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Dunque è successo questo.
Venerdì scorso (Venerdi di Pasqua) ero un po' sul depressino, cioè contenta per la Pasqua imminente, ma strana.... Eppure era anche il mio giorno libero! Mi succede spesso quando ci sono periodi di lavoro un po' troppo intensi, di sentirmi strana invece che contenta il primo giorno libero utile....
La giornata è passata un po' così, nota bene SENZA CUCINARE (forse anche perchè in partenza per le feste, ma sicuramente anche per il mio umore... postmetto che si verifica rarissimamente che io non cucini se ho pure solo un filino di tempo!), fino alla sera, sul tardi, quando svogliatamente (infilando al volo un paio di jeans e mettendo il giaccone direttamente sopra la maglietta del pigiama - e ho detto tutto circa la mia vitalità) mi sono trascinata al super per prendere almeno il minimo indispensabile per la cena (diciamo ero orientata su qualcosa di alto profilo, tipo pane e prosciutto, al limite una birra, volendo proprio esagerare, il tutto da condividere con monsieur patou).
Qui è successo qualcosa di straordinario.
In genere temo il bancone causa vecchie (in realtà giovani) megere arrampicatrici delle code in barba ai numeretti, mentre questa volta l'atmosfera era speciale... cioè bella, si può dire. Non c'era la tensione del post-appena-uscite-dal-lavoro, ma l'aria della pre-festa: ovvero signore, mamme, ma anche e soprattutto nonne, che compravano senza ombra di dubbio ingredienti per le preparazioni pasquali..... Andavamo a chilate di ricotta senza batter ciglio (Torta Pasqualina, pensavo io, Pastiera Napoletana, ....), o di parmigiano (torta di formaggio, e già pensavo all'odore che pervada casa mia quando mamma si mette in opera....).
Insomma, prima sono stata assalita da un'ondata di tenerezza, pensando alla cura con cui avrebbero preparato per i loro cari, e poi, quando si è trattato di ordinare il mio ettarello di prosciutto, ho sentito la mia voce che diceva: "4 etti di ricotta di pecora".
Ma cacchio io sarei partita da lì alla mattina dopo!
E comunque. Era sera. Come fare fuori ingrediente freschissimo facilmente deperibile e molto buono?
E' partito il classico dei classici, ovvero un cake che faccio sempre quando mi trovo alle strette e ho voglia di soffice, leggero, profumato. L'idea viene da
qui, da
qui (pag. 24) e da
qui (cavoletto dixit). E' un po' cambiata nelle proporzioni, a misura mia, come al solito :P.
ingredienti
260 gr ricotta di pecora freschissima (sarda sarebbe perfetta)
240 gr zucchero semolato
240 gr farina 00
1/2 bustina di cremor tartaro (o lievtito in polvere)
1 limone (succo e scorza)
2 uova
Lavorare la ricotta inglobando lo zucchero, poi le uova, poi la farina (precedentemente mescolata con il lievito), infine aggiungere succo e scorza di limone. Lavorare abbastanza rapidamente, passare l'impasto in uno stampo da cake lungo 24 o 28 cm rivestito di carta da forno e cuocere 30'-40' in forno già caldo a 180°C.
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__p.s. importante: questa torta è velocissima e VIENE BENE SEMPRE.
Avete presente quel momento tipico, in cui avete appena infornato, con stampato sul viso un sorrisetto idiota, e girandovi verso il pandemonio in cui avete ridotto la cucina il vostro occhio cade su un piccolo ed insignificante dettaglio, la bustina di lievito ancora intatta seminascosta da un canovaccio? E avete presente l'azione successiva, tra il suicida e l' ER - cuoche in prima linea, in cui prese da una strana adrenalina cacciate fuori la torta, già un po' tiepida, e la raschiate dalla carta da forno per poi inglobarvi, imprecando, il lievito, e reimmettere nello stampo e poi in forno (8 secondi per compiere tutta l'operazione)?
Beh, è venuta perfetta anche seguendo questa abominevole modalità di esecuzione!!!!
Ma vi prego, non provatela mai così..... ;-P