martedì 27 settembre 2011

torta di grano saraceno e mirtilli rossi



Eccoci qua, in partenza per le vacanze estive!!!
Sì, quest'anno è tutto un po' spostato, stralunato, scombussolato.
Però meglio tardi che mai, no? Ad ogni modo prima non si poteva proprio, ci è toccato aspettare che l'argentino tornasse dall'argentina... ;)
Adesso una settimanella al mare. Se riesco a connettermi in qualche modo vi posto una fotina... :)
Intanto, per non sbagliare, vi lascio una ricettuzza tonda-tonda, buona-buona, pure senza glutine.
Una roba che oltre ad essere estremamente simmetrica (un 4/4? ;-P), è pure facilissima da realizzare, e direi perfetta se dovete portare a casa di amici un dolce gluten-free!
Si può gustare con un cucchiaio (o anche due! ;-)) di panna, di quella buona.
Viene da un libretto, La cucina nelle Dolomiti, che ricordo fin da piccola e che mia zia aveva portato a Fabriano dopo una vacanza in montagna, in tempi in cui ancora non era ancora particolare avere nelle Marche un libro sulla cucina nelle dolomiti (e non vi dico quanto fosse esotica allora dalle mie parti la farina di grano saraceno!).
La cosa singolare è che dello stesso libretto ne esiste (tuttora) una copia "grande" (questa , dove vedete pure la copertina, che però è uguale in entrambi i casi: sicuramente qualcuno di voi lo conosce!) e una copia "mini" (la mia). Mini nel senso che le ricette sono scritte tipo carattere 6 (o meno?), e forse sono anche meno della versione "grande". Per me è un breviario dolomitico superprezioso. Per l'inverno sono infatti superintenzionata a propinarvi i canederli, e magari qualche altra cosetta... :)
Per ora invece questa!

Torta di grano saraceno e confettura di mirtilli rossi
250gr grano saraceno
250gr zucchero (io ho messo di canna)
250gr burro morbido
250gr mandorle pelate e tritate finemente
6 uova
1 bustina di lievito*
i semini estratti da un baccello di vaniglia
confettura di mirtilli rossi (un barattolo)
zucchero a velo q.b.
panna montata, ma non troppo (a piacere)

Lavorare il burro con 150gr di zucchero, poi aggiungere i tuorli e continuare a lavorare fino a montare il composto.
Aggiungere manmano la farina già mescolata con il lievito, poi le mandorle tritate.
Montare le chiare a neve semifissa, poi aggiungere il restante zucchero, e continuare a montarle fino a neve semifissa**.
Inglobare le chiare all'impasto, con molta delicatezza, versare l'impasto in una teglia a cerniera (diametro 28 cm o giù di lì ;-)) foderata di carta da forno (o imburrato e infarinato, ma solo di farina di grano saraceno se la torta è dedicata ad amici intolleranti al glutine!), e cuocere per circa un'ora in forno moderato (180°C, magari abbassando a 170°C dopo una mezz'oretta).
Sfornare e far freddare prima di procedere al taglio e alla farcitura.
Decorare con zucchero a velo, servire, volendo, con un cucchiaio di panna.

Molto consigliabile! ;)



*io avevo mandorle tritate non finissime, ho aggiunto una punta di coltello di bicarbonato per aiutare la lievitazione, dato che l'impasto mi rimaneva bello "tosto"
**io monto le chiare prima, in modo che nel momento in cui aggiungo il lievito le chiare siano già pronte da inglobare e il lievito nel frattempo non si idrati (e quindi non si attivi troppo preso), perdendo parte del suo potere lievitante già fuori dal forno.

lunedì 26 settembre 2011

le mie patate arrosto preferite

Sembra banale, vero? 
Un piatto di patate arrosto.
In realtà lo è. Però fino ad un certo punto.
Io fino a qualche anno fa le facevo semplicemente tagliandole e mettendole in forno con olio, sale , rosmarino (vabbè anche cipolle, pomodori, peperoni zucchine e via dicendo, all'occasione).
E anche oggi le faccio così, quando ho frettissima.
Però se ho 5' in più e mi sento in buona, e voglio patate arrosto speciali, seguo una ricetta scovata da mia sorella in uno dei miei innumerevoli libri di cucina: si tratta di un libretto edito da Gribaudo dal titolo Arrosti.
Dopo averle assaggiate da lei, ho deciso di adottare la ricetta, e adesso, come dicevo, la uso spesso.
Il procedimento è da un lato curioso, dall'altro non fa una piega.
Di fatto si tratta di "prebollire" per pochi minuti le patate, agitarle all'interno della pentola per creare intorno ad ognuna un sottile strato di purea, poi infornarle in teglia già calda in modo che questa "purea d'intorno" diventi una crosticina croccante e dorata.
Geniale, no?

ingredienti
1 kg di patate farinose sbucciate e tagliate a pezzeetti regolari
2 o 3 cucchiai del grasso di cottura delle carni (oca o anatra), oppure olio d'oliva (io uso questo! ;-))
Acqua per bollire
sale

Far bollire le patate in abbondante acqua salata per 5-7 minuti.
Nel frattempo ungere una teglia in acciaio del grasso scelto o dell'olio e metterla nel forno già caldo a 220°C.
Togliere le patate dal fuoco ancora piuttosto dure, scolarle bene e rimetterle subito nella pentola, coprire con coperchio e tenendo questo ben premuto alla pentola con l'aiuto di due presine, agitarla bene "ammaccando" le patate appena bollite e in essa contenute.
Togliere la teglia calda dal forno e disporvi le patate, assicurandosi che siano uniformemente unte.
Far cuocere nella parte superiore del forno per circa 45', finchè non avranno assunto un intenso colore dorato.
Durante la cottura, girarle e ungerle di nuovo.
Servire calde (vanno tolte dalla teglia con delicatezza per mantenere la loro crosticina dorata) con un pizzico di sale. Ad ogni modo sono buonissime anche fredde! ;)

sabato 24 settembre 2011

finesettimanale dose di grazia...

ancora + morbidizia 


C'è solo una cosa più terapeutica di un pancarrè allo zucchero fatto in casa per rendere il sabato un vero giorno di morbidizia: un peluche di quasi sei chili che ronfa beato sulla (tua) pancia.






giovedì 22 settembre 2011

shhhh, mi sto organizzando una colazione! ;-)

pancarrè allo zucchero fatto in casa 

Ecco.
Una ricetta romantica. Da sabato.
O per lo meno da cucinare il sabato...
Diciamo che ho tremendo bisogno di postarla il giovedì, per autoingannarmi, per autococcolarmi, e magari farvi venire un'idea finesettimanale per impiegare la pasta madre.
ALT! Fate i buoni, che si può fare, e a prova di bomba, anche con il lievito di birra.
Anzi ad essere sinceri è una ricetta (quella classica, con Lievito "normale") che vi ho postato già qualche tempo fa, ovvero QUI , nella versione della mia momy, con il lievito di birra.

Vi scrivo invece di seguito la ricetta per l'adattamento con pasta madre, con una piccola variante, ovvero di mettere un paio di manciate di zuccherini (ma credo si possa fare benissimo anche con scaglie di cioccolato! :-)), equamente ripartite tra sopra e interno del pancarrè.


ingredienti
200 gr di farina 00
300 gr di farina 0
300 gr di pasta madre a temperatura ambiente
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
8o gr di burro
(225) 250 ml di latte
1 uovo + zuccherini (un paio di manciate)

Sciogliere la pasta madre in circa 100gr di latte appena tiepido, poi aggiungerlo nella farina a fontana, aggiungendo all'inizio solo lo zucchero (il sale una volta avviato l'impasto) e il burro morbido.
Aggiungere il latte restante (non tutto, lasciatevi un piccolo margine per "aggiustare l'impasto" in caso) e impastare per 10 min. 
Far lievitare per  4 o 5 ore (deve più o meno raddoppiare di volume) in un luogo tiepido o protetto (io metto l'impasto nel forno spento, al limite accendo la lucina).
Lavorare di nuovo l'impasto e stenderlo in una sfoglia rettangolare 30x50 cm, spennellare con l'uovo sbattuto e cospargere di zuccherini  apiacimento. 
Arrotolare dal lato + corto e porre in uno stampo a cassetta lungo 30cm imburrato e infarinato. far lievitare x 1h e mezzo o due (anche in questo caso deve più o meno raddoppiare), poi spennellare la superficie con il rimanente uovo sbattuto e cospargere con altri zuccherini.
In forno già caldo a 210° x 5min poi altri 35min a 190°.
Coprire con carta stagnola se necessario dopo 20-25 min.








martedì 20 settembre 2011

tarte aux raisins

Uva!!!
Sempre ricetta franzosetta, o meglio sempre provenienza da rivista di cui già vi parlai lunedì scorso: marie claire idées dell'autunno dell'anno scorso (ormai ho messo a fuoco questo: amo rileggere le riviste dell'anno prima, di due anni prima, di venti anni prima, nello stesso periodo dell'anno... animo vintage! ;-)).


Il servizio è lo stesso dal quale ho preso la ricetta di tofu e uva bianca, tutto a tema di uva!
Dato il caldo mi sembra che i raccolti e le vendemmie di questo periodo stiano sensibilmente anticipando il calendario.... Meglio mettere qualche ricetta, va'? ;)
Io amo l'uva bianca, e questa pasta, facilissima e buonissima, mi ha veramente conquistata.
Secondo il mio modesto parere guai a sostituire la farina integrale con qualcosa di più bianco o raffinato: la rende più friabile e fragrante, oltre che più sana.
Purtroppo la foto non le rende merito più di tanto. Anzi confesso di aver provato e riprovato con la macchina fotografica che non voleva saperne, allora ho agguantato il telefono e alla fine ho messo questo surrogato di foto, che però rende l'idea meglio delle altre 50-60 scattate abbastanza inutilmente! ;-P

tarte alla farina integrale, cipolle rosse e uva

200gr farina integrale
120gr burro
3cl acqua
2 cipolle rosse
24 chicchi di uva bianca
80gr parmigiano
una manciata di timo fresco
olio d'oliva q.b.
sale q.b.
peperoncino q.b.

Preparare la pasta mescolando alla farina il burro freddo tagliato a pezzetti: impastare con la punta delle dita o la forchetta, poi aggiungere l'acqua e continuare toccando la pasta il meno possibile per non scaldarla. Formare un panetto un po' schiacciato e riporre al fresco per una mezzoretta.
Nle frattempo lavare l'uva e tagliare sottilmente la cipolla.
Stendere l'impasto in una teglia di 30 cm di diametro, bucare con la forchetta, stendere cipolla, uva e parmigiano sulla pasta, aggiungere un filino d'olio, un pissico di sale e un pizzico di peperoncino tagliato sottile.
Cuoce in forno a 210°C, finchè non è dorata e croccante (ci vogliono 20-30'):



sabato 17 settembre 2011

chiedilo a

Buongiorno!!!!
Oggi è sabato (finalmente).
Il giorno più bello della settimana, che per me è sinonimo di colazioni calme, lievitazioni lente, spesa bio e lavoro a maglia (oltre a qualche altra cosetta da mettere in lista come portare il piumone a due piazze in tintoria, rigorosamente a piedi o in autobus, pulire i vetri, pagare le bollette, curare le orchidee che ancora sopravvivono - p.s. qualcuno di voi conosce un po' questa pianta? se sì mi fare un fischio così vi presento qualche domanduccia di base??? :))....
E' anche sinonimo di lettura, riviste comprese.
Ultimamente, non so voi, ma io sono letteralmente in fissa per le domande che si trovano nelle pagine iniziali della rivista "D la Repubblica", sia quelle di apertura che quelle delle interviste "intorno al mondo", o della rubrica "D lo chiede a".

Mi viene da leggerle, e mentalmente rispondere.
Poi sabato scorso ho pensato, e perchè non noi? Cioè, perchè non una miniparentesi interrogativa ospite dei nostri blog per qualche giorno. Ecco io potrei iniziare, ispirandomi ad alcune delle domande trovate all'interno delle rubriche citate, mescolate tra loro, rese meno serie e adattate all'aura "food-blog", poi aggiungendone qualcuna, e a chi va continua, scrivendo le risposte nel proprio blog.
Chi non ha un blog può copiaincollarle qua sotto tra i commenti (cosa importa se viene lungo, io adoro i vostri commenti lunghi!), oppure risponderle su fb o in qualunque altro modo.
Poi però mi fate sapere in modo che anche io possa leggere? ;)
Perchè la cosa più divertente, oltre alla prima fase che fa molto scissa, del tipo "si faccia una domanda, si dia una risposta", è proprio quella in cui ognuno potrà sbirciare le risposte delle "colleghi", o dei lettori.... :)

A 13 anni cosa volevi fare?
La ballerina. Vorrei farla anche adesso

La tua vita in un'immagine. Chi sarebbe il fotografo?
Mario Giacomelli, mi piace il suo sguardo sulle cose, mi piace il bianco e nero, e i segni catturati come fossero ritagli nella carta e al tempo stesso come fossero la struttura di questa

Il vero lusso.
Non sapere che ne esiste uno

Cos'è oggi tabù.
La lentezza

Fumo, droga, alcool. Com'è il tuo rapporto hai con loro?
Conta il burro? E il cioccolato?

Ti reincarni in un uomo. La prima cosa che vorresti sperimentare.
Il desiderio di reicarnarmi in donna

L'ultima cosa prima di andare a dormire
Rinfrescare la pasta madre

Hai il potere per te per un giorno. La prima cosa che fai?
Tolgo il nano dal potere (e pure i nanetti)
(però non so se vorrei averlo, e nemmeno per un minuto, o per lo meno a me sembra di averlo tutti i giorni, il potere! ;))

La stanza più bella.
Quella a cielo aperto

Cos'hai imparato dalla cucina.
Che non esiste la ricetta perfetta, nè quella originaria, nè quella replicabile

Cosa ti tiene sveglia?
Le idee

Il posto dove ti vengono più idee
Il letto, quando mi fermo ma il cervello non ne vuole sapere, però è libero dal corpo che intanto comincia a dormire

Musica nell'Ipod.
Un sobrio, ma completo, mix di Adele, Fiorella Mannoia e Cindy Lauper.

Cosa consideri sopravvalutato?
I social network, il labelling (inteso come etichettatura energetica), l'avanzamento tecnologico (di massa, diciamo quello "commerciale", o commercializzato) in genere.

E cosa da rivalutare?
I piccoli lavori manuali, le chiacchiere reali, le missive (su carta), il recupero degli oggetti e dei materiali che abbiamo in casa, la capacità di fare le cose da sè, dal coltivare una carota al cucire un vestito (cosa che personalmente non so proprio fare! :-)).

Affinità culinarie?
Posso dire cosa mi piace, affinità mi sa di presunzione :) .
Mi piace Sigrid, da pazzi: fin dai primi suoi post mi sembrava di trovare online quello che avrei già voluto cucinare io quella mattina lì. Mi piace Jamie Oliver, per il suo modo scanzonato che vorrei fosse il mio, mi piace Juls, perchè è totale, e appassionata, e brava.

Un libro dove abitare?
Il Manifesto del Terzo Paesaggio, di Gilles Clément.

All'inferno sei obbligato a leggere sempre lo stesso libro. Quale?
Cotto e mangiato, di Benedetta Parodi

La casa brucia. Cosa salvi?
I miei cari (quindi il Gateau è compreso)

Cosa di poco? Cosa di troppo?
Il sonno. Libri di cucina.



La parola ora a voi! Fatemi sapere... ;-)
Beh, ovviamente si può fare che ognuno sceglie anche una sola domanda preferita a cui dare una risposta... =D


mercoledì 14 settembre 2011

brownie-cheesecake?

rose bakery mon amour ;-P 

Questa torta, celeberrima ormai nella blogsfera da qualche anno, consolidata direi, è in assoluto una delle mie preferite, come del resto tutte ma dico tutte le ricette che vengono dal bistrot (quindi anche dal libro) di Rose Bakery.
E non la facevo da un sacco.
Saranno forse le sei uova che contiene? O il mezzo chilo di materia prima (oserei dire primissima) equamente ripartito tra burro e cioccolato?

Sì, una di quelle torte di cui una fetta equivale ad un pasto, tanto che ritengo assolutamente necessario informarvi del fatto che vadano tagliate piccole.
Per il resto le controindicazioni sono finite. Portatela ad occhi chiusi ad una cena, o ad un tea con le amiche, soprattutto se siete in parecchi (a mio parere basta almeno per 16)...
Burro, il meglio che riuscita a trovare ovviamente, e il cioccolato, che ve lo dico affa'... :)

ingredienti (x circa 18 porzioni)
cioccolato fondente 70% 250gr
burro 250gr
zucchero 320gr*
uova 6
farina 150gr
semini estratti da un baccello di vaniglia 
sale 1 presa

composto cheesecake
philadelphia + un filino di latte**
uovo 1
zucchero a velo 2 cucchiai
farina 1 cucchiaio***
semini estratti da un baccello di vaniglia 

Preparare la crema da cheesecake mescolando il formaggio, lo zucchero, la vaniglia, l’uovo e la farina. Mescolare fino a ottenere una crema liscia e mettere da parte.
Far sciogliere a bagnomaria  cioccolato e burro, allontanare dal fuoco e mescolare per far intiepidire. Poi aggiungere lo zucchero, sempre mescolando, per far abbassare la temperatura, poi le uova ben sbattute con la vaniglia, a parte, in una ciotola capiente. 
Aggiungere a filo, e mescolando continuamente, al composto al cioccolato, poi aggiungere la farina e il sale. Versare questo composto al cioccolato in un a teglia (20 x 28cm o anche quadrata 24 x 24 o equivalenti) rivestita di carta da forno. Versarci sopra, a cucchiaiate, il composto da cheesecake e con una forchetta, o un coltello, fare dei disegni (e qui iniziate a smadonnare, non mescolare troppo o il cheesecake "si disperde nel cioccolato"! ;-P). 
Far cuocere a 180°C per circa 30 minuti (rimane morbido al centro ma poi freddando si rapprende!).
Lasciar raffreddare prima di tagliare a quadretti.


*la ricetta originale ne prevede 380, ma mentre finora l'avevo sempre preparata seguendo la ricetta alla lettera, questa volta ho deciso di ridurre la quota zucchero, che letta insieme agli altri ingredienti, così come prevista, fa paurissima

** la ricetta originale prevede ricotta 125gr + mascarpone 100gr + philadelphia 50gr io ho sostituito il composto unicamente perchè avevo una confezione di philadelphia da utilizzare prima della scadenza!!!

*** io non l'ho messo, il composto a base di solo philadelphia era abbastanza solido e avevo paura che formasse delle crepe con l'aggiunta anche di farina...


lunedì 12 settembre 2011

toto-tofu

Tofu soyeux, raisin frais et gingembre
__

In molti amano il tofu.
Io no.
Non che mi dispiaccia.
Solo non riesco a capirlo.
Non è una cosa che si mastica, però non è un gelato e nemmeno uno yogurt, niente di goloso quindi.
Però non è nemmeno una cosa calda (che non si mastica), come una zuppa, o meglio una vellutata.

E' bianco senza essere un latticino, o una fetta di pane, o di tacchino. Quindi di fatto non è per così dire vellutato, non ha alveoli, nè fibra. E' un po' budinoso, quello "morbido", ma senza essere un dolce; e ritorniamo al punto di prima.Quello più "solido" invece una miope come me vedendolo da lontano (ma anche da vicino) potrebbe prenderlo per formaggio, salvo poi rimanere delusa al primo assaggio.
Quindi secondo me il fatto è che non è che non mi piaccia. Solo non riesco ad inquadrarlo, ad "assumerlo" come ingrediente.
Però quando ho visto qualche tempo fa questa ricetta su un numero di Marie Claire Idées me ne sono innamorata. 
E gira che ti rigira dovevo farla, perchè io l'uva bianca, quella sì, l'adoro! :)

ingredienti (x4)
200gr tofu morbido
12 circa chicchi di uva bianca
1 limone, il succo e la scorza + una punta di zenzero in polvere*
1/2 mela verde
1 cipollotto (la parte verde)
salsa di soia q.b.

Facilissima: lavare e tagliare l'uva a metà, e la mela a fettine sottili, mettere da parte.
Tagliare il tofu in 4 e disporre nei piatti.
Tagliare il cipollotto, e in una coppetta mescolare il succo del limone, qualche cucchiaio di salsa di soia, poi aggiungere il cipollotto tagliato a rondelle sottili e la scorza del limone grattugiata sottilmente.
Aggiungere l'uva e le mele al tofu, irrorare con la salsatta e servire.
(a proposito di formaggio, la prossima volta la rifaccio uguale ma con lo chevre! ;-P)

Si consuma al cucchiaio, non so bene in che portata (io ci ho fatto pranzo).

Ora la domanda: dato che io ne ho preparate due porzioni, e che avevo una confezione di tofu da 250gr, cosa ci faccio adesso con i restanti 150gr???
Sulla confezione c'è scritto che si può aggiungere alle zuppe, ma è ancora così tanto caldo.... :-/


*la ricetta originale prevedeva succo di zenzero + zenzero grattugiato



venerdì 9 settembre 2011

la colazione della campionessa


muesli di mandorle mela & avena 


La campionessa del titolo c'est moi, nelle mie intenzioni, e questa ricettina di colazione da supereroe serve a sentirmi tale, ogni volta che mi sveglio e mi trovo nell'immediato futuro una giornatina di quelle diciamo impegnative. Negli ultimi giorni magari avete pensato che io abbia postato ricette, ed invece erano ancore di salvezza sotto mentite spoglie: riserva di energie nello zucchero delle crostatine di avena e mirtilli, morbidezza nella focaccia dolce francese, serotonina nel cioccolato della cremina alle nocciole...
Che si capisce che il periodo non è dei migliori? Cioè, non male ma un filino spossante, soprattutto venendo dalle stancanti non-vacanze appena passate :/.
Ad ogni modo, e qualora il periodino si protragga a lungo, potrebbe essere necessario buttar giù anche qualcosa che sia anche estremamente sano e un filino vitaminico, no?
Quindi dopo un paio d'anni che lo guardavo nel suo libretto sulla frutta, ho preparato un muesli di Donna Hay. Semplicissimo, giusto con una piccola variazione che sa quasi di fanaticheria.... :)

ingredienti (x 4 persone)
150gr fiocchi d'avena
250ml succo di mela limpido, tiepido*
2 mele verdi grattugiate
2 vasetti di yogurt bio intero
50gr mandorle a filetti
miele, per servire**

Mettere in una ciotola fiocchi d'avena e succo di mela, coprire e lasciar riposare 30' (anche meno). Grattugiare ed unire le mele all'avena, poi suddividere lo yogurt in 4 vasetti, cospargere con il composto, le mandorle e il miele.

Il mio parere è che lo yogurt sia troppo poco rispetto al composto, o il composto sia troppo rispetto allo yogurt. Inoltre non sarebbe male una versione croccante senza succo di mela e con l'avena in versione muesli seguendo questa ricetta... ;)


* io ne ho messi 200 per non avere alla fine l'avena troppo morbida
**io ho messo succo di mela concentrato

mercoledì 7 settembre 2011

energia per fare. e per pensare ;-)

cremina golosa (e famosa!) alle nocciole tostate e cioccolato


Signori, la svolta.

Avete idea di quanto sia semplice fare in casa quella crema golosa a base di cioccolato e nocciole tostate meglio conosciuta come Nutella ????

Io non ce l'avevo. Anzi, confesso di averla ricercata per un po', di aver fatto anche qualche tentativo da un paio d'anni a questa parte (ricordo una volta anche di aver provato ad usare lecitna di soia!!! :))...


La ricetta è semplicissima, perfetta per questo settembre dolce di merende, di cui dicevamo, perfetta per tutte le mamme che fra qualche giorno saranno alle prese con  il rientro dei cuccioli a scuola!

Stavo anche pensando, che per chi ha limitazioni con gli zuccheri, chi per esempio deve prediligerne di "grezzi", può, conoscendo la ricetta, utilizzare cioccolata senza zucchero per la "fonduta", e poi aggiungere zucchero di canna ridotto in zucchero a velo con il cutter!
Questo è ciò che adoro delle ricette home-made. Le adatti alle tue esigenze, diminuiscono le limitazioni in cucina! :)

Unico mio commento prima che vi cimentiate: non sta bene dire "gnam" in un blog, vero? questa volta posso fare una piccola eccezione al bon ton... :) GNAM

ingredienti
150gr cioccolato fondente di ottima qualità
150gr nocciole già sgusciate e tostate*
2 cucchiaio di olio di semi di girasole**
2 cucchiai di zucchero a velo
i semini raschiati da un paio di baccelli di vaniglia
1 pizzico di sale

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.
Nel frattempo frullare sottilmente le nocciole con lo zucchero a velo, poi aggiungere l'olio, la vaniglia e il sale e continuare a frullare.
Mescolare insieme il cioccolato fuso e il composto alle nocciole, trasferire in un vasetto precedentemente sterilizzato.
Si conserva al fresco e riparo dalla luce per 15 giorni (non in frigo, diventa troppo "tosta"!).
Ma voi pensate che possa durare anche 5????

p.s. Potete regolare voi la finezza delle nocciole, nel mio caso (leggi cutter anzianotto preso con i punti all'inizio dell'università - che strumentazione, eh, la Vaniglia?) sono rimasti piccoli granelli di nocciola che hanno reso la crema un vero e proprio "pralinato".

p.p.s. La consistenza che vedete in foto è quella della crema appena mescolata, quindi ancora piuttosto tiepida. vi assicuro che la consistenza "stabilizzata" è perfetta (e niente "scissioni" della componente olio, come temevo! ;-))

________________
*una volta sgusciate, le ho passate in forno a 180°C, per 10' (tenendole d'occhio), e poi "stropicciate" un po' avvolgendole in un canovaccio pulito per liberarle dalla pellicina.
**io ho usato un olio di semi e di frutta, ma la prossima volta mi piacerebbe provare con olio EVO

lunedì 5 settembre 2011

settembre è un mese dolce...

e morbido! 
la fougasse d'Aigues Mortes - pasta madre release ;-)


Settembre è un mese dolce, e morbido.
Di ritorni a scuola, cartelle e penne cancellabili che lasciavano il segno sul risvolto di copertina di plastica con cui foderavamo i quaderni, di merende a scuola e spremute d'arancia in bottiglietta, e merende a casa e cartoni animati, dei pomeriggi a fare sport e mamma intanto a fare la spesa (io che sognavo danza e mi toccava fare il salto agli ostacoli, e il quadro svedese, e il "passo saltellato", e il "passo laterale"... :-))...
Settembre è un mese in cui di cosette dolci, e morbide, se ne vedranno un po' su questi schermi.
Questa è la focaccia di Aigues-Mortes vista da Sigrid qualche tempo fa e sempre desiderata.
In versione pasta madre, per festeggiare la sopravvivenza di quest'ultima dopo l'estate, le deportazioni forzate di me, sorella e gatto causa lavori, e i lavori stessi.
La PM in questione e' stata praticamente ferma 10gg (o anche più?), e alla prima rinfrescata era in piena forma, sprizzava lievitazione da tutti i pori!
Ho azzardato l'adattamento con pasta madre della superba ricetta di Sigrid quindi. Ed è andata!
Si tratta di fatto di una focaccia dolce originaria di una cittadina della Camargue, Aigues-Mortes appunto, semplice(mente perfetta) e ricoperta di una crosticina di zucchero ed essenza di fiori d'arancio.

Per la versione con Pasta madre procedere così:

ingredienti
farina 500gr (io ho usato un 2/3 di manitoba)
latte 200 + 100ml
burro 50gr + 20gr
zucchero 120gr
pasta madre 150gr
sale 8gr
acqua di fiori d’arancio qb

Diluire la pasta madre in 200ml latte. Versarvi la farina, aggiungere 40g di zucchero, il sale, e 50gr di burro morbido. Iniziare a impastare e versare un po' per volta il resto del latte (regolandosi manmano: a me sono avanzati 2/3 cl esattamente come a Sigrid) fino ad ottenere un impasto liscio, morbido ed elastico (impastare in tutto per circa 10 minuti).
Coprire con pellicola e lasciar lievitare per circa 4 ore (l'impasto dovrà circa raddoppiare). Riprendere l’impasto, stenderlo delicatamente su una teglia da forno (sui 2cm di spessore).
Lasciar riposare un'altra oretta, un'oretta e mezzo (fino a circa il raddoppio), cospargere con il resto del burro a fiocchetti e infornare a 180°C. Cuocere per una ventina di minuti o finché la focaccia non sia dorata (ma non troppo per evitare che diventi troppo croccante, il risultato finale deve essere soffice, molto dipende anche dallo spessore a cui è stata stesa).
Nel frattempo mescolare lo zucchero avanzato con un paio di cucchiai di acqua di fiori d’arancio. Sfornare la focaccia e spalmarla con il composto allo zucchero e fiori d’arancio.
Lasciar intiepidire affinchè raffreddando lo zucchero in superficie diventi una sorta di crosticcina friabile.

Per la versione lievito di birra, chez la belga! ;)

bonne rentrée à tous

venerdì 2 settembre 2011

ok, prugne!!

cake improvvisato alle prugne e vaniglia



Presa dalla smania dell'inizio di settembre e dell'abbondante quantità di prugne ormai in circolazione (settimana prox confetture a palla!), ne ho acquistato un chiletto senza avere ancora idea di cosa farne.
Ok, prugne.
Poi, quando ancora qui a Roma era veramente caldo, e quando ancora sul blog mi limitavo a postare frutta a  pezzi e smoothies, nel dietro le quinte della cucina di Vaniglia, si cuocevano Pavlove (2ore2 di cottura), e si montava panna (nell'unico momento dell'anno in cui il rischio di impazzimento di questa - e di conseguenza della sottoscritta - è pari al 98%). Quindi in frigo rimasugli di panna da montare.
Ok, panna.
Altro piccolo elemento. Non so ancore perchè, ma durante il periodo delle pseudoferie, il caldo e la poca voglia di cucinare (salvo exploit pavloveschi di cui sopra) mi hanno portato a fare veramente poca spesa e saltuaria. Nonostante questo il mio frigo si è riempito di uova. Mah, chissà cosa pensavo di dover cucinare: fino a due-tre giorni fa ne contavo 18.
Ok, uova!

Prendo tutto quel poco (ma da far fuori) che trovo in frigo quindi, supero la mia ritrosia nei confronti dei dolci soffici con frutta nell'impasto (causa umidino poi rilasciato dalla frutta), e improvviso un classicissimo cake alle prugne, con panna poù olio al posto del burro.

Ecco quanto:

ingredienti
180gr farina
3 uova
150gr zucchero + 1 cucchiao di zucchero di canna in cristalli (facoltativo)
100gr panna + 50gr olio di semi (oppure 150gr burro morbido)
4-5 susine rosse sode*
semini di una stecca di vaniglia**
10gr lievito per dolci
1 pizzico di sale

Scaldare il forno a 180°C.
Sbucciare e tagliare a pezzi piccoli le susine.
Mescolare in una ciotola uova e zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, poi aggiungere tutti gli altri ingredienti (alla fine il lievito, incorporandolo delicatamente) tranne le susine.
Versare in uno stampo da cake (rivestita di carta da forno) e poi distribuire sulla superficie le prugne (e a piacere una cucchiaiata di zucchero di canna in cristalli).
In forno per 40'.

E' un dolce perfetto per il tea, ma anche per picnic e merende varie.
Secondo me (e a causa della mia fobia per i dolci morbidi ed areati alla frutta) va consumato in 2-3 giorni, per evitare che le susine rilascino acquetta nell'impasto. Importante pure scegliere susine non troppo mature, e tagliarle a pezzetti piccoli! :)



*per evitare che poi rilascino molta umidità in cottura e dopo
** io ne ho messi di due, mi piace troppo la vaniglia, emh... :)

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