, perchè (lo avreste mai detto? :-)) IO SONO MOLTO "PENCIA" in alcune circostanze, mi si stacca il collegamento tra cervello e corpo e faccio dei casini allucinanti), e dopo averl scolati li adagio a testa all'ingiù su un canovaccio pulitissimo, con cui poi finisco di asciugarli BENISSIMO. Il tappo no, quello va cambiato di volta in volta, perchè una volta bollito "si allenta" e non chiude più tanto bene, se si vuole fare il sottovuoto.
mercoledì 5 novembre 2008
pasta fatta in casa: i maltagliati al kamut e radicchio!
Allora, intanto vorrei ringraziare un po' di persone, ovvero tutti quelli che hanno avuto il coraggio e la pazienza di leggere durante questo mese, e poi hanno dato consigli e incoraggiamenti, e spifferato ai quattro venti che il blog esisteva, parteggiando e complimentandosi e sperticandosi a più non posso... poi tutti quelli che sono passati e stanno passando da queste parti, tutte le persone nuove incontrate, e tutti i blog nuovi conosciuti. Per non parlare di chi si è scoperto novello cuoco, e si applica giorno dopo giorno in cucina FIDANDOSI DELLE MIE RICETTE, e di chi invece le ricette le ha condivise!!!ingredienti per due persone
per la pasta
150 gr. farina di kamut
1 uovo
40 gr. acqua
1 pizzico di sale
per la farcitura
125 gr. di radicchio precoce di Treviso (io ne ho messo un po' di più....)
50 gr. di cipolla
40 gr. di vino rosso
1/2 spicchio di aglio
50 gr. di panna (secondo me anche no, leggi facoltativa)
40 gr. olio extravergine di oliva (io ne ho messo di meno)
1/2 cucchiaino di senape (io non l'ho messo)

Poi la taglio in 3 o 4 pezzetti più piccoli (motivo: mattarello piccolo, spianatoia piccola, cucina microscopica).
Tirare la pasta con il mattarello o con la sfogliatrice creando delle sfoglie sottili. Attenzione: da questo punto in poi è consigliato un abbondante (ma con giudizio) uso di farina per non far attaccare la pasta OVUNQUE.
Tagliare la pasta con la rondella nella classica forma dei maltagliati. Io in mancanza di meglio ho usato la parte non seghettata della lama di un coltello.... ;-P
Attenzione2: vi rammento l'uso di farina di cui sopra, a me sono due volte che mi fregano, questi simpatici cosetti a losanga.... Mettete la farina mentre "stoccate" da qualche parte i maltagliati se come me non avete modo di tenerli stesi su 3 o 4 spianatoie per in totale di quasi 2 mq di superficie utile sui piani di lavoro!!! Io avevo fatto dei rombetti stupendi che si erano graziosamente collati gli uni gli altri in una coppetta, ho fatto per prendere il primo ed è venuto su tutto il malloppo: riimpastati e rifatti. Tutti.
Nel frattempo in una casseruola soffriggere in olio, acqua e senape (che io non ho messo), la cipolla e l'aglio tritato; unire il radicchio tagliato sottilissimo e lasciar cuocere a fuoco lento per 10'. Bagnare con vino rosso e lasciar sfumare. cuocere a fuoco dolce per altri 15' avendo l'accortezza di bagnare con acqua di tanto in tanto; insaporire con il sale e unire la panna (io di panna ne ho messa pochissima, forse si può fare anche a meno!).
Bollire i maltagliati in abbondante acqua salata (non toccateli in cottura per carita! quando affiorano, come in foto, sono pronti, praticamente un minuto!),
scolare e spadellare con la salsa di radicchio.___________________
* Il grano kamut è un cereale molto antico che risale a migliaia di anni fa, proveniente in origine dalla regione situata tra la Mesopotamia e l'Egitto. Riscoperto negli anni '70 è stato dichiarato specie protetta e attualmente conserva ancora il suo originale patrimonio genetico non essendosi mai incrociato con altre varietà. Il grano Kamut è prodotto solo ed esclusivamente con metodo biologico
lunedì 3 novembre 2008
miniquiches melanzane e gorgonzola
domenica 2 novembre 2008
acquaditutti
OGGI SI PARLA DI INGREDIENTI..... 