lunedì 30 maggio 2011

vellutata di asparagi



Sì, già postata in tutte le salse (con pancetta croccante, e con gamberetti)!
Ma questa versione mi è piaciuta veramente molto, data la consistenza particolare credo per la tostaura della farina nel burro all'inizio della preparazione, e quindi anche se non era previsto, prima di mangiarmela, ho deciso di fotografarla per potervela postare...
Gli asparagi sono tra gli ingredienti che più amo in assoluto, insieme a, vediamo, mela, zucca, fragola cioccolato, burro. Ah, poi le prugne, l'avena il latte e la scorza degli agrumi. E il basilico. ;-P

Di fatto si tratta di una vellutata cotta un po' come un risotto all'inizio, con qualche aggiunta.
Insomma niente de che, solo come dicevo prima piuttosto di soddisfazione, saranno i miei adorati asparagi...

ingredienti
500-600gr asparagi
1 grande cipolla bianca
1 cucchiaio abbondante di farina
40gr burro
1/2 bichhiere di vino bianco secco
1 litro di brodo vegetale
4 cucchiai di panna (io ho messo panna acida)

Tagliere sottilmente la cipolla e farla imbiondire nel burro in una capace casseruola, poi aggiungere la farina e mescolare. Una volta tostata la farina nel burro aggiungere gli asparagi tagliati a pezzetti di 1-2 cm, mescolare e lasciar cuocere un paio di minuti, poi aggiungere il vino e far evaporare rimestando di tanto in tanto.
Alla fine il brodo, prima un mestolo, girando e facendo asciugare, poi man mano il resto del brodo (o anche tutto insieme, come preferite, io lo metto un po' per volta per regolare il rapporto solido-liquido, nel caso fosse necessario meno brodo di quello indicato).
Lasciar sobbollire a fiamma bassa per 10-15', controllare la cottura, poi frullare il tutto con frullatore ad immersione, aggiustere semmai di sale e pepe, rimettere poco sul fuoco se rimane ancora troppo liquida, poi servire calda, con l'aggiunta della panna, e di crostini di pane a piacere.

venerdì 27 maggio 2011

Made in Kitchen chiama...

... Vaniglia risponde! ;-P

madeinkitchen-banner


Salve a tutti!!
La storia di oggi è quella di una breve intervista che mi riguarda, ma che soprattutto riguarda il luogo in cui mi dimeno mane e sera (più sera che mane) nel tentativo di dare un senso alle mie velleità culinarie.....
Made in Kitchen ha dedicato uno spazio a Vaniglia con annessa qualche foto della cucina ;-).
Superato il mio pudore a mostrare la suddetta cucina (che ha più della mia età, ed è un po' buia e "severa") sono addirittura riuscita a scattare un paio di foto a tema, in particolare di un cerrelletto cui sono tanto affezionata.
Si tratta di uno di quei carrelli che si usavano una volta sotto (o accanto ai) i tavoli da disegno dotati di tecnigrafo, e che servivano a contenere squadrette, righe e righelli, gomme, pennarelli, matite, pennini, nonchè gli arnesi più strani, come per esempio le lamette da barba wilkinson (rigorosamente) per raschiare la carta da lucido e "cancellare" gli errori fatti (CHI conosce l'ansia da rottura della carta all'ennesima "raschiatura", ore 3.43 della mattina, dopo innumerevoli tentativi di disegno????), o la gomma pane, che immancabilmente si trasformava in una palletta ricettacolo di grafite e pezzetti di legno temperati...
Ecco, quel carrelletto lì.
Adesso, dato che i software per il dsegno bi e tridimensionale ci risparmiano (purtroppo e per fortuna!) tutto questo bendiddìo di armamentario, il suddetto carrellino è stato convertito in aiutocuoco! E contiene mattarelli , spatole mestoli &co. negli spazi prima dedicati a righe e sqaudre, rigalimoni, levatorsoli, pennelli e pennellini negli spazi prima dedicati a pennini e pennarelli, e teglie varie negli spazi che prima erano occupati da scatole, risme di carta, o aggeggi più voluminosi in genere... =D
Potete leggere l'intervista e vedere le foto QUI.

Un grazie speciale a Cinzia per la presentazione (e la pazienza con la sottoscritta, sempre di corsa tra una cosa ed un'altra...).
Mi sono divertita un sacco, a presto!

giovedì 26 maggio 2011

kiwi jam, the first release

Al supermercato vicino all'ufficio il venerdì fanno delle cassettine di frutta da due chili ad un prezzo piuttosto conveniente.
Mettono queste cassette solo il venerdì. A me piace immaginare che sia perchè come e me stiamo tutte a trafficare con la frutta durante il finesettimana.... ;-)
E insomma fatto sta che venerdì scorso, oltre ai "soliti" due chili di fragole, mi son fatta tentare anche da una cassettina di kiwi biologici, ovviamente perfettamente consapevole del fatto che si tratta di frutti a bassissimo tenore di pectina...
La ricetta è quella della Ferber, con l'aggiunta di gelée de pommes vertes. 
La prossima volta provo con meno limone e con l'aggiunta di mela verde.
Per ora, e per chi ama il sapore del limone insieme al kiwi, ecco la ricetta

confettura di kiwi al limone
1100gr kiwi
500gr + 100gr zucchero di canna cristallizzato
2 limoni piccoli, il succo
1 limone intero (bio)
100gr d'acqua
200gr di gelatina di mela verde*

Sbucciare i kiwi tagliarli a fette di 5 mm di spessore. Spazzolare sott'acqua corrente il limonee tagliarlo in fettine sottili. In una cassruola a fondo spesso portare ad ebollizione il limone, l'acqua e 100gr di zucchero. Cuocere mescolando con un cucchiaio di legno finchè le fette di limone non diventano traslucide. Aggiungere i kiwi, il succo dei limoni e lo zucchero restante.
Portare ad ebollizione, poi riporre al fresco tutta la notte (cioè, al fresco dopo che la temperatura del composto si è abbassata, giusto per un sentimento di pietà verso il vostro frigo... :-)). Se usate una bassina di rame travasate il composto un una terrina, se è in inox non è necessario.
Il giorno successivo portare di nuovo ad ebollizione mescolando delicatamente, schiumare, poi aggiungere la gelatina di mela, portare di nuovo ad ebollizione e cuocere a fuoco vico per una decina di minuti. Da questo momento in poi, verificare la consistenza della confettura con la prova del piattino (ovvero versando su un piatto una piccola quantità di confettura, inclinandolo e verificando che lo scorrimento della confettura sia lento), abbassare al massimo la fiamma e cominciare a riempire, chiudendo immediatamente, i vasetti di vetro sterilizzati.


*avevo la gelatina, comprata a parigi, ma sono intenzionata a farmela da me quanto prima. In sostituzione si potrebbe provare la pectina naturale che mi aveva suggerito Pia in un suo commento ad un post tempo fa... ve lo copiaincollo:

Anonimo ha detto...
L'idea del vincotto al posto dell'aceto balsamico la trovo davvero interessante. A proposito di pectina:
utilizzo bucce di mela anche congelate, via via conservate, semini, torsoli e qualche mela.
Lascio bollire il tutto coperto di acqua fino allo spappolamento.
Verso in un panno pulito e lascio colare per una notte
Il ricavato deve avere la consistenza di un succo di pera, se è troppo liquido lo lascio cuocere ancora per addensarlo.
ne utilizzo più o meno 100gr per kg di frutta, dipende dal tipo se acquosa o no.
Il succo che avanza lo congelo porzionato e lo utilizzo al bisogno.
Per la marmellata di uva "a bomba" è bene utilizzare 100gr di zucchero per kg fi frutta e parlo del nostro aglianico. Buon lavoro, sei brava e creativa. Pia

lunedì 23 maggio 2011

pomodori verdi fritti...

... al caffè di Whistle Stop

Chi non ricorda quel libro???
O meglio, (anche) quel film?
Per me ha il sapore di liceo, di casa dei miei, di serate con le amiche a pasticciare in cucina.
Mia sorella li aveva fatti, con le sue amiche, una sera da passare insieme a chiacchierare, i famosi pomodori verdi fritti, quella ricetta che sta infondo al libro, e che alla fine colpisce così tanto, finale nel finale, come se quella lista degli ingredienti e quel procedimento, descritto sbrigativamente, come una ricetta di casa, valessero il libro intero.
Qualche giorno fa li ho visti al supermercato. Erano così belli che non ho potuto fare a meno di prenderli.
Poi di friggerli-friggerli non mi andava, almeno per questa volta, ma dato che siamo in un periodo in cui i cake mi vengono veramente con grande facilità, acciuffarli e mescolarli ad un paio di ingredienti che invece aspettavano in frigo di essere consumati (leggi rucola e ricotta), più le canoniche 3 uova e la farina, è stato veramente un attimo... ;-)

cake ai pomodori verdi - ingredienti
180gr farina
3 uova
125gr ricotta
150gr pomodori verdi
100gr emmental grattugiato
50gr olio + 1 o 2 cucchiai per rosolare i pomodori
1 manciata abbondante di rucola
1 bustina di lievito in polvere
sale un pizzico

Tagliare i pomodori a fette sottili circa 3-4 cm, ed ognuna di queste a cubetti di lato 3-4cm. Far scaldare qualche cucchiaio d'olio d'oliva in una padella, poi farvi rosolare velocemete la dadolata di pomodori.
Lavare e strizzare la rucola, tagliarla sottilmente.
Sbattere le uova con la ricotta e l'olio. Aggiungere la farina setacciata insieme al lievito, poi l'emmental grattugiato e i pomodori verdi con la rucola. Aggiungere il sale (poco, io neanche l'ho messo), versare in uno stampo da plumcake foderato con carta da forno, fare cuocere a 180° per circa 50 minuti.

E' inutile che vi dica che è superbuono, no?

La ricetta che viene dal libro, però, quella voglio proprio mettervela, quella ricetta così bella, lontana, allegra e malinconica al tempo stesso...


POMODORI VERDI FRITTI

3 cucchiai di grasso di pancetta
farina
4 pomodori verdi affettati
latte
uova sbattute
sale
pangrattato
pepe

Scaldate il grasso in una padella per friggere. Bagnate i pomodori nell'uovo sbattuto, quindi passateli nel pangrattato. Friggeteli fono a quando non saranno coloriti da entrambi i lati e sistemateli su un piatto. Per ciascun cucchiaio di grasso rimasto nella padella, aggiungetene uno di farina emescolate bene. Quindi versate, sempre mescolando, una tazza di latte tiepido e lasciate cuocere finchè la salsa non si addenserà., senza mai smettere di mescolare.
Aggiungete sale e pepe a piacere. Versate sui pomodori e servite bollente.
Il meglio che c'è.

giovedì 19 maggio 2011

il pan di spagna

... del papà di Bea!!!




Bea ci porta le uova delle galline al lavoro.
Beh, quando ce ne sono abbastanza.
Questa delle uova di gallina in dono è una cosa che quando accade a Fabriano, dai miei, mi piace, ma a Roma è una vera sensazione di bello, forse perchè questa città così grande a volte sembra essere così lontana dalla mia immagine di "naturale"...
E allora, con uova naturali che vengono dai genitori di Bea si fa una torta, o una base per torte (a seconda di come preferite usarla), che è la quintessenza del dolce naturale, ovvere senza l'ombra di lievito, nè di grassi. E a voler strafare, magari anche con zucchero grezzo di canna.
Ovviamente, la ricetta viene dalla stessa casa delle galline... :-P

pan di spagna, la ricetta ;-P

ingredienti
per ogni uovo: 30gr zucchero e 25gr di farina (io ho usato una teglia da 28 cm a ciambella, quindi grossomodo equivalente ad una teglia da 24 cm, e la dose con 6 uova...)

6 uova (tuorli e albumi separati)
180gr zucchero
150gr farina
i semini di un baccello di vaniglia
la scorza grattugiata di un limone bio

Il procedimento è semplicissimo: si battono a lungo i tuorli con lo zucchero, poi si aggiungono la farina, la vaniglie e la scorzetta del limone e si continua a mescolare.
Si montano gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale. poi si incorporano mescolandoli delicatamente al composto di tuorli zucchero e farina.
Poi in forno a 170°C per 50'.
E' soffice, leggero e delicato. Perfettamente "lievitato"....

Per me è il massiomo così, al naturale, come merendina, ma si può usare in mille modi, farcita, nappata, rivestita (anche tutte queste cose insieme!).
La mia versione da sera è con una cucchiaiata di crema inglese (qui la ricetta, come descritta al mio primo tentativo, da allora rifatta un sacco di volte e mai impazzita! ;-P), e fragole appena macerate con zucchero e limone.... :-)

martedì 17 maggio 2011

RISOtto AMARO ;-P

Vi piacciono i sapori amari? Accomodatevi!
























Non vi piacciono? Accomodatevi lo stesso, che qui a tutto c'è un rimedio! ;)
Tema: tarassaco come se piovesse, tipo quesi un chilo.
No, dico, avete presente il volume che fa una chilata di tarassaco i frigo? Che tocca spingerlo a forza nello scompartiello dedicato curvandone le estremità. E poi la foglietta dopo 4 ore già tende a deperirsi e voi, nel vostro inventario delle emergenze, lo mettete subito in testa, e soprattutto pensate "e adesso che ci faccio".
Ah, ovviamente parlo di verdura in arrivo con cassettone bio, di quella si tratta, forse perchè non sono solita comprarla al super (forse non ci ho mai fatto caso, in verità,), e forse perchè il tarassaco, tanto amaro quanto depurativo, è meglio nella sua versione più "nature", almeno questo è il mio modesto parere, dato che, sì, è vero, si trova praticamente ovunque (presente i bordi dei marciapiedi e/o delle strade?), ma è anche vero che quello "piombato" diventa un vero veleno per l'organismo.
Ritorno alla domanda fatidica: cosa farne?
Anno scorso ravioli (certo che io mi facilito sempre la vita... :-P)
Quest'anno una parte sono andati nel risotto (sui 300gr puliti), la seconda lavata, tagliuzzata, bollita velocemente, strizzata e ridotta in pallette, congelata a pronta all'uso (mììì, come mi sento donna organizzata!) :)

Il risotto fatto così viene amaro che non c'è male (retrogusto very good), e se così vi piace è perfetto.
Altrimenti si procede facendo bollire velocemente il tarassaco prima di "risottarlo". Ma andiamo con ordine...

ingredienti per 3-4 persone
1 cipolla o 1 scalogno
1 cucchiaino di senape
250gr riso per risotti*
1/2 bicchiere di vino
300gr di tarassaco mondato e tagliato a pezzetti di 1-2 cm
brodo vegetale q.b (un litro scarso)
100gr ricotta
1 cucchiaiono di senape
1 cucchiaino di paprika
olio EVO
sale
parmigiano

Soffritto con la cipolla o lo scalogno, e la senape, poi il tarassaco**. Aggiungere il riso e farlo tostare un instante. Aggiungere il vino, lasciar sfumare, aggiungere poi il brodo a mestolate rimestando solo il necessario affinchè il risotto non si attacchi alla pentola, e finchè non è cotto.
Mantecare con ricotta (per mitigare il sapore), parmigiano e paprika.



* eumh, quello che vedete in foto è un umile ribe biologico però (e diciamo si intuisce abbastanza faciolmente dalla foto ;-P)...
** ATTENZIONE: per un risultato meno amaro, bollire precedentemente pochi minuti il tarassaco, poi aggiungerlo dopo la tostatura del riso e l'aggiunta del vino bianco...

lunedì 16 maggio 2011

alea iacta est

eccoci qua.
confesso: ho passato la settimana a sbirciare in diretta i risultati del sondaggio, cambiando idea circa sette volte (o otto? o dodici? ;-P), e facendomi vedire varie idee, ognuna delle quali dotata di propria diramazione in tante piccole sottoide e varianti della stessa.
e sono arrivata ad una conclusione:
  • i vostri commenti sono stati tutti importantissimi per capire un po' di cose (tutte vere ma non sempre combinabili in un'unica soluzione finale)!!!
  • la nuova versione se l'è battuta alla grande con la vecchia, addirittura in alcuni casi superandola, e spesso "pareggiando", e questo mi sembra grandioso, considerando il proverbiale "tradizionalismo" dei lettori
  • mio papà vota per il cambiamento (e questo incide molto)
  • una mia carissima amica foodblogger ama la nuova versione (e questo incide molto)
  • mia sorellina, l'autrice dei disegni, pur non amando vedere suddetti disegni online a causa di perfezionismo innato e connaturato alla genetica della famiglia, ama la luona versione
  • la mia amica grafica Paola, di cui mi fido ciecamente, ama la nuova (con qualche migliorìa)
  • molti di voi amano la caffettiera
  • molti di voi amano il punto di viola della vecchia vaniglia
  • IO, vaniglia, amo la fascia piena dell'header (non bianca quindi) più delle fascie colorate laterali
  • IO (megalomane), vaniglia, non schiodo dal vecchio (soprattutto se mi piace assai), manco a cannonate, quindi quando prendo il coraggio a 4 mani meglio battere il ferro finchè è caldo
  • VANIGLIA, il blog intendo, ha bisogno di pagine navigabili dedicate, in particolare un indice delle ricette decente, un collegamento a flickr decente e soprattutto la possibilità di accedere in modo diretto ad una delle prossime (si fa per dire, considerando i miei tempi! :-)) novità che ho in mente e a cui lavoro da un pochino (surprìsi!!!!!!), e devo dire che con il vacchio layout tali pagine non riuscivo proprio ad accucchiarle!
  • nonostante l'andirivieni del mio cervello, questa settimanella di prova mi ha un po' abituato alla nuova veste....
Quindi: per ora, il celestino rimane, declinabile a seconda dei periodi dell'anno (come i disegnetti, Ire' preparati... hihihi!), nei colori che più ci piacciono (sto già provando una versione nei tradizionali "colori-vaniglia" ;-P), i disegnini forse aumenteranno, e la caffettiera... mi sa che un posticino lo troviamo anche a lei (pazientare per vedere!), mo' vediamo come...!

Come molti di voi dicevano (e mia sorella, l'altra! :-)), il contenuto è sempre quello, le ricette, le foto non cambiano, anzi, speriamo che migliorino, il resto.... che dire, mi sento come se mi fossi fatta i capelli ricci e rossi (grande euforia quindi!), ma magari fra un po' (non troppo presto però) si ricambia, no  affezionatevi troppo a questa, quindi! ;-P


p.s.
le pagine navigabili sono under construction.... ieri invece de lavora', ho aperto la macchina da cucire...
;-P

martedì 10 maggio 2011

cake gorgonzola, noci e basilico

No, prima cosa volevo dirvi: io l'homepage del blog la cambio tutti i giorni, perchè è veramente troppo bello ricevere tutti i vostri commenti, consigli, impressioni.
Certo, ancora devo capire precisamente cosa fare co'sto azzurrino e compagnia bella, però la vostra presenza qui accanto è veramente molto, molto confortante! ;-)
Seconda cosa: sono convinta che l'azzurrognolo in questione stia bene col marrone, qiundi mi pareva il caso di provare, per lo meno nell'attesa di arrivare ad un responso condiviso, intanto a mettere una ricettuzza, che poi nel weekend tra una cosa e l'altra, di ricette da raccontarvi se ne sono pure abbastanza affastellate, quindi, prima di perderne le foto nei meandri del pc, forse è meglio cominciare a metterne una appresso all'altra, e che ne so, magari parlarvene. Mica si può stare sempre a disquisire sulle tende, le finiture e la tappezzeria del blog. Qui bisogna metter dentro pure qualche contenuto, che diamine!
;-P

Quindi, dato che qualche giorno fa mi era uscito ancora non so come un cake dalla consistenza spettacolare, ho provato a fare di nuovo il miracolo sfidando pure la sorte e mettendo nell'elenco ingredienti lo yogurt!
Ed è andata! Più che andata.

Qui la ricettuzza:

ingredienti
180gr farina
3 uova
110gr yogurt
50gr olio di semi e noci*
200gr gorgonzola a pezzetti
50gr parmigiano grattugiato
100gr gherigli di noce spezzettati
1 bustina di lievito
sale q.b
una manciata di basilico fresco
___
Facillimo:
Sbattere le uova con yogurt e olio. Aggiungere la farina setacciata insieme al lievito, poi il gorgonzola, le noci spezzettate e il parmigiano. Aggiungere il sale (con estrema parsimonia, secondo me) e il basilico tagliato grossolanamente, versare in uno stampo da plumcake foderato con carta da forno, fare cuocere a 180° per circa 50 minuti.

NOTA SONDAGGIO:
continuate a dare la vostra preferenza (che mi sta mettendo un pochino in crisi :-/) nello spazio dedicato, a destra, sotto il gatto!
e anche (o meglio soprattutto!) i commenti al post sono ben accetti!
sto pensando di allungare un po' i tempi per raccogliere, forse, più voti.... =)

lunedì 9 maggio 2011

2 parole, le vostre! ;-P

o meglio, una domandina...

Insomma, ieri pomeriggio, mentre per qualche ora ho avuto la certezza di aver distrutto in un secondo il lavoro di 2 anni e mezzo di blog, ovviamente tutto in presa diretta, anche devo dire vergognandomi un po' dei casini che stavo veicolando davanti a tutti (vabè che la domenica c'è poco traffico, ma cmq, dico io, un po' di pudore!), insomma ieri pomeriggio ad un certo punto non mi sono tenuta più, e mentre facevo il diavolo a quattro su queste pagine, coi testi che mi schizzavano a destra e sinistra delle foto, e le immaginette che sbordavano de qua e de là, e i coloretti che visti in blogger in un quadratino di 3 millimetri x 5 sembravano una cosa e a tutta pagina un'altra (e ci faccio l'architetto per diver mettere a fuoco anche qui che l'immagine campione non è la stessa cosa che la stessa tinta su una superficie più grande!!! - ovviamente l'anteprima che non funzionava), insomma dicevo, non mi sono tenuta più e ho accennato ad un post-arello di sfogo... ;-P
Per fortuna alcune di voi hanno già fatto capolino a dire la loro (graaazie!).
Già che ci sono la domanda ve la rifaccio in modo più esplicito (un po' per sondare il terreno, per vedere se i cambiamenti sconvolgono voi quanto me, se siete romantici, tradizionalisti, o innovativi.... anche se poi alla fine poi andrò un po' dove mi porta il cuore e deciderò secondo il mio umore): che dite, cambiamo, o mettiamo la "vecchia" vaniglia, magari con qualche aggiustamento?

Qua sotto i due "vestitini" in visione, e qui accanto, nella colonna di destra, sotto il gatto, che se non si fosse capito è una stilizzazione di Gateau!), un mini-sondaggio in cui potete dire la vostra.
Mi raccomando votate, votate numerosi, e vediamo cosa ne esce, avete tempo fino a mercoledì a mezzanotte! :-)



ecco qua, la vecchia versione (oddìo già mi manca!!!!), con qualche modifica (qui potete vederne meglio una prova, ancora in verità solo abbozzata)



E questa è la nuova, cioè quella online da ieri pomeriggio




 
allora, quale vi piace di più????

super-ps. tutto ancora in fieri, eh? ;-P



domenica 8 maggio 2011

prove tecniche di trasmissione

http://www.flowersinmay.com/



























No dico, secondo me blogger è una macchina infernale, creata apposta per far impazzire povere piccole Vaniglie indifese.
Poi uno dice che non cambia mai l'homepage.
Vbbè, visto che sto facendo casini, online ovviamente, tanto vale che mi autodenunci, così in tempo reale mi dite "destra, destra! sinistra, sinistra, più grande, più piccolo!"
(madò che stress ;-P)
qualcuno sa se tutto 'sto delirio si può fare offline?????
chau, a fra poco

venerdì 6 maggio 2011

la ricetta del polpettone di carne

metti a cena all'improvviso...


Una sera a cena all'improvviso... il tuo amico fraterno dell'università.
Che gioca a rugby.
E considera il tuo blog "vegetariano".
E ama la carne.
Tanta.
E, diciamo, meglio evitare cibi ricercati.
Del tipo, no uvetta nelle polpette, nè nella peperonata (che poi mi sa il peperone è da escludere in quanto "verdura").
La pizza no, quella mi prende in giro dai tempi dell'università dicendomi che non sono capace.
Le lasagna sarebbero perfette ma mi ci vuole troppo tempo.
L'arrosto non mi sento pronta, e non ce la faccio di raggiungere il macellaio di fiducia.
No, dico, per fortuna che Sigrid ha appena partorito e ci ha procacciato 'sta ricettuzza di polpettone pro-familia, perfetta, quella che cercavo da sempre, come dice lei buona veloce e nutriente, a sua volta proveniente da questo libro qui, e che mi ha salvato la vita, con contorno obbligatissimo di patate arrosto, e pan di spagna (prossimo post! ;-P), crema inglese e fragole per dolce.... ;-)
Io però senza cannella, per non sconvolgermi il tradizionalista!

ingredienti (x 3-4)
500gr carne tritata di manzo
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 cucchiai + quanto basta di pane grattuggiato
2 uova
scorzetta di un limone bio
olio extravergine d'oliva
sale & pepe
brodo vegetale q.b. (sul mezzo litro, forse anche meno)

In una ciotola capiente, mescolare carne e parmigiano con il il pangrattato, le uova, il limone e sale e pepe. Nel caso l’impasto risultasse troppo morbido, o troppo "umido", aggiungere un po' di pane grattugiato (ma con moderazione).
Formare un polpettone, e rotolarlo nel pangrattato in un iatto capiente o su un tagliere, poi sistemarlo in una teglia da forno, condire con poco di olio e infornare a 190°C.
Dopo circa 15 minuti, versare nella teglia 1cm di brodo vegetale, poi lasciar cuocere altri 45 minuti, finché il polpettone non abbia formato una bella crosta dorata.
Servire tiepido. (con patate!!! ;-))


giovedì 5 maggio 2011

crostoni agli agretti

.... e acciughine ;-)

Gli agretti, il trend del momento!
(almeno per me! ;-P)

Alors, sì, lo abbiamo capito, sto accattando asparagi agretti e fragole a palla di cannone, inebriata dalla primavera (vabè, in questi pomeriggi piove spesso, ed io sì, lo ammetto, sono contenta, che mi si abbassano le polveri sottili e il ribes nigrum con cui pretendo di tenere a bada l'allergia fatica di meno a farmi credere che non sto starnutendo fino allo sfinimento)....

E non solo accatto tanta verdura, ma non ho nemmeno voglia di cucine lunghe e ardimentose (che si capiva?)...
Però al tempo stesso mi vanno cose buone da mangiare.

Eh-eh. E qui sta il busillis. Poca fatica, cusette buone et sane.

Quindi gli asparagi vanno nel risotto, e lo abbiamo visto. Le fragole (pure loro "brezzose" di primavera) vanno nel crumble, e gli agretti (oltre alla pasta che dicevamo qualche giorno fa, sempre a suon di asparagi pure quella) te li schiaffo nell'acqua bollente e poi li marino con aglio olio sale e acciughine.
Tiè, fatto. Buoni, buonissimi. Magari cerco di descrivere meglio il tutto, in forma canonica ;-)

ingredienti (x 4)
1 mazzetto di agretti
2-4 uova sode*
4 paninetti o 8 fette di pane rustico**
olio, sale, 2-3 acciughine sott'olio, un paio di spicchi d'aglio

Lavare abbondantemente in acqua corrente gli agretti (che raccolgono tanta terra, come dice mamma), poi tagliare la parte più dura della radice, e su di lì (insomma prendere il verde-verde di ogni filo, io tengo il mazzetto unito e faccio tutto più o meno in un unico colpo B-), magari, viceversa, potete prima tagliare, quando sono ancora "mazzettati", poi tagliare, per trovarveli già tutti ben allineati), e farli cuocere 5-8 minuti in acqua bollente (io in genere non metto sale in questa fase, o pochissimo, per via delle acciughe da aggiungere poi). Scolarli, raccoglierli in una ciotola e condirli con una salamoia ottenuta mescolando olio, spicchi d'aglio tegliati a pezzetti, sale (anche qui pochissimo o nulla, a seconda dei gusti o delle esigenze), acciughe sott'olio.
L'ideale sarebbe condire almeno un'ora prima (a lasciar insaporire qualche ora o tutta la notte sono da sballo).
Tostare il pane e condirlo con gli agretti e le uova sode a piacere, tagliate a fette o a spicchi.

;)



*facoltativo, e da quantificare  aseconda di quanto il piatto debba essere nutriente (contorno oppure una specie di secondo...)

**io usai questi, ma pure questo andrebbe benissimo

martedì 3 maggio 2011

risotto agli asparagi

__
Sto cercando di capire se ho una certa predisposizione a fare i risotti, oppure sono così ignorante in materia da farli più o meno tutti nello stesso modo (che peraltro risulta essere valido).
Il fatto è che poi mi piace, il procedimento intendo, forse anche più che preparare una pasta.
Non sarà per questo che qualche tempo fa, da queste parti girava un post di pasta cotta come risotto, o sbaglio?!  ;-P
Ad ogni modo in casa-Vaniglia il risotto si fa spessissimo, poi non so per quale forma di pudore non posto mai. Forse proprio perchè così semplice???
Ecco il come, il quando, il quanto.
___
ingredienti (x 3-4 persone)
circa 1/2 mazzetto di asparagi (8-10-12!*)
1 cipolla o 1 scalogno
circa 300gr riso carnaroli
circa 1 lt di brodo vegetale caldo
olio, sale, pepe - q.b.
vino bianco, mezzo bicchiere
burro, parmigiano

Mondare e tagliare la cipolla e metterla con un filo d'olio in un'ampia casseruola a fondo spesso, a fuoco basso, finchè non è dorata, poi aggiungere gli asparagi lavati e tagliati a rondelle piccole (lasciando intere le punte). Cuocere per 5-10', aggiungere il riso, mescolando e facendolo tostare per qualche secondo, poi il vino bianco, sempre mescolando e facendo sfumare.
A questo punto aggiungere il brodo a mestoli, ad uno ad uno lasciando ogni volta che il riso assorba il brodo, mescolando ma senza "smuoverlo troppo".
Guardare i minuti sulla confezione del riso, una volta raggiunti(li) a mestolate (sembra una cosa molto cruenta, detta così), assaggiare e al limite aggiustare di sale (dipende da quanto è saporito il brodo, io per esempio non lo faccio mai). poi aggiungere il parmigiano grattugiato a piacere, una noce di burro (sempre a piacere), una macinata di pepe nero e mantecare.
*a seconda della grandezza degli asparagi

lunedì 2 maggio 2011

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