lunedì 31 ottobre 2011

muffin alla zucca

di giallo, arancio, brume e casa

Dunque dov'eravamo rimasti?
All'autunno, al foliage, alle Marche brumose.

E alla sorella cat-sitter, nonchè illustratrice di questo blog, a cui piacciono tantissimo i dolci alla zucca.
Quindi ecco i muffin per lei!
Dei normalissimi muffin, anzi devo dive pure un po' parchi di zucchero (ultimamente mi rendo conto sono un po' affetta da tirchieria con questo ingrediente), a cui a piacere si potrebbero aggiungere un etto di uvetta o di cioccolato fondente a scaglie.
A Irene sono piaciuti semplici, al sapore di zucca!

Ingredienti (x12)
250gr farina
250gr polpa di zucca*
120gr burro fuso
120gr zucchero muscovado**
1 bustina di lievito
2 uova
(facoltativo: 1 etto di uvetta o 1 etto di cioccolato a pezzetti)

Mescolare farina, zucchero e ievito in una ciotola (eventualmente anche l'uvetta e il cioccolato).
A parte sbattere le uova, poi aggiungere mescolando la polpa di zucca e il burro fuso.
Preparare l'apposito stampo da muffin con i pierottini, scaldare il forno a 200°C e solo all'ultimo unire gli ingredienti secchi a quelli umidi, mescolando rapidamente e trasferendo l'impasto a cucchiaiate nello stampo..
Cuociono in 15-20'.


*si ottiene cuocendo circa 500gr di zucca sbucciata e tagliata a tocchetti per una mezz'oretta a 180°C (in una pirofila, con qualche cucchiaio d'acqua), poi passandola al minipimer
**aggiungere 20gr se non intendete aggiungere cioccolata o uva passa, e se non amate alla follìa gli impasti non particolarmente dolci! ;)



venerdì 28 ottobre 2011

ditemi. che vedete. qualcosa.


potete anche fingere. anzi, è auspicabile, nel caso non notiate nulla.
si può anche mentire, a volte, per una vecchia amica!


vi do giusto qualche elemento. ma giusto un piccolo suggerimento, piccolissimo: è arrivato l'obiettivo nuovo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(che meditavo di acquistare più o meno da aprile - certo porca miseria che ci metto eh, a prendere una decisione!)
poi oggi, come punizione, o forse come collaudo voluto da una forza superiore e divina, qui in zona marche confine umbria, c'è nebbia a palla di cannone. umidità 99%, buietto, e bruma!
io però mi sono messa a scattare lo stesso. solo 2-3 foto, tiè, 5-6, ma giuro, non di più!!! (niente in confronto alle 80 che avrei fatto col glorioso fedele e plasticosetto obiettivo del kit di acquisto delle macchina (ripeto, che manco è mia ma del monsieur patou!).
magari dal lato vostro dello schermo in effetti non si vede tanto, ma dal lato mio e del casino che faccio quando devo scattare una fotina, vi giuro la differenza è abissale!!! Tipo che invece dei soliti 1600 iso ho scattato a 200, addirittura a 100, senza cavalletto, senza andare in apnea rischiando il soffocamento, e soprattutto semplicemente aprendo un po' il diaframma come fanno quelli veri. Mamma se ci penso mi sento male ;-).

Direi che nei prossimi gg scivoleremo inesorabilmente verso autocompiaciuta ed incotrollata sovraesposizione :-|
Poi magari mi ripiglio. 
Abbiate pazienza. 

Cmq adesso non riesco a fare nulla! Tipo che ieri in treno mi ero fatta mille liste di cose da cucinare a partire da stamattina e invece nulla, non riesco nemmeno a pensare. Mi sa che esco. A fotografare la bruna, e i tigli gialli, e le roverelle marroni! :)

AH!!!!! LA RICETTA!
Siccome non riesco a proporvi immantinenti roba mangereccia (nuova), però le castagne di fatto ci sono, in questo post, avevo voglia di ricordarvi una crema di tanto tempo fa, buona-issima, di marroni, perfetta da mescolare nello yogurt, in una versione di sana colazione autunnale, o per farcire la vostra torta al cioccolato preferita (tipo questa????)
La trovate QUI!.

mercoledì 26 ottobre 2011

pane semintegrale mele e pinoli

Dobbiamo settimanalmente usarla, no, la pasta madre??? ;)
Magari a qualcuno toccherà pure rimanere in casa, date le condizioni atmosferiche... :(
Io sto guadando la città intanto, e la ricetta di oggi sembra starci proprio a pennello, di quelle integrali, lente ed autunnali...
E poi non è che uno può sempre fare solo le cose dolci e supergolose (e burrose), tipo fougasses et brioches varie, che ci piacciono tanto. A volte noi ragazze salutiste, ci portiamo al lavoro due melette annurca e facciamo colazione con un pane buono e sano, leggermente tostato, con un velo di confettura homemade ;)

Qui a dirla tutta un pochino di burro c'è, ma solo perchè mi avanzava una mezza confezione di panna, e quindi ho pensato di trasformere la suddetta in burro + latticello (la ricetta, sia per ottenere il burro che per ottenere il latticello, la trovate QUI) e di utilizzare questi ultimi per un pane semiintegrale, a lievitazione naturale.

Ho aggiunto 2 mele, un etto di pinoli, e con il senno di poi metterei anche un 100gr di uva passa, che tra l'altro avevo,anche, e pronta da usare, ma mi faceva così tanto strudel che mi sono autocensurata. Male, perchè ci sarebbe stata bene come sapore e come colore.
Con solo mele e pinoli è comunque perfetto per la colazione, affettato, leggermente tostato, imburrato e con un cucchiaino di miele o sciroppo d'acero... XD

ingredienti per 2 pagnotte
550 farina integrale (+ 20-40gr, a seconda dell'impasto)
250 farina di manitoba
150gr pasta madre
300gr acqua tiepida
65gr burro*
75gr latticello*
4 cucchiai di miele
1 cucchiaino di sale
2-3 mele a pezzetti
100gr pinoli
(100gr uva passa)

Sciogliere il lievito madre, a temperatura ambiente, con 100gr di acqua appena tiepida e il miele. Mescolare le due farine tra loro e con le mele a pezzetti e la frutta secca; creare una fontana, farvi un buco al centro ed aggiungere il lievito sciolto. Poi iniziare ad impastare aggiungendo il burro a fiocchetti, la restante acqua, ed eventualmente un po' di farina in più.
Aggiungere il sale solo quando l'impasto ha cominciato a formarsi.
Far lievitare 4-6 ore, o finchè l'impasto non è raddoppiato di volume (in un luogo al riparo dalle correnti, può essere utile il forno chiuso con la lucina accesa).
Poi riprendere l'impasto, dividerlo in due parti uguali, e reimpastandolo brevemente formare due pagnotte.
Sistemare gli impasti in due stampi a cassetta della lunghezza di circa 24 cm, rivestite di carta da forno.
Far lievitare un altro paio di ore, e quando il pane ha raddoppiato il suo volume, cuocere a 220°C una mezzoretta scarsa.


*ovvero le due componenti che risultano dalla produzione del burro con 140ml di panna fresca. sono sostituibili con 140ml di yogurt intero

lunedì 24 ottobre 2011

stracciatella agli spinaci

Comfort-food d'autunno... ;-P


A volte mi sembra come di scoprire l'acqua calda. Ma ad ogni modo, e nonostante lo stupore iniziale, mi sento bene x averla scoperta. Meglio tardi che mai insomma.
A dirla tutta questa cosa qua, quando mamma me la preparava da piccola, non mi piaceva affatto: guardavo le uova straccettate galleggiare nel brodo e storcevo il naso (mangiavo però, eccome se mangiavo, a casa nostra non si rifiutava mai nessun piatto!).
Qualche giorno fa invece navigando sono incappata in una versione più "ricca" che mi ha fatto ricordare di questa particolare "zuppa", e, dato il freddo incombente, mi ha fatto venire voglia di mangiarla di nuovo.
Ci è piaciuta così tanto che nell'arco di 4 giorni l'avevo già rifatta: nella prima versione, esattamente come da ricetta lincata, nella seconda, con soli spinaci e con noce moscata aggiunta alle uova.
La "stracciatella" non è altro che una zuppa preparata con uova sbattute versate in un brodo bollente (scegliete voi quello che più vi aggrada, io ho usato un semplice brodo di verdure! ;)), in questo caso oltre alle uova nel brodo ci sono gli spinaci (e i fagioli cannellini nel caso si voglia un piatto ancora più sostanzioso e completo); credo che si possa fare benissimo anche con cavolo nero (che è quasi di stagione!), o pomodori, o altre verdure che vi piace mangiare in zuppa!

ingredienti (x 4 persone)
2-3 cucchiai di olio ExtraVergine di Oliva
2 spicchi di aglio
200gr di spinaci già mondati e tagliati finemente
1 lt circa di brodo vegetale caldo (molto!)
2 uova
50gr parmigiano o pecorino
(1 barattolo di fagioli cannellini scolati, o un paio di etti di cannellini lessati e scolati)
sale q.b
noce moscata

Rosolare gli spicchi d'aglio nell'olio, in un tegame ampio e a fondo spesso (che alla fine conterrà tutta la zuppa: io ho usato una padella per sauté); poi rimuovere l'aglio quando questo comincia a brunire e subito dopo aggiungere gli spinaci tagliati sottilmente, far appassire un minuto rimestando e poi proseguire la cottura con coperchio per altri 2-3 minuti.
A questo punto versare il brodo caldo nella pentola con gli spinaci e cuocere ancora per un paio di minuti (la zuppa deve praticamente bollire).
Nel frattempo sbattere le uova, il parmigiano e la noce moscata in un piatto, e temperare il composto con un piccolo mestolo del brodo di cottura degli spinaci, mescolando per amalgamare.
A questo punto, e quando il brodo agli spinaci è bollente, aggiungere le uova a filo mescolando rapidamente con un cucchiaio di legno. In un attimo si formerà la stracciatella di uova.
(togliere dal fuoco e aggiungere i cannellini continuando a mescolare, oppure lasciare la zuppa "semplice", con i soli spinaci, a seconda dei gusti).

Servire con un paio di fette di pane rustico, tostate.

E' così veloce, e al tempo stesso sano, nutriente, vegetale e brodoso per questi freddi-issimi, che non posso fare a meno di dirvi di provarla, perchè b u o n i s s i m a, e in più, vi risolve veramente la cena in un attimo! XD

sabato 22 ottobre 2011

finesettimanale dose di grazia


ieri sono uscita dal portone di casa con la macchina fotografica al collo. 1 zainetto sulle spalle contenente 2 pagnotte di pane (ovviamente ne bastava una sola, dato che erano quasi identiche), 2 tovagliette e 2 strofinacci, e in mano 1 cassettina di frutta autunnale, e 2 taglieri di legno con sopra 4 tartellette ai mirtilli.

prove di foto all'aperto nel giardino condominiale. tutti basiti, compresi i gatti che ogni tanto venivano a monitorare. io scombussolata dalla luce esterna. le ricette, la prox settimana! ;-P



per questo finesettimana vi auguro di godervi il freddino e il sole, e di dedicarvi a quello che più vi piace, distratti e noncuranti.

giovedì 20 ottobre 2011

fall for cook

... e per leggere, e per (anche) fotografare!

Perchè stavolta non si tratta di libri nuovi, o meglio, non tutti sono nuovi di pacca.
Si tratta piuttosto di libri per l'autunno, che mi fanno pensare all'autunno, o che questi giorni transitano e stanziano sulla mia scrivania (sul tavolo, sul divano, anche in borsa per la quotidiana tratta atac per andare al lavoro!). Col tempo che fa oggi a Roma, mi sembra opportuno chiudersi in casa e programmare cucinamenti, libercoli alla mano... ;-)



Pâtisserie ! : L'ultime référence
Alla fine l'ho preso. Ci giravo intorno da ormai qualche mese, quando ho deciso di ordinarlo.
Ed è strepitoso. In particolare per chi come me c'ha la fissa della pasticceria. Primo (e andiamo subito di argomentazione tautologica): perchè è lui. Secondo: anche solo per le basi: le choux, le sucrées, brisées, salées, à crumbles, à beignet, breton, à Linzer, à savarin, etc... (ovviamente con la loro bella tabella allegata sulla opportuna utilizzazione delle stesse). Terzo: le creme, la decorazione, le ganaches e i marzapani varii, il tutto da combinare tra loro (e con le basi, appunto, sapientemente). Quarto: i dolci must della particceria francese, da fare, quando avete voglia di alternare le crostate rustiche con qualcosa di veramente sciccoso da portare a cena ai vostri amici!



Muffin originali e autentici
Va bene, sì, i muffin per me sono autunnali. Cioè, vanno bene per tutte le stagioni, ma nella loro qualità di cibo-coccola, anche abbastanza sostanzioso, stanno bene con l'autunno (e benissimo con l'inverno!!)
E lui, lo abbiamo già detto su queste pagine e in più riprese, i muffin li sa fare!
Non aggiungo altro, se non che appena comprato questo libretto, ormai qualche tempo fa, ero proprio in fissa con questa preparazione, e volevo comprarmi qualche altra teglia da muffin.
E' l'unico finora a tema che mi sentirei di consigliare...



Il quaderno delle zucche. Le ricette della tradizione
Ecco. Questo è un vero libretto da autunno.
Un quaderno, anzi. Niente foto, carta giallina, qualche disegno e carattere corsivo. Le ricette sono rustiche, semplici e tradizionali, sanno di fumo di caminetto e di casa. Le dosi robuste, gli ingredienti saporosi. Zuppe, paste, riso, minestre, gnocchi, tortelli, dolci. Io mi metto sistematicamente e giuro che ottobre e novembre li passo con questo quadernetto in mano!



Sì, sì, lo so che fa un po' impressione farsi dire le ricette italiane da un inglese (e che il libro ha ormai qualche anno). Solo che lui non è un inglese, è Jamie Oliver! O meglio, e per essere più precisi, oltre ad essere, come tutti sappiamo, bravissimo, ha anche uno sguardo speciale sulle cose, leggero, affascinato. Capace che ci fa vedere gli spaghettini alla carbonara con polpettina di salciccia con occhi diversi, o il pollo alla cacciatora, la pasta e ceci, la pappa al pomodoro, i classici della tradizione insomma, sempre stupendamente fotografati, impaginati, curati, come raccontavo tanto tempo fa qui, per l'altro suo libro che adoro e che fa il paio con questo, in qualche modo, nella mia testolina...



Sempre classici della tradizione, sicuramente in questo caso non quella italiana, ma reinterpretati modernamente, e sempre da un(a) grande del food... Anche questo libro ha un gemello (stavolta non solo nella mia testolina), ovvero il volume dedicato ai dolci (mentre questo è solo salati), solo più "fruttoso", fresco, estivo, quindi non associabile all'autunno quanto questo qui, pieno di polli arrosto, pie di carne, teglie al forno di verdura, crocchette, tortini salati varii... Le foto, perfette, lo styling essenziale e rarefatto come solo lei, c'è bisogno di dirlo?



Pane, pizza e torte.
Ah, questo l'ho preso perchè in sostanza sono una maniaca. Del pane e delle cose dolci. E pure di questo ho il fratello, stessa autrice, stesse cose dolci e panose!!!!
Questi due libri, ammetto, io li adoro, anche se vedo spesso che lei usa fare il pane (anche con Pasta Madre, mescolando quest'ultima al lievito fresco), ed è una cosa che non ho mai ancora avuto il coraggio di fare (pur se non è l'unica che mescola i lieviti, da quello che ho letto in merito in giro!), e se di fatto non ho quasi mai realizzato una ricetta para-para, ma sempre (solo per mio ghiribizzo ;-P) aggiustato alla me gli ingredienti. Le foto sono favolose, l'atmosfera pure. Molta fotografia en plein air, tutto molto romantico. Vogliamo dire, da questo punto di vista, una specie di media tra i due appena sopra???


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(fuoriconcorso ;-P)


Plate to Pixel: Digital Food Photography & Styling
In questi giorni si è parlato così tanto di foodfotografia che mi prendo la licenza poetica di "sforare" con un un libro che di fatto non è di ricette ma di "foto di ricette".
Come avete potuto appurare nei miei post dedicati ai libri, i testi in francese per me non sono un problema, ma l'inglese è proprio una brutta bestia per la povera Vaniglia (ma studieremo, studieremo pure quello!). Quindi, in linea di principio, non acquisto libri in questa lingua.
MA. Quando ho scoperto questo di Hélène Dujardin, per intenderci la blogger di Tartelette non ho potuto fare a meno. O meglio prima ho aspettato qualche mese, vistomai mi fosse uscito in lingua amica, poi, non potendomi tenere più, l'ho accattato. Lo sto leggendo pianpianino, e mi piace da morire, mi sembra piuttosto completo, dalla tecnica agli strumenti allo styling alla fotografia con luce naturale/artificiale, più lo spettacolare appendice con la linkografia sulle risorse, i siti di (food&)fotografia consigliati, i siti in cui trovare attrezzatura, o anche semplicemente props e stofette varie... ;)





mercoledì 19 ottobre 2011

Cipolline in agrodolce homemade


Ricetta per picnic urbano in salotto.

Quando non avete voglia di cucinare, nè di apparecchiare.
Un minuscolo vassoio da portare davanti alla tv, con qualche fresellina, o un pezzetto di pizza bianca, di quella buona del forno preferito, qualche pomodoro secco, una mozzerella di bufala campana e un bicchiere di buon bianco! ;-P

La ricetta viene dalla cucina di nonna Antonietta, la mamma di zia Milla, con piccole revisioni della mia momo (tra parentesi). Io insomma non ho fatto nulla, a parte fotografare e mangiare (avevo detto, no? nessuna voglia... ;))


Cipolle borrettane in agrodolce - Ricetta di nonna Antonietta (x 4/5barattoli)

1,5 kg di cipolline borettane [piccole (2 cm didiametro circa) e piatte]
500ml aceto (meglio 250ml aceto + 250mlvino bianco)
1 bicchiere olio evo
50gr sale grosso
50gr zucchero

Bollire abbondante acqua in una pentola,togliere dal fuoco, aggiungere le cipolline e lasciarle nell'acqua bollente per 2-3', poi scolare manmano e sbucciarle. Mettere in una pentola aceto, olio, sale e zucchero, le cipolline pulite e far bollire 2'* esatti da quando iniziano a bollire. Togliere dal fuoco, incoperchiare e lasciar freddare.
Una volta fredde, invasare in vasetti sterilizzati con tutto il liquido di bollitura e chiudere.

Si conservano a temperatura ambiente per tutto l'inverno!

*se non le trovate abbastanza piccole far bollire un minuto di più






















martedì 18 ottobre 2011

sabato 15 ottobre, ore 9.00: foto!


Ore 9:00. Juls, impeccabile organizzatrice, ci accoglie con termos di caffè, succhi di frutta e pastarelle (pasticcini? come si dice in Toscana? ;-P)

Visi attenti e concentrati, anche dopo una serata bella, colorata, sonora e saporita come quella immediatamente precedente, in cui abbiamo cominciato a conoscerci davanti ad un piatto di pappa al pomodoro (ed altre cose buone! ;-)).

Lui parte con un discorso matematico: un rapporto, un'equazione tra ISO, apertura diaframma e tempo di scatto. Spiegato bene, diretto e facile. In un attimo è arrivato. Niente di più rassicurante per me e per il mio strano senso di precarietà fotografica, quella cosa che se scatti una foto che non va ti stranisci e se scatti una foto veramente bella non sai come hai fatto (e ti domandi se sapresti rifarla).

A quel punto, dato che la matematica è una grande fonte di democrazia, io mi metto comoda, a mio agio, tutta orecchi oltre che occhi, e guardo e ascolto e respiro fotografia. Poi domenica sera a casa mi accorgo che di foto di Dario all'opera ne ho pochissime. Ogni volta che apriva bocca catturava così tanto la mia attenzione che dimenticavo di fare qualsiasi altra cosa che ascoltare...


Quindi come primissima cosa vi dico che di foto (serie, e superbelle!) del workshop ne trovate qui da Juls.


La giornata si è svolta così: Dario ha allestito 3 diverse tavole, di cui due accanto alle finestre (il posto era veramente bellissimo!), ed una dedicata esclusivamente alla luce artificiale, quindi in sostanza in mattinata ci siamo dedicati alla fotografia con luce naturale e il pomeriggio Dario ci ha spiegato il funzionamento di luci, flash, pannelli riflettenti, softbox e ombrellini varii.


Io, come al luna park (vabbè immaginate le mie eterne battaglie con la luce in casa e la possibilità, che conoscevo ma che mai avevo visto in pratica con i miei occhi e dal vivo, di creare luce quando a disposizione non ce n'è!).

La giornata è stata così intensa che alla sera mi faceva male tutto!

Vi lascio un paio di foto delle due tavole vicine alla luce naturale ma fotografate anche con l'ausilio di luce artificiale (nel pomeriggio).



 

Sono così poco abituata agli spazi ampi, a non poter fotografare interi pezzi di tavola, ma solo spicchietti, che alla fine, e non ho potuto resistere, mi sono trovata ad "avvicinarmi", grazie all'obiettivo prestatomi da un'amica di foto, e di blog, fono ad inquadrare la torta, come al solito, fino a quasi sentirne l'odore.... ;).

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato: Emiko, Sarah, Valeria, Jasmine, Elisa, Cecilia, Lara, Fausto, Paola, Chiara, Roberta e Francesco. Poi soprattutto grazie a Juls e a Dario.

Un grazie speciale anche a Lara per avermi fatto provare il suo obiettivo! XD

Alla prossima!

venerdì 14 ottobre 2011

finesettimanale dose di grazia

(retro&attiva)



Pensavo alle mie sorelle. Sempre pronte a trasformarsi in gatato-sitter, e ai miei amici che nel momento del bisogno, nei periodi in cui eravamo lontani da casa, si sono fiondati a distribuire crocchette alla bestia famelica (non solo quest'anno ma anche in passato).

Vi auguro x questo finesettimana (e anche per i prossimi!) di avere sorelle, e amici, e gatati, così.

il disegno è della mia sorellina Irene, la piccola grande artefice delle immagini più belle di questo blog (;-)), e la cocca di gatò...

giovedì 13 ottobre 2011

Pasta alla Norma

cioè, più o meno... ;-P

Perchè sì, in effetti non avevo il sugo, la passata intendo, ma avevo i pomodori.
Quindi mi sono accontentata di una versione più "separata" ed ho optato per pomodori scottati, spellati e ridotti a cubetti per condire, e stop.
Spero che i Siciliani possano chiudere un occhio in proposito ;-P
La ricetta viene da un interessante libretto, scovato a Stromboli, fratello piccolo di un librone ancora più interessante, ma che per peso e volume (dato lo zaino già ben accessoriato di carta da forno e lane varie...). Casa editrice Sime Books, che non conoscevo, e che si occupa di turismo, promozione e valorizzazione del territorio.
Io mi sono innamorata delle ricette classiche (avete presente quei momenti in cui sentite il bisogno di tradizione???), dei vari pesti alla trapanese, delle parmigiane, delle arancine... :)

Ecco la ricetta come ripresa dal libro (tra parentesi la mia variante non proprio ortodossa :)).

ingredienti x 4 persone
400gr di spaghetti o vermicelli
1 kg di pomodori per salsa (io ne ho usati 800gr, per 4 persone)
1 melanzana
basilico
2 spicchi d'aglio
ricotta salata grattugiata
olio extravergine d'oliva
sale fino o sale grosso (per la salamoia)

Tagliare le melanzane a fette sottili, tuffarle in acqua fredda e salata, lasciarle sotto un peso per un'ora circa, poi sgocciolarle e strizzarle (io le ho cosparse di sale grosso e messe sotto un peso, poi sciacquate bene, strizzate ed asciugate.
Friggere le melanzane in olio caldo e deporle su carta assorbente.

Durante le operazioni con le melanzane tagliare i pomodori in quarti, porli in una pentola e schiacciarli con le mani. Cuocere a fuoco forte per 20'.
Passare al passaverdura e porre nuovamente sul fuoco, aggiungendo l'aglio e abbondante basilico.
Far ridurre per circa un terzo, a fuoco vivace, spegnare il fuoco e aggiungere l'olio.
(io ho sostituito la passata con il corrispettivo di pomodori scottati in acqua bollente pochi secondi, spellati e tagliati a dadini, poi cotti velocemente con aglio e abbondante basilico).

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, lasciandola molto al dente.
Scolare e condire con salsa di pomodoro e fette di melanzane fritte.
Spolverare con ricotta salata grattugiata.




mercoledì 12 ottobre 2011

elasti-propositi....

'sta donna mi piace.

Eccome se mi piace.
Dev'essere per l'autoironia, il modo sensibile di fare sintesi, di farmi ridere, sorridere, pensare.
Qualche settimana fa pensavo di pubblicare un elenco di buoni propositi. Li faccio spesso con le mie sorelle, all'inizio dell'anno, e questa volta anche per l'inizio di settembre: li scriviamo insieme, poi ognuna diventa custode dei propositi dell'altra e veglia, e monitora, e fa (e fa fare) il punto... ;-)
E' un modo per prendersi cura reciprocamente, di concentrarsi su di sè, di darsi buon umore.
Poi le domande mi hanno distratta, e infine, qualche giorno fa, ho letto il suo articolo su D di la Repubblica: è una rubrica che non salto mai, ed è strano, perchè non vado lì per leggerla, è lei che mi prende, mi cattura mentre sfoglio la rivista.
Di lì passo e lì mi inchiodo. E leggo, e rido, sorrido e penso, come dicevo sopra.
Allora ho pensato di pubblicare i suoi di buoni propositi, perchè se è vero che ognuna di noi ne ha di diversi, è anche vero che a me piace immaginarci così: colte, sensibili, incasinate, concentrate (come un concentrato, dense insomma ;-P), multidirezionali, multipensanti&facenti, smarcanti e presenti, curiose spiritose e geniali!

Appunti & divagazioni di una (non solo) mamma

ABC DEI BUONI PROPOSITI

Da tenere in borsa. Per superare le giornate sempre più corte e grigie di questo autunno incombente
di Elasti

A me l'autunno mette ansia da prestazione e da buoni propositi. È adesso che il mondo ricomincia sul serio, che il freddo incombe, che si decide di mangiare meno insaccati e più broccoli, meno patatine e più quinoa, che ci si chiede che fare di queste giornate sempre più corte e grigie che si srotolano all'orizzonte. Per non sbagliare, non perdere la strada, non deludermi, ho stilato un abbecedario di buone intenzioni, un vademecum da tenere in borsa, tra le chiavi di casa e il burro di cacao gusto mirtillo, una bussola che indichi la direzione a questo inizio.

Arrendersi all'entropia: la vita è troppo breve per piangere di fronte a una tavoletta del water perennemente alzata da quattro maschi senza mira e al trilione di schifezze in disordine che lastricano il nostro cammino.

Baciarlo, dove il pronome "lo" sta per partner, o chi per lui. Con la lingua e gli occhi chiusi, come si faceva un tempo. Pare che serva a migliorare l'umore e la fiducia nel futuro e nel prossimo.

Coltivare una passione, anche piccola, ma privata e appagante. Per quel che mi riguarda nutrirò il mio feticismo per i libri di cucina con tantissime figure e per la cioccolata aromatizzata all'arancia.

Decidere cosa fare da grande. Non è mai troppo tardi per un ripensamento, un colpo di testa, un'ambizione urgente e improvvisa. Io avrò i capelli rossi, debellerò la cellulite dai paesi mediterranei, suonerò il violoncello e parteciperò alle Olimpiadi.

Eliminare dal guardaroba, preferibilmente con un catartico falò, le mutande di nonna Abelarda e i reggiseni coordinati. Fare uno spavaldo ingresso da maliarda in una boutique di intimo e comprare la biancheria di una pornostar.

Giocare a Uno. Sì, lo so, non è un passatempo per intellettuali ma è un gioco bellissimo. E vinco sempre.

Imparare a lasciare andare: i figli, i brutti pensieri, i giornali la mattina in ufficio, quando ti alzi un attimo e il collega infido li ha rubati.

Leggere di più: i classici, i fumetti, le novità, i blog e le lettere della mia nonna, chiuse dentro una scatola e mai tirate fuori perché ci vuole una forza coraggiosa per ascoltare voci che non fanno più rumore.

Mettere un cappello buffo, una gonna corta, un paio di occhiali improbabili, uno di stivali tacco 12 e uno di collant a righe, chiudendo nell'armadio il pudibondo conformismo dei 13 anni che non può e non deve funestare i 40. Non avere paura. Tanto non serve.

Osare gridare, arrabbiarsi, indignarsi, schifarsi e cambiare. Per fare la rivoluzione non si può essere vere signore.

Pranzare con i miei genitori, da soli e separatamente. In un giorno a caso, magari il martedì. L'ultima volta è successo troppo tempo fa e ci siamo detti cose belle e un po' memorabili.

Ridere con i miei figli, tra un no e l'altro. Per allegria, per gioco, per tenerci in allenamento, per rifarci ora di quando saranno adolescenti ombrosi e mi considereranno una sfigata.

Scappare con lui, per un po', facendo finta di essere amanti e non due tizi che hanno tre figli e il sabato mattina fanno la spesa all'ipermercato.

Telefonare alle mie amiche. Per chiacchierare, spettegolare, raccontarci le storie e dire scemenze. Come quando eravamo piccole e lievi e il tempo era quasi tutto gratis.

Uscire sul balcone e trovare l'orto di Michelle Obama e non gerani agonizzanti, salvia infestante e cadaveri tutti intorno, vittime del mio pollice nero.

Vedere ogni tanto un film, per grandi, al cinema. Arrivando in anticipo per emozionarsi quando le luci si spengono e per vedere tutte le pubblicità prima dell'inizio.

Zuccherare il caffè, il tè e la macedonia. Perché lo zucchero è un'invenzione geniale, a differenza del dolcificante che, come tutti i surrogati, mette tristezza.



Trovate gli articoli di Elasti qui: http://www.nonsolomamma.com/, e qui: http://d.repubblica.it/ricerca?query=elasti&x=0&y=0

martedì 11 ottobre 2011

le briochine della mia vita ;-P

al latte di mandorla!



























Sì, oggi mitomane. Dev'essere l'effetto della vacanza. Il buonumore ancora arzillo mi porta a dire questo. (!)
Ora voi non state tanto a guardare l'aspetto, che a Stromboli avevo un fornetto a gas e la carbonizzazione stava sempre dietro l'angolo! (cioè un secondo prima crude, quello dopo crosta), ma il sapore era proprio favoloso, e la consistenza pure!!
In mancanza di latte di mandorle si può mettere quello "normale", oppure, perchè no, quello di riso... Io e patou eravmo letteralmente in fissa con questa bevanda, e dato che il secondo giorno io ero già in astinenza da impasto, ecco cosa mi è toccato fare... ;)

ingredienti
500gr farina 0 di manitoba*
125gr burro fuso
1 bicchiere di latte di mandorle (120gr circa)
2 cucchiai di zucchero di canna in cristalli
2 manciate di mandorle spellate
15gr lievito di birra
1 uovo
1 pizzico di sale

Versare in una ciotola la farina, creare un vuoto al centro, versarvi il latte tiepido e sciogliere il lievito all'interno. Coprire con un po' di farina e lasciare 5' a riposo, poi aggiungere l'uovo, lo zucchero e il burro fuso e cominciare ad impastare. Aggiungere il sale solo quando l'impasto comincia a prendere forma.
Continuare ad impastare, almeno un 5-10', aggiungendo un po' di farina (o viceversa un goccino di latte) se necessario.
Lasciar lievitare mezz'ora (o fino al raddoppio), riprendere l'impasto, aggiungere le mandorle, poi dividere in 8 pezzetti e formare dei paninetti tondi da disporre sulla teglia del forno rivestita di carta da forno.
Lasciar lievitare per circa un'ora e mezza, o comunque fino al raddoppio, pennellare con un po' di latte di mandorle, cuocere in forno per una ventina di minuti a 200°C**.

p.s. ah, la pasta madre sta benissimo! ha resistito a praticamente due settimane di NULLA, sembrava un po' abbacchiata ma già dopo il primo rinfresco l'ho usata per fare pizza, una fougasse d'aigues mortes! Ci ha messo un po' più tempo del solito, ma devo dire che ha lievitato benissimo!!!! ;-)


*Sì, tutta manitoba, quella mi ha fornito il panettiere dove l'ho acquistata, me l'ha regalata, e pure il lievito di birra, che carini, lì sull'isola erano tutti così gioviali ;)
**regolarsi con il forno osservando le briochine, come dicevo avevo un forno a gas del quale non riuscivo a controllare praticamente nulla!!!!!

__________________
nb. aggiornamento delle 21.00: mentre a cena bevevo, mi è venuto in mente che i bicchieri che avevamo a stromboli erano un po' piccini, quindi ho pesato il latte in un bicchiere simile e diminuito un po' il peso indicato tra parentesi nell'elenco ingredienti

lunedì 10 ottobre 2011

quelli dell'isola

Immaginate la scena di me (158cm h, per chi avesse perso il dato strada facendo) che deposito, oserei dire scarico, uno zaino abnorme in un sedile del treno roma-fabriano (che poi era roma-foligno + foligno fabriano perchè le ferrovie ci vengono sempre molto incontro a noi che attraversiamo l'appennino trasversalmente, e a chissà quanti altri periodicamente in giro per l'Italia, dopo il napoli-roma della mattinata, e la nave della nottata), e che prima di issarlo nell'apposito spazio per i bagagli lo apro per tirare fuori non il rassicurante libro ma il sempre abbastanza accettabile lavoro a maglia.
Ovviamente il suddetto accettabile trascina con sè fuori dal bagaglio anche un rotolo di carta da forno (che non può mai mancare nella borsetta di una signorina che si rispetti), e qualche bustina di lievito.
Monsieur Patou scuote la testa mentre cerco di chiudere (a pressione, nonostante un buon quantitativo di lana sia appena uscito) quello che è stato il bagaglio (minimale e sportivo) di una che aveva passato 8 giorni su un'isola.

Ah, l'isola.
L'abbiamo scelta in quanto tale. Alla fin fine.
Perchè avevamo bisogno di vacanze ma in ottobre giuro non è facile. Intendo non solo trovare un posto caldo, ma la necessità di staccare da quello che è di fatto appena iniziato, i ritmi lavorativi, i contatti, le attività in corso.
Ma di ritmi sballati io e Monsieur Patou quest'anno siamo stati i maestri, in pratica niente ferie per me, e in assoluto niente estate per lui, dall'altra parte del globo (e intendo letteralmente) per sei mesi a fare l'inverno mentre qui noi si faceva l'estate.
Insomma un po' malconci ce ne siamo partiti per quest'isola, bella e molto vulcanica ;-P
Avevo come l'impressione che ci fossero fiori ovunque. Ed in effetti era così. O forse il fatto che sull'isola praticamente non circolino automobili ma solo veicoli elettrici (pochi) e apette piaggio (molte! ;-)), ti fa sembrare i fiori più fiori.
Quindi sabbia, nera, fiori, candidi o delicatissimi, mare, macchia, e montagna, in continua eruzione. Se volevamo distrarci ci siamo riusciti.







Poi altra simpatica scena, di lui che agile e quasi senza toccare terra, si inerpica verso la cima del vulcano (circa 900 mt di cui i primi 400 liberamente visitabili mentre i restanti, fino al cratere, solo accompagnati dalle guide autorizzate, e muniti di caschetti e torce e scarpe adatte) ed io, concentrata e silenziosa, che dignitosamente mi occupo di badare ad ogni singolo mio passo molto ben attenta a dove poso i piedi: capre caprette e caproni mi davano beatamente le mele, in tale attività... :)





Ok, vabbè, poi c'era la 'mia' cucinetta... :)



venerdì 7 ottobre 2011

piccole nuove... ;)

Appena sbarcati a Napoli in una sottile pioggia. Provo a mandarvi qualche immagine dal treno (ovviamente tutte storte e non troppo ben dimensionate, ma non riuscivo a trattenermi un giorno in +!). Oggi ancora qualche spostamento in giro per l'Italia... Poi domani vi racconto tutto!
;)

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