Tutto è iniziato a settembre scorso .lunedì 31 maggio 2010
confettura di fragole lamponi e rosa
Tutto è iniziato a settembre scorso .sabato 29 maggio 2010
mercoledì 26 maggio 2010
tortine salate di erbe pinoli e uvetta
Questa, a dire il vero, è la fase 4, quella prima della completa riabilitazione (chimera!)...In codesta fase si cucina sì, ma senza bilancia, perché “la pesa”, oggi come oggi ancora un filino stressa, che cucinare ci piace un sacco, sì, ma cucinare a occhio, quello è il mio vero passatempo.
Ad essere sinceri, fino ad un paio di anni fa, non possedevo nessun tipo, neanche rudimentale, di bilancia, e confesso che era una vera pacchia.
Farina e zucchero a volumi (“a montagnole”, a dire il vero…), e devo dire che non me la cavavo male, e il burro, giuro, ero perfetta al grammo, e confesso che tuttora non resisto (fanatica!) a tagliarlo e pesarlo per valutare se mantengo “l’occhio”.
Poi con il blog sono diventata “precisa”, se così si può dire. Si pesa tutto sennò come faccio a raccontarlo a voi?
Però quando cucino “offline” si va a braccio, e soprattutto quando sono un po’ più stanchina, via la bilancia!
Quindi procedo con le indicazioni a mo’ di “la cucina de casa”
ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia (già pronta o fatta in casa, giuro presto ne posto una di riferimento!
1 cipollotto
1 mazzo di tarassaco o erbe/verdure varie
1 manciata di pinoli
1 manciata di uvetta bionda
1 fetta di provolone
Olio, sale
Disporre la pasta su uno stampo da crostata (o su 5 stampini piccoli) e bucherellare con una forchetta. Lavare e tagliare grossolanamente le verdure, poi farle stufare in un tegame ampio con uni filino d’olio e un cipollotto tagliato sottile o fatto precedentemente appassire. Durante la cottura aggiungere i pinoli e l’uvetta, a fine cottura aggiustare di sale (in 10’ ve la cavate).
Disporre questo ripieno nei gusci di pasta sfoglia, aggiungere il caciocavallo a pezzettini, passare in forno caldo a 180°C per una mezz’oretta.
lunedì 24 maggio 2010
riabilitazione fase3: la coccola, quella vera
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giovedì 20 maggio 2010
riabilitazione fase2: vitaminizzarsi
Poi c'è la seconda fase.martedì 18 maggio 2010
riabilitazione fase1: distrarsi
ingredienti 
venerdì 14 maggio 2010
il mattino e l'oro in bocca...
ecco, manmano che le cose sembrano rallentare, in questo ultimo strappetto, questa coda di delirio lavorativo, all'improvviso mi è sembrato ritornare in me, e riuscire a vedere la luce (no, non quella in fondo al tunnel, intendo la luce da acchiappare attraverso l'obiettivo, quella che ci piace, non troppo accesa da sembrare violenta nè così spenta da sembrare polverosa), e avere un guizzo per fare un'invenzione, di notte, quasi sopra le forze, perchè il giorno dopo magari la ricotta, quella buona bio della fattoria che siamo andati a visitare di persona, sarebbe stata meno fresca, e le due mele annurca (annurche???) che stazionano nel loro cestino e che è proprio un peccato farle sprecare sarebbero state un po' grinzosette, e magari a quel punto lo sciroppo d'acero che scade nel 2012, ma è nel mio frigo già da più di un anno, e forse sì, gli si può dare una botta per tirare a finirlo...Insomma nottetempo racimolo gli ingredienti e mescolo tutto insieme. Le dosi me le aggiusto guardando l'impasto (così, una cosa da uomo a uomo, io e lui affrontati a guardarci). Il risultato niente male, anzi direi proprio buono (come mi piaccio quando faccio questo, il brivido del "rischio" ;-P, le cose da recuperare in frigo, il gusto dell'assaggio e la sorpresa - quella bella s'intende!).
Ricotta, mele e sciroppo d'acero, cosa c'è di più colazione di così?
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150gr farina
100gr farina integrale
100gr sciroppo d'acero*
150gr ricotta
50gr burro morbido
3 uova
4 cucchiai di latte (praticamente un fondo di bicchiere)
1 bustina cremor tartaro (o lievito in polvere!)
1 o 2 mele
una spolverata di zucchero di canna cristallizzato
Lavorare burro e uova in un recipiente, poi aggiungere la ricotta, la farina e lo sciroppo d'acero. Continuare a mescolare e aggiungere il latte.
Accendere il forno a 180°C.
Sbucciare le mele e tagliarle a pezzetti, poi a fettine sottili.
Aggiungere il cremor tartaro all'impasto, trasferirlo in uno stampo da cake della lunghezza di circa 24 cm, coprire con le mele tagliate e spolverare con lo zucchero di canna cristallizzato.
In forno per 45'.
Servire con un filo di sciroppo d'acero
__________martedì 11 maggio 2010
ravioli fatti in casa, con tarassaco e pinoli

400gr di foglie di tarassaco (meglio bio)
200gr di farina
2 uova +1
150gr di ricotta
80gr di parmigiano grattugiato
3 cucchiai di olio
burro q.b.
sale, pepe, noce moscata, pinoli
Pulire e sbollentare il Tarassaco in acqua salata, scolarlo, tagliarlo sottilmente e ripassarlo in padella qualche minuto con un filo d'olio, poi aggiungere la ricotta, il grana, e 1 uovo. Aggiungere una grattugiata generosa di noce moscata, e se occorre il sale (io non l'ho messo).
Preparare una sfoglia piuttosto sottile con la farina e le uova ricordando (tenere a parte un poco di albume). Dividere l'impasto in tre, e tirare la sfoglia sottile (io ho fatto delle strisce larghe 15 cm e lunghe quanto venivano) e mettere distanti circa 5 cm palline di ripieno del diametro di poco più di un centimetro. A due a due fino a coprire la metà dell'impasto. Poi girare la sfoglia (la parte non occupata dal ripieno) in modo da coprire le palline, dopo aver spennellato lo spazio tra una pallina di ripieno e l'altra con l'albume tenuto da parte.
A questo punto schiacciare bene i bordi tra una pallina e l'altra e tagliare la pasta nei punti sigillati in modo da formare dei quadrati.
Cuocere in acqua salata per 7 minuti circa. Condire con burro, parmigiano e pinoli tostati.
venerdì 7 maggio 2010
vaniglia's fish
Bene, venerdì pesce.
Il preferito di Vaniglia. E guarda caso tanto buono e così adorabile da realizzare, e da mangiare, quanto difficile da fotografare.
O forse sono io. Certo questa rispetto a quella che ho fatto un anno e mezzo fa, la prima della serie (e che vi ho opportunamente occultato, all'epoca), è un po' meglio.
Certo dovevo capirlo fin dal primo momento, quando venerdì scorso sono evasa durante la pausa pranzo, e di gran corsa andata alla Rinascente (è a 5' dal lavoro, eh? mica una grandissima evasione...) apposta solo per trovare un piatto adatto che potesse contenerlo, il mio nasello al cartoccio e alla vaniglia! Ovviamente niente dafa', io cercavo qualcosa almeno di turchese, ma che fosse colorato un po' naturale, un effetto "pseudoamano" tipo cerchi concentrici di densità diverse di colore, ma con il "dorso" bianco, in modo che il bordino, visto da sopra, fosse chiaro. Uno, ovviamente, io sono quella dei piatti tutti diversi e spaiati, sia di forma che di colore, che poi ne ho mica tanti, solo che in previsione meglio non accattarsi servizi, neanche da 4 (esistono, i servizi da 4?), sennò quando servirà il color malva per il piatti ai fiori eduli, il cartadazzucchero per la zuppa di rape rosse, il giallo per il soufflè al formaggio o il rosa per il cacao, e di fronte alla mia eventuale idea di soppalare la cucina, patou mi mette alla porta... ;-)
Comunque dicevamo, il piatto mica l'ho trovato, ma il nasello avevo voglia di cucinarlo lo stesso, e alla fine mi sono dovuta di accontentare di quello che passa il convento, luce fiacca e pure un ammanco di cottura (che dopo aver fatto la foto ho prontamente recuperato dimenticandomi per qualche minuto di troppo il pesce in forno); alla fine però era buono come sempre, e adesso vi metto la ricetta, tratta da qui (http://www.guidotommasi.it/gli-illustrati/fish-fish/#more-60), rubato alla sorellocchia! ;-)
ingredienti (x 4 persone)4 filetti di nasello o merluzzo da 150-200gr
1 baccello di vaniglia
40-50gr di burro salato morbido
180gr panna da cucina
olio d'oliva
sale, pepe
lunedì 3 maggio 2010
tarte au citron meringuée.2
Rapido conteggio delle perdite in battaglia in questi giorni: un brodo vegetale in barattolo (di dado, biologico ma dado), un fondo di marmellata di arance (azz', biologica pure quella!), una mela annurca (in frigo? e che ci fa? ecco perchè poi me la dimentico, la povera). 1 uovo*
3 albumi
- per chi ama guardare il lato light della cosa, in questo caso l'impasto del guscio è molto meno burroso, mentre al contrario la crema è un FILINO più "carica" (oltre ad essere un po' + abbondante come quantità)
- la meringa è venuta più "tosta", così tosta che mentre la mettevo aiutandomi con la sac à poche, il risultato estetico veniva un tantino "rigido", e alla fine ho smontato tutto e spalmato "a mano libera" aiutandomi semplicemente con un coltello ed un cucchiaio, creando onde. Sapore buono ed effetto estetico molto soddisfacente (però è più zuccherina dell'altra)
- DOMANDA x voi: chi mi sa dire quale deve essere il vero colore della meringa? marroncino? deve rimanere bianca? più è marroncino più rimane croccante e viceversa il bianco è sinonimo di "spumosità"?
- voto: un attimo vado a vedere quanto mi ero data l'altra volta.... Mh, allora stavolta è 7+. Sicuramente più bella questa come effetto (magari ero pure più disinvolta io), ma il sapore dell'altra era più sobrio, non so come dire, ed era più "unita" a se stessa...
- magari si può provare questo guscio con quella crema, però non so, il guscio perfetto dve ancora venire...
Vi faccio sapere come procedono gli esperimenti in merito!
;-)

