mercoledì 27 gennaio 2010

passaggio di stato

ginger lemon tea, le maddalene


I passaggi di stato... la prima volta che li ho scoperti (sarà stato alle medie, o alle elementari? ), sono rimasta veramente folgorata, dal solido al liquido, dal liquido al gassoso, ma anche dal liquido al solido, o dal solido direttamente al gassoso (sembra uno scioglilingua...).
Era una cosa che avevo sotto gli occhi tutti i giorni, senza però averci pensato seriamente. Ed è un principio che mi segue ancora, e soprattutto in cucina, che è luogo ideale per trasformare, no?

Queste maddalenine sono anch'esse un passaggio di stato, e vengono veramente da lontano: parigi che guarda l'himalaya e tutto sommato male non fa.

Durante l'università la mia amica Simona era in India, e oltre a delle fantastiche stecche di cannella che ancora non dimentico, e oltre al the, mi porta questa ricettina purificante e rinforzante: un preparato ayurvedico che cura i disturbi provocati dal freddo, il ginger lemon tea, ovvero, in un bicchiere di acqua calda, un cucchiaino generoso di miele, il succo di mezzo limone, e una grattugiata di zenzero fresco (o mezzo cicchiaino scarso di zenzero in polvere). Mi vedo ancora davanti le sue mani lunghe mentre le lo prepara la prima volta.... ;)

[p.s. per le dosi credo che si possano aggiustare ognuno secondo il proprio palato... Simo non è che ci fai una nota integrativa al post?????? =)]

In questo periodo ne sto assumendo a litri, sento come di averne bisogno, non sarà che Claudia Dellabona, sul blog di izn, ci ha proprio preso, 'sto mese? ;)

Riporto uno stralcio del post, andatevelo a leggere che è bellissimo e molto confortevole, qui

[...]
Invece, riscuotono un grande successo, in questo mese di gestazione:
Innanzitutto pietanze calde e cotte, che già fa freddo, fuori (la medicina cinese paragona la digestione ad una specie di “cottura”, che i cibi freddi e crudi di certo non aiutano).
Poi limone, tanto e senza timore: anche lui contro grassi infelici e scorie. Perfetto per i problemi digestivi. Fantastico per prevenire le ricadute influenzali. Vitamina C, sali minerali, anti-ossidante, disinfettante e molti altri bla bla.
Miele (e derivati), come acceleratore del metabolismo in sostituzione dello zucchero. E non ci penso nemmeno, a scrivere delle proprietà del miele. Semplicemente perché è *troppo*, nel senso più buono del termine. Il miele è caldo, è solare, è luminoso. È un ponte tra cielo e terra (tanto per capire le differenze…).
[...]

Le maddalene sono la stessa identica cosa, più o meno così:

ingredienti
succo e grattugia di mezzo limone bio
2 uova
5 cucchiai di miele
1 cucchiaino raso di zenzero in polvere
100gr burro
100gr farina
1/2 cucchiaino di lievito chimico

Fondere miele e burro in un pentolino a fondo spesso. Mescolate farina, lievito e zenzero. Battere le uova leggermente ed aggiungere gli ingredienti secchi, poi il burro e il miele fusi. Aggiungere il succo e la grattugia del limone.
Da qui in pi ho proseguito come per le altre madeleines :

Coprire e mettere in frigo circa otto ore (io ho messo in frigo anche lo stampo). Dopo questo tempo, accendere il forno a 200°C e imburrare lo stampo (non se è in silicone), versarvi l'impasto aiutandosi con un cucchiaino e infornare immediatamente. Mantenere la temperatura a 200°C per 5', poi abbassare la temperatura a 180°C e proseguire per altri 5'.

Piantonare il forno. Sono pronte quando i bordi delle maddalene sono dorati...



lunedì 25 gennaio 2010

blog amico, di Valore

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ecco, umh..
non è una cosa che faccio di solito... ma oggi vi mando dritti dritti a leggere da un'altra parte!

Valore alimentare, la rivista di cui si è già parlato qualche volta anche qui*, è diventata anche blog!
Per me è un evento strepitoso, considerando quanto mi piace la rivista, della quale ho tutti i numeri, e che mi ha fatto compagnia con i suoi articoli nei viaggi lunghetti in autobus qua e là in giro per la Capitale, che ha contribuito alla mia autoeducazione alimentare, che ha avuto un discreto peso nell'impostazione del blog, come scelte (la prima, quella di cucinare da me il più possibile di quello che viene mangiato in casa) di cibo, ma soprattutto sulla provenienza degli ingredienti, sul gusto di mangiare (e di nutrire) e sulla capacità di non farsi trasportare dal cibo, ma di essere io a trasportarlo!

Cibo che cura, corpo e mente. Ma non solo. Notizie utili, di quelle che servono e non sapevo che servissero, pulci nelle orecchie, sassolini nelle scarpe, domande che non pensavo di dovermi porre e risposte, anche aperte, attraverso riferimenti bibliografici interessanti. Come un punto di partenza.

Ecco per me la rivista ha costituito un punto di partenza.

E penso che questo blog ne sia un altro.




Non anticipo nulla, poi ditemi le vostre rubriche preferite... (io ne ho già due-tre....;-))

p.s. ho aggiornato il post sulla pasta fillo, vistomai qualcuno volesse provare a farla in casa... :)

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venerdì 22 gennaio 2010

pasta fillo, 15' max

rotoli di ricotta et altro, volendo.

Dunque la mattinata si è svolta in un delirante giro di cucinamenti ascoltando a palla la colonna sonora di twilight, e facendo balletti apotropaici intorno al tavolo della cucina e al forno.....
le prime settimane lavorative del 2010 sono state devastanti, e la situazione si preannuncia un filino stancante anche e soprattutto per i mesi avvenire...
qundi immaginate l'effetto che può aver avuto su di me la giornata libera... certo uno non può cucinare così a manetta, sembravo una forsennata (ma di buon umore, eh! E per fortuna, che il set fotografico è andato a farsi benedire ore 15.00 e volevo solo piangere, ad un certo punto, cioè quando la macchina fotografica ha esaurito le batterie mentre trasferivo le immagini nel pc e le ho perse tutte, ma poi rifatte, e male, e quasi al buio... che il balletto apotropaico abbia funzionato al contrario? :-/).

cmq che si fa il venerdì nelle cucine dei blog seeeeri???

si guarda nella dispensa e si intercettano le cose da cucinare SUBITO.
Nel mio frigo c'era un rotolo di pasta fillo che chiedeva solo di essere usato, prima di diventare un mutante. Ed io, che ancora non ho capito se avevo tanta voglia di cucinare, o voglia di cucinare tanto (cose che a volte possono non coincidere), ho adattato una ricetta vista sul beneamato La Cucina del Corriere della Sera, di quelle che risolvono la cena (magari con qualcos'altro, eh?) e in quattro e quattro otto, tra una tarte e due maddalenine, l'ho infilata in forno così farcita:

ingredienti:
4 fogli di pasta fillo* (credo che anche la sfoglia si adatti)
250gr ricotta
180 gr provola affumicata grattugiata a fori larghi
paprika q.b (facoltativo)
semi di papavero un cucchiaio (facoltativo)
un sughetto di pomodoro per servire

Setacciare la ricotta e mescolarvi la provola, aggiungere la paprika. Mescolare.
Distribuire a cucchiaiate sul foglio di carta fillo e arrotolare. Chiudere a caramella. Cospargere di semi di papavero e cuocere a 180°C per una decina di minuti, o finchè i rotoli non sono dorati.
Sappiate che i vostri, serviti caldi o tiepidi, verranno molto più graziosi di questi, e sicuramente molto meno grinzosi, dato che costoro sono stati fotografati la bellezza di 4 ore dopo la loro preparazione!!!!

mi sembrano ok come aperitivo per la cena, o come secondo, aggiungendo nella ricotta dei funghetti trivolati, o delle zucchine tagliate a rondelle e ripassate in padella, o pezzetti di prosciutto cotto rosolato in un filo d'olio, o quello che vi sorride dal frigo!

*per i romani da Castroni, consultare qui ( http://vanigliacooking.blogspot.com/2009/03/lista-della-spesa.html ), per gli altri, se avete pusher segreti di fillo, fatemi sapere, ed io aggiorno l'elenco, anche all'estero, qui non si butta via niente...

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aggiornamento del 24 gennaio 2010, ore 18.00
PASTA FILLO FATTA IN CASA
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Dunque tra ieri e oggi, a seguito dei vostri commenti e ad alcune mie elucubrazioni, mi è venuto da pensare che mica è tanto carino da parte mia presentarvi quei rotoletti "fillosi" alla ricotta, con tanta spocchia e altrettanta sbrigatività (a mia discolpa lo psicodramma di un intero set fotografico andato a rotoli (ricordate? si accennava....), un'intera mattinata tra fornelli e foto di 3, dicotre, ricette realizzate e finite nel nulla e da rifotografare al quasibuio).
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Cmq allarme rientrato, cioè, alla fine posto al buio pesto (bello, si potrebbe fare un contest per chi come me impazzisce d'inverno con le foto, postoalbuiopesto... oddìo adesso me la pianto, è che di domenica sono un tantino più riposata e sciorino con più facilità le stesse cosette sconnesse che pronuncio arrancando durante la settimana...) lo stesso va'...
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Ecco dicevo nei commenti, che per i più coraggiosi (i più foridetesta, dico io) potrei propinarvi questa ricetta di Michel Roux, tratta dal suo libro "Frolla&Sfoglia", e ancora mai provata... (hihihi, e mando voi all'arrembaggio, che furbastra!)
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ingredienti
400gr farina
6gr sale
330ml acqua, scaldata a 50°C
30ml olio d'oliva
maizena, per spolverare (e già da qui si capisce che non si tratta delle solite ricette arronzone di Vaniglia, ma di uno serio...)
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Mettete la farina, il sale e l'acqua nel robot da cucina con gancio da impasto e azionatelo a velocità bassa. Appena gli ingredienti si amalgamano, versate l'olio a filo.
Fermate il robot appena l'impasto è amalgamato. Con una spatola raschiate la pasta attaccata alle pereti e al gancio. Portate il robot a velocità media e lavorate per 3-4 minuti. Quando sarà soffice e abbastanza appiccicoso, l'impasto tenderà a staccarsi dalle pareti.
Mettete l'impasto sul piano di lavoro e formate una palla.
Dividetela in pezzi da 60gr ciascuno.
Formate una palla con ogni pezzo e mettetela su una teglia spolverata con la maizena, a distanza di qualche cm.
Coprite con la pellicola e lasciate riposare in un posto abbastanza fresco (14-16°C se possibile) per almeno 2 ore.
Infarinate un tagliere di legno di 60cm di diametro con la maizena e mettete al centrouna pala di pasta. Usando un lungo bastone di legno come mattarello (mah!), stendetela in un disco di 14-16 cm.
Da questo momento in poi, fate pressione alle estremità del bastone per allargare la pasta ai lati, continuando ad infarinare la superficie manmano che la si stende.
Una volta raggiunto lo spessore necessario (o.5 mm) stendere il foglio di pasta su una teglia e copritela subito con un panno umido o con la pellicola perchè non si secchi.
Preparate un altro foglio di fillo con un'altra palla di impasto. Spolverate il primo foglio con la maizena, stendeteci sopra il secondo e cpritelo con la pellicola. Proseguire fino all'ultima palla di impasto.
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Si mantiene 24h in frigo e 2 settimane congelata (avvolta in entrambi i casi e ben sigillata nella pellicola in modo che non vi passi nemmeno un filo d'aria).
Una volta congelata, va trasferita dal freezer al frigo 6-8 ore prima dell'utilizzo.
questa non è "15'max", pare... !

mercoledì 20 gennaio 2010

uova in cocotte agli champignons

Ricetta perfetta per cavarsi fuori dai guai...



Qualche giorno fa sono andata un pochino in crisi a seguito di un'affermazione di qualcuno di casa sul bloghino....
Lui, il mio fortunato e severo critico gastronomico, nonchè attento osservatore del blog (ovviamente non fa un accesso manco a cannonate, e in fondo a che gli serve, lui vede tutto "dal vivo"?), ha commentato, da bravo maschietto, "troppi dolci" (e non è il primO, sottolineo la -O finale, che osserva questa cosa dato che ho capito che tutti i miei amici e colleghi gradirebbero più carne on line, e infatti di recente mi sono tanto impegnata (qui, qui e qui!), ma che vogliamo fa', io di verdura e pane, sono!)
Cmq a mia discolpa c'è da dire che in questo periodo le venti ricette in coda nella home page "acchiappano" in pratica solo il mese di dicembre e inizio gennaio, di fatto tutto e solo il periodo natalizio, e quindi hai voglia a spiegare dell'atmosfera, dei regali, dei biscotti, del natale, della befana.... il suo giudizio era insindacabile, tanto che è stato anche rafforzatao da una domanda, la seguente: "se io fossi un tuo lettore o una tua lettrice, e dovessi servire una cena ad amici, troverei abbastanza ricette nel tuo blog?".
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1. Panico iniziale.
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2. Prima reazione: cucinato due torte, tanto per scaricarsi un po'.
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3. Ho fatto qualche considerazione:
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- in effetti il bloghino nasce come ricettario online, con qualche racconticcio attaccato, tanto perchè io so' un pochetto logorroica, e tali "allegati verbali" ci sarebbero scappati (e ci scappano) pure al telefono con mia sorella o mia madre e altri, quando tramando una ricetta. Ovvio, pensavo tra me e me, che quando ci facciamo la bistecca ai ferri, non è che io la posti... Cmq al tempo stesso se ci scappassero due involtini al sugo in più non è che mi dispiacerebbe, tutto sommato (e che dire delle polpette di mia sorella? che darei per farle come lei... magari je rubbo la ricetta e scippo una fotina e via, ve la posto! ;)).
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- al tempo stesso la gestione della cosa fotografica mi taglia fuori un po' di piatti serali, meno "carboidratici" e più proteici... torte e biscotti invece li puoi fare anche alle 2 di notte e fotografarli la mattina (o qualche giorno) dopo, se è estate (se è inverno...)!
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- c'è pure da mettere in conto la mia passione per la patisserie, coltivata fin da piccola, ma non me la sento di buttarmi a capofitto su un tema così specialistico (anche per motivi di salute, no? ;))... però al tempo stesso il blog mi rimane sempre un pochino sbilanciato verso le "cose dolci", sì, lo ammetto!
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Insomma alla fine della fiera ho pensato di fare due cose:
a. cucinare subito delle strepitose ovette in cocotte ispirate ad una ricetta vista sul numero di gennaio-febbraio di Marie Claire idées, e postarle (ecco, ci siamo finalmente, 2.500 battute per introdurre il post è qualcosa che va al di là della logorrea, mi sa... :))
b. cercare di organizzare le ricette in modo che siano meglio consultabili, perchè ci stanno, nel blog, "cose da cena", giuro che ci stanno!!!!
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Ecco la ricetta, che quasi passa in secondo piano dopo questo sproloquio, ma vi assicuro che rasenta la perfezione: buonissima-velocissima-presentabilissima ad una cena tra amici, tiè!
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ingredienti (per 4 persone)
4 uova
300 ml (anche qualcosina di più) panna acida*
1 punta di coltello noce moscata grattugiata
200 gr champignons*
3 cucchiai olio d'oliva
1 spicchio di aglio
pancarrè 4-6 fette
sale, pepe
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Lavare ed asciugare i funghi e tagliarli sottilmente (io ho usato quelli fià fettati del super! :-P).
Rosolarli circa 10' con due cucchiai di olio d'oliva e uno spicchio d'aglio in una padella antiaderente, poi salare e pepare.
Nel frattempo preparare la cottura a bagnomaria al forno, riempendo per metà (attenzione all'altezza che raggiongerà l'acqua una volta inserite le cocotte per la cottura - io ho fatto la prova con le cocottes vuote per regolarmi) una teglia a bordi alti di acqua e inserirla nel forno, da accendere a 180°C.
Mescolare la panna acida con la noce moscata, un pizzico di sale e una spolverata di pepe, poi ripartirla tra le 4 cocottes. Aggiungere, sopra, i funghi ormai cotti, le uova, e passare tutto in forno (inserendo le cocottine nella teglia piena d'acqua - attenzione a mani, occhi, forno, bambini e animali, macchine fotografiche nei dintorni) per circa 10'.
Mentre le uova si cuociono tagliare il pancarrè in listelli di circa un cm, e passarli in un padellino antiaderente con 1 cucchiaio di olio.
Servire le uova calde, con i crostini di pane.
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p.s. aggiornamento del 06 ottobre 2010: mi sono accorta di aver scritto 300cl di panna acida invece che 300ml (appena corretto!). Spero che nessuno di voi abbia usato 3 LITRI di panna acida per queste preparazione (mandandomi qualche accidente ;-P)

lunedì 18 gennaio 2010

banana&banana bread

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Erano mesi che meditavo di farlo, ovvero da quando mi erano capitate sottomano al supermercato le fettine di banana essiccate (in quelle bustine negli espositori che contengono anche le mandorle a filetti o lamelle, la granella di nocciole, i pistacchi sgusciati...), poi comprate e stoccate meditando come fare un cake molto a base di banana, in cui la banana costituisse pure la decorazione!

Ora non è che qui manchino esempi di applicazioni di uso di banane in dismissione (tipo qui, qui e qui!), solo che il banana bread non lo avevo mai fatto.

Questa la mia applicazione in proposito, uno di quei dolci che appena assaggiati già ti viene voglia di rifare, e che risultano morbidi, non secchi ma lievitati e cotti al tempo stesso, il che non è sempre automatico....

Sono molto soddisfatta del risultato, e non so bene da cosa dipenda, forse il solito abbondante burro, o il trucchetto yogurt+acqua....
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ingredienti
140gr burro
110gr zucchero
1 uovo
1 banana matura grande
200gr farina
50gr yogurt +30gr acqua
2 cucchiaini piuttosto generosi di lievito in polvere per dolci
50gr circa di fette di banna essiccate (facoltative!)
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Lavorare burro e zucchero prima con la forchetta, poi, quando si sono ammorbiditi, con le fruste elettriche. Aggiungere, sepre mescolando con le fruste, l'uovo intero, poi la banana e fettine.

Aggiungere la farina continuando a mescolare con una spatola. Aggiungere il composto di yogurt e acqua, e solo alla fine il lievito. Amalgamere bene e infornare trasferire in uno stampo da cake lungo 26-28cm (io ne ho usato uno di forma un po' diversa dal solito, largo 12 e lungo 24 cm).
Decorare con le fettine di banana essiccata.

In 25-30 minuti a 180°C è pronto.

A me piace con un velo di dulce de leche sopra alla fettina, bella spessa! ;)






venerdì 15 gennaio 2010

Questo crumble (non) è un'insalata!

indivia, mele, uvetta e noci

Ancora tremendo bisogno di verdure (verdurazza, dice amabilmente monsieur patou, che tendenzialmente è carnivoro, e invece j'è toccata 'sta Vaniglia qua.... =)).
Come si accennava nel titolo questo crumble è un'insalata, di quelle sane e complete che mi piacciono tanto, con verdura, frutta e frutta secca, e tanto per non farsi mancare gli omega 3 anche qualche nocetta.

Per l'insalata procedere così (2 persone): lavare e tagliare a rondelle di circa un cm 2 caspi di indivia o 1 grandicello, caramellare con un filo di burro e mezzo cucchiaino di miele gli spicchi di una mela tagliati a loro volta (trasversalmente, o come volete voi) a fettine di circa 3-4 mm di spessore, mescolate il tutto in una ciotola, aggiungere una manciata di uvetta (io non la "ammollo" quasi mai .... ;-P), e 8-10 gherigli di noce spezzettati grossolanamente.
Condire con olio, limone e sale

Mentre la mangiavo (letteralmente nel mentre!) è venuta l'idea del crumble (anche perchè avevo altri due caspetti da far fuori, oltre a quintali di uvetta che neanche vi dico!), CHE E' IDENTICO!

...lo dicevo io che questo "montaggio da forno di ingredienti" è un'invenzione geniale!..... :)

ingredienti per 2 persone
2 caspi indivia
1 mela
8-10 noci
1 manciata di uvetta
una noce di burro + una
1 cucchiaino di miele
per le briciole
80 gr farina
40 gr burro
20 gr parmigiano grattugiato

Lavare e tagliare l'indivia a "fette" di un cm abbondante, poi cuocerle con una noce di burro in una padella antiaderete, per una decina di minuti, mescolando con un cucchiaio di legno. Salare e pepare.
A parte, in un'altra padella antiaderente, caramellare in una noce di burro e un cucchiaino di miele la mela tagliata a fettine.
In una pirofila (io ne ho usata una 15x15cm circa) versare l'indivia cotta, le mele, l'uvetta e le noci. Dare una mescolatina.
A parte formare delle briciole lavorando con la punta delle dita la farina, il parmigiano e il burro a fiocchetti. Versare questo composto sulla verdura e passare in forno a 180°C per 20'.

Adesso scegliete voi la versione che più vi piace, cruda o cotta che sia!

mercoledì 13 gennaio 2010

Nonna Carla

...il raddoppio!


Durante gli ultimi anni di università ho abitato in Piazza Annibaliano (Quartiere Trieste - Roma). Appartamento estremamente universitario, piano terra e soprattutto con affaccio della cucina sul cortilastro di carico e scarico di un noto fast food di fama internazionale.
La casa era piccola e a livello strada, e tutta una serie di "pischelli romani", abituali avventori del suddetto fast food, sedevano sui davanzali della mia camera e di quella di mia sorella a "fare muretto". C'era inoltre la moquette rossa ovunque, anche in cucina, e la luce non abbondava.
Con il tempo la casetta è stata addomesticata, anche se la zona non è di certo delle più entusiasmanti di Roma: si trova in una posizione "di cerniera" tra il quartiere-piazza Bologna, la via Nomentana e il quartiere Africano, e la "piazza" altro non è che un invaso stradale oberato dalle automobili.
Nel cuore di questo interessante scampolo di "metropolità", c'è il complesso monumentale di S.Agnese, uno dei posti più evocativi di Roma, di cui sopravvivono oggi i resti della basilica cimiteriale costantiniana, il mausoleo di Santa Costanza , la basilica di S Agnese , e i resti delle catacombe.

Ed era esattamente in via di S.Agnese 2 che fuggivo per riprendermi dal caos della piazza (che come si sarà capito sembrava passare tutto dalle mie finestre, ed insediarsi in casa), per rifocillare pancia, cuore, e occhi, e coccolarmi in po' dalle fatiche della tesi in corso.
Quando ero poi murata letteralmente, inchiodata al computer a disegnare metriquadri di tavole, qualche anima misericordiosa che si prendeva in carico la mia salute fisica e mentale, passava a casa, e prima di suonare il campanello, faceva una capatina in questo posto strepitoso, per portare con sè una delel frolle più buone che abbia mai asaggiato, che consumavamo inebriate con una tazza di thè.

Tutto questo per dire che quando ho visto l'insegna "Nonna Carla" in viale Eritrea 89, una delle strade che spesso mi capita di percorrere di ritorno a casa, la sera, in un primo momento ho pensato che la Nonna Carla si fosse spostata lì, poi, dato che prima ancora di rendermene conto mi ero fiondata dentro a chiedere della novità, ho scopreto che nientemeno il negozietto di via S. Agnese ha raddoppiato, e adesso rischio di comprare croissant francesi un giorno sì e un giorno no, cioè ogni volta che ci passo davanti.

Ma la magia di questo posto non si ferma ai croissant, perchè entrando da Nonna Carla di viale Eritrea, le cose buone cui badare sono parecchie, a partire dalle classiche frolle, e dalle superbe torte rivestite con la tecnica del pastigliaggio inglese, che ormai costituiscono il suo marchio di "fabbrica", anche se fabbrica è la parola meno adatta in questo caso, perchè una delle principali caratteristiche dei cibi che si possono trovare qui, è proprio l'assoluta provenienza da ingredienti di base naturali e non trasformati.

Oltre a queste torte, e ai sui altri cavalli di battaglia quali lo strudel e la sacher, la crostata alla crema catalana e la crostata e la crostata alla cassata siciliana, la torta Nonna Carla (base tipo sacher con cioccolato dell'equador al 75% corretta con rhum e panna), qui si trovano caffè e cioccolata di estrema qualità (Torrefazione Giamaica, Domori), i succhi millesimati Alain Milliat, le marmellate viennesi, gli orzi in pressofiltro, i thè, ...
Poi ci sono i cuori di cioccolato fuso equatoriale, le griottine francesi, il pepe maricha.
E il gelato.

La signora Paola (il viso di Nonna Carla) parlava, ed io scrivevo tutto si foglietti volanti e non riuscivo a starle dietro (avrò dimenticato la metà delle cose!).

Alla fine le foto, che sicuro non rendono merito all'atmosfera, a glio odori, e soprattutto ai sapori del posto...


Nota importante: la signora Paola è autodidatta, e non solo, si fa tutto da sola, a partire dai lampadari!

Nonna Carla
Viale Eritrea, 89, 00199 Roma 06.86206227‎
Via di S.Agnese,2 00198 Roma 06.8600090

lunedì 11 gennaio 2010

quattro quarti trotterellanti

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Cioè, QUASI quattro quarti.
Solo che prima alleggeriti, poi arrotondati (ora vi racconto come).
La sera del 31 dicembre, diciamo il pomeriggio per non fare figuracce (anche se era abbastanza sera, cmq!), il paziente monsieur patou mi torna a casa con un litro di panna.
Il compito era prendere 250ml di panna, pecorino romano e uova, giusto un paio di cosette non fondamentalissime di cui mi era sovvenuto esattamente nel momento in cui mi accingevo a cucinare.
Il problema era che si avvicinava il limitar dell'anno e monsieur patou, sulla strada del ritorno per casa, incontrava solo saracinesche che chiudevano, esattamente in quel momento!
Quindi, dato che l'anima pia che lo ha fatto entrare aveva solo panna da litro, il patou la prese e la portò a casa.
Un paio di giorni dopo, e dato che io non sono un'amante della panna, però, come si sa, non è che disdegni il burro, ho deciso di trasformarla, per non farla sprecare.
Risultato: burro buono + latticello buono.
Lo sapevate no che fare il burro è facile facile, e che il residuo della sua lavorazione è il tanto poco trovabile latticello?
Per chi si fosse messo in contatto solo da poco, qualche tempo fa ne avevamo parlato, e per chi volesse, le istruzioni per procedere sono qui.

Cmq, dicevamo.
Latticello e postumi delle feste da smaltire.
Quindi quattro quarti leggeri leggeri per la colazione, in cui sostituisco il burro con il latticello.

Poi, mentre mescolo, mi viene uno scompenso e butto dentro un qualche cucchiaio di crema lemon curd e cioccolato bianco*, giusto per "aggiustere di materia grassa", ma poco.

ecco la ricetta
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ingredienti
4 uova
stesso peso di latticello (nel mio caso 214gr)
stesso peso di zucchero
stesso peso di farina
1/2 bustina di lievito
3 cucchiai di lemon curd e cioccolato bianco
stesso peso della crema, in amido di mais (75 gr)
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Accendere il forno a 170°C.
Ho mescolato uova latticello e zucchero, con le fruste elettriche.
Poi ho aggiunto farina, sempre mescolando con le fruste.
A questo punto ho aggiunto la crema e la maizena.
Infine il lievito.
Ho cotto in una teglia da cake media e in 4 minitegliette.

In totale può andare bene uno stampo rettangolare, da cake, lungo 28 cm.

Va cotto per 30-40' a 170°C per il primo quarto, venti minuti, poi abbassare a 160°C.

Tenere d'occhio continuamente il forno. Nel mio caso i minicake erano pronti in 20'.

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* ne parlo in questo post qui:

venerdì 8 gennaio 2010

vellutata detox, di piselli secchi e bieta

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Ecco un'altra ricettina che viene dalla rivista La Cucina del Corriere della Sera, numero di gennaio. Preso a fine dicembre e già venivo folgorata da ricette "defatiganti" come questa con i piselli secchi e la bieta. Che preveggenza (molto acuto pensare che dopo le feste saremmo stati un po' "malconci", eh?).
Ad ogni modo, la blogsfera intera sta cercando di riprendersi dai bagordi (o dalle fatiche in cucina? ;-)). Io mi allineo, con una tipologia di cibo che amo. In tutte le salse. La vellutata.
E questa è proprio di velluto!
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ingredienti per 4 persone
400gr piselli secchi
100gr bietole erbette
1 scalogno
1 mazzetto di salvia
olio EVO
sale
pepe
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Mettere i piselli in ammollo per 12h. Poi scolarli, metterli in una pentola con la salvia lavata, coprire a filo con acqua, e far cuocere per una oretta abbondante. Salare.
Nel frattempo, separatamente, mondare e lavare le bietole, poi tagliarle grossolanamente. Cuocerle in una casseruola in cui è stato precedentemente fatto rosolare lo scalogno con 2 cucchiai d'olio. Cuocere 10', poi mescolare ai piselli e frullare il tutto.
Se occorre aggiustare di sale. Pepare.
Far "fermare" 10'.
Preparata per tempo, come tutte le zuppe, è ancora più buona.

mercoledì 6 gennaio 2010

biscotto da calza

...per la befana!

Ecco, l'ultimissimo.
Come facevo a chiudere la sessione natalizia senza un ultimo biscottino speziato???
Poi da domani si ritorna all'header feriale, quindi spariamoci le ultime cartucce e gli ultimi nastrini...

dunque la ricetta (leggermente modificata rispetto all'originale... ;-P)__

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biscotti di pan di zenzero, dal libro sui biscotti di Linda Collistar

ingredienti (per circa 30 biscotti)
350 gr di farina
1 punta di bicarbonato di sodio
1 pizzico di sale200 gr di zucchero di canna scuro non cristallizzato (tipo muscovado)
2 cucchiaini di zenzero in polvere
2 cucchiaini di cannella in polvere
115 gr di burro
85 gr di melassa scura
1 uovo sbattuto

Mescolare tutti gli ingredienti secchi in una ciotola (farina, bicarbonato, sale, zucchero, zenzero e cannella).
Sciogliere a fuoco dolce burro e melassa, unirli agli ingredienti secchi e amalgamare. Aggiungere l'uovo sbattuto e mescolare con un cucchiaio di legno.
Formare circa 30 palline, con le mani, della grandezza di una noce.Disporle sulla teglia rivestita di carta da forno, ben distanziate, e schiacciarle leggermente con le dita, poi, se necessario, con l'aiuto di un cucchiaio.
Cospargere i biscotti con zucchero cristallizzato e cuocere a 160°C per 12-15'.
Lasciar intiepidire fuori dal forno per un paio di minuti, prima di trasferire su una gratella a freddare.

Durano almeno una settimana.
E al passare del tempo migliorano!

lunedì 4 gennaio 2010

anno nuovo, letture nuove!

quali sono i libri delle vacanze natalizie?



Quelli ricevuti, quelli regalati, quelli a tema e quelli sui buoni propositi, ma soprattutto quelli desiderati!

In questi giorni sto cercando di riposare un po'.
Quindi, oltre a lavorare a maglia (seduta su un cuscino per terra perchè pare proprio che il divano ordinato qualche gorno fa non sia ancora reperibile, e con gatòo in braccio che nella prima fase insegue il filo di lana, nella seconda il pallino dei ferri da calza - ovviamente unghiette tutte sguainate - e nella terza finalmente si addormenta, sempre in braccio) e cucinare cose impastate a mano e lievitate, ci si dedica alla lettura, grazie a amici e cugini che regalano libri ad hoc, per la Vaniglia.... ;-P

1.
Il primo è un favoloso libretto dell sorella di Amélie Nothomb, Juliette.
Sciroccatissima descrizione di ricette dedicate alla sorella, e raccontate attraverso estratti di scritti di Amélie con illustrazioni di Jul.
Molto spassoso, e molto immediato il modo della Nothomb di descrivere le ricette. Quasi disincantato, senza nessun tipo di filtro, nessuna forma di edulcorazione, nessun pregiudizio sui mille modi e mille strumenti per cucinare.
La cosa bella è che le ricette sono a tema rispetto ad un argomento, e che compongono un piatto combinato rispetto a quel tema
Che ne so, facciamo un esempio a caso.
Il cassis (giusto una cosetta a scelta che mi piace da impazzire). Nella sezione dedicata ci sono 5 ricette a tema: rotolo di pate à génoise al cassis; mousse al cassis; gelato al cassis; yogurt al cassis e minitrota al cassis.
E alla fine del capitolo c'è la presentazione del piatto che li comprende tutti e cinque!
__
2.
Il secondo arriva da una persona che mi sopporta pazientemente al lavoro tutti i santi giorni, e non solo, dato che mi ha fatto scoprire uno dei cibi preferiti dal mio palato: il pesce spada messinese, cucinato a Messina da sua mamma in forma di braciolette alla ghiotta....
L'esperienza mi ha talmente folgorata che alla fine è arrivato in allegato anche il libretto di istruzioni per l'uso della cucuina di pesce spada di Sicilia.
Fa parte di una interessantissima collana di cui tempo fa aveva parlato anche Carolina, i Magiari, libriccini della casa editrice Maria Pazzi Facini Editore.
Il mio si chiama "Pesce spada di Sicilia".
Come aveva osservato Carolina, sembrano arrivare a noi direttamente dal passato. E sono fatti molto bene, perchè oltre ad una raccolta di ricette della tradizione, la prima parte del libro comprende il racconto di come una volta il pesce veniva pescato, e dove.
A questo punto scatta la domanda urgente a tutti i romani: dove acquistare pesce spada buono a Roma?
O alla peggio, dove acquistare pesce buono a Roma? ;-)

3.
Christmas, di Donna Hay, Guido Tommasi Editore.
L'ho regalato alla mia mamma due natali fa, ovvero appena uscito.
Ed ogni anno, ormai è il terzo, quindi, amo passare le feste stravaccata sul divano semplicemente sfogliandolo, solo per l'atmosfera che vi si respira....
E' strano perchè sbirciando qua e là ancora non mi è ricapitato di adocchairlo in libreria.
Ancora mai realizzato nulla, ma sto tenendo d'occhio un dolce di frutta secca, detto della nonna. Devo trovare prima uno stampo adatto, però.
Appena lo cucino ve lo posto!
=)
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4.
Ecco qua.
Il libro dei desideri.
Tutta "colpa" di qualcuno che me ne ha parlato via mail, qualche giorno fa.... ;-)
Si diceva appunto parlandone, che non è un libro che si compra perchè è utile.... Soprattutto per me, che l'ho scelto ieri in un mucchietto di sei, accovacciata alla Feltrinelli su uno di quei banchetti su cui si sale per arrivare in alto... Tra questi sei ce ne erano un paio di quelli utili, di quelli che rispondono ai miei buoni propositi culinari per il 2010, tipo questo, e questo (http://www.luxurybookscollection.com/carrello/prodotto.php?id=112).
Gli ultimi due hanno il loro perchè, che fa parte dei miei buoni propositi per il 2010: cucinare molto e molto variato, e soprattutto, cucinare per tutti i giorni!!!!
Inoltre c'è la questione SOPRAVVIVENZA CULINARIA, cosa che ormai ci sta sempre più a cuore. Insomma, c'è un tempo per cucinare con lentezza e un tempo per cucinare con speditezza (tipo quando si rientra a casa alle 20.30 e bisogna inventarsi una cena intera...), e soprattutto può essere utile organizzare la dsipensa, il frigo e il freezer per la sopravvivenza quotidiana, senza per questo ricorrere sempre a cibi pronti, precotti, superincartocciati!
Accovacciata alla feltrinelli però, dopo tutto questo esemplare ragionamento, ho optato per un libro meno ultile, ancora da atmosfera natalizia, ancora secondo quello che preferisco cuicinare e da qualche tempo tralascio... LE TORTE! (eh sì che in casa girano pochi libri di ricette di torte!).
Ne ho puntate un paio...
A seguire, arriveranno anche i libri utili, da brava donna di casa .... ;-)
__
Ah, dimenticavo... buon anno a tutti!!!!!!
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