lunedì 30 gennaio 2012

filetto di maiale glassato all'ananas


Allora, guardate in altro a destra (del blog).
Nello specchietto delle ultime ricette postate stanno progressivamente inesorabilmente completamente scomparendo piatti salati. Cosa potrà significare? Fooorse che sto postando solo biscotti e torte?
Ora, in teoria uno non dovrebbe usare il blog per fare autoanalisi (o sì??? ;-)), ma effettivamente vedere quelle 8 ricettuzze quasi completamente sature di zuccheri, un pochino mi ha fatto impressione.
Dunque da brava blogger ho pensato di afferrare il toro per le corna e rompere il ghiaccio con quella che ritengo essere la preparazione che latita maggiormente tra queste pagine: un piatto di carne!!!! E per fare questo ho ricorso al librettodi cui avevamo parlato per l'appunto in occasione dell'ultimo (pure abbastanza recente, tutto sommato) piatto a base di carne preparato.
Tale citato libretto è per me una specie di ancora di salvezza, e tanto per non ritornare al discorso sull'autoanalisi tramite blog, credo che sia dovuto (anche) alla questione "colori", al fatto che spesso le ricette in esso contenute siano accompagnate da frutta o verdura che "mitigano gli impatti" ;-P...
Quindi in realtà ho già in mente cosa preparerò per i prossimi compitini a casa (datemi una decina di giorni, carne in continuazione non je la posso fa'), e già che ci sono vi chiedo una dritta/soffiata: dove - si - possono trovare - i - semi - di carvi. Voi dove li accattate? Come ve li procacciate? (eh-umh, se li usate) E, una volta acquistato il solito insindacabile blogger-quantitativo per cosa in genere li utilizzate onde evitare che vostro marito vi incolpi di introdurre in casa inutilizzabili ingredienti "esotici"?

Con questi interrogativi più che esistenziali (che riflettono lo spirito dell'intero post) vi saluto, e vi lascio la ricettuzza. Unica nota, non so se il mio macellaio è un drago, ma questa carne era proprio buonissima, a prescindere dall'ananas e dalla salsina di accompagnamento (ottime pure loro specialmente per chi ama i sapori agrodolci, a noi sono piaciute tantissimo anche non essendo fanatici di tali sapori, mentre per chi no, consiglio comunque il filetto di maiale cucinato in questo modo semplice, efficace e saporito... magari sostituite il contorno... e poi magari mi fate sapere! ;-P).

ingredienti
4-6 fette di ananas fresco (spessore 1,5 cm)
3 cucchiai di salsa hoisin scura*
3 cucchiaini di zenzero fresco sbucciato grattugiato
1 spicchio di aglio tritato
1 cucchiaino di senape di Digione
700gr di filetto di maiale, pulito
sale, pepe macinato fresco
per la salsa allo zenzero
2 cucchiai di salsa hoisin scura
2 cucchiai di succo di ananas
2 cucchiaini di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino di salsa di soia
pepe macinato fresco

Scaldare il grill del forno.
Mettere le fette di ananas su una teglia foderata di carta stagnola.
In una ciotola mescolare la salsa hoisin con lo zenzero, l'aglio e la senape e usare questo composto per spennellare il filetto di maiale, poi salare e pepare..
Porre la carne su una griglia e porla in forno a 10 cm di distanza dal grill, con al di sotto una teglia per poterne raccogliere i succhi durante la cottura. Al di sotto porre l'ananas e procedere a cuocere per 15-20', finchè la temperatura del termometro da cucina raggiunga la temperatura di 77°C (io non sono così accessoriata, ed ho fatto senza).
Togliere la carne dal forno (la temperatura salirà a 82°C, io mi sono regolata tagliandone un pezzetto per controllare la cottura) e aspettare 10' prima di tagliarlae girare le fette di ananas. Proseguire la cottura di queste per altri 10', finchè non saranno abbrustolite.
Tagliere a metà le fette di ananas, e la carne a fette. Irrorare con il fondo di cottura e servire con una salsetta allo zenzero ottenuta mescolando la salsa hoisin, con il succo di ananas, lo zenzero e la salsa di soia.


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*io non l'avevo, e non l'avevo e non avevo il tempo di farla perchè a casa mia la "luce" d'inverno, quando c'è, finisce all'una. Ho sostituito con qualche cucchiaio di salsa di soia addensata velocemente sul fuoco con un mezzo cucchiaino scarso di maizena (immagino che come sapore finale risulti leggermente più forte della salsa hoisin)

domenica 29 gennaio 2012

finesettimanale dose di grazia

e di freddo, e di cose morbide

L'altroieri avrei dovuto postare altro.
Sempre robe morbide e lanose, ma tutt'altro genere e tutt'altra tipologia.
Ma poi mi sono autoincartata ed autobloccata (non temete, il post è stato solo procrastinato! ;-)). A quel punto ho deciso di chiudere la serie di torte della settimana postando un'ultima, sorprendente tortina. L'ho fatta e fotografata, però, non so perchè, non ero convinta di metterla subito online....
Non so se a voi succede, idea bella, sapore buonissimo, foto passabile, ma momento non "ideale" (brutta storia il mio carattere umorale a volte ;-)). Quindi niente, Vaniglia c'ha le paturnie e procrastiniamo anche la tortina!

Poi guardandosi intorno la Vaniglia lunatica fa un breve inventario in casa e riscontra un fatto "curioso"... Siam pieni di cose morbide qui. Cioè una marea di sciarpe (e non solo) ancora non caricate nello shop etsy, una marea di stoffette imbastite e pronte per essere cucite, e una marea di pezzi in lana montati sui ferri e in attesa di essere chiusi.




Dunque ecco, una piccola parte delle cose morbide in corso adesso si trovano qui, e qui.

Per quello che resta di questo fine settimana vi auguro di andare a fare una passeggiata con vostra sorella, divertirvi  nel freddo come due pazze, e fingere di essere un fotografo... (o una modella? ;-P), e poi tornare a casa nel freddo e trovare lo scaldino appallottolato che vi aspetta!!!! 



mercoledì 25 gennaio 2012

torta alla guinness

o torta da guinness? ;-P



Questa ricetta stampatevela carattere 24 e appendetela sulla porta della cucina (la mia cucina non ha una porta ma credo che potrei anche scavare una nicchietta nel muro per alloggiare cotanto splendore culinario): mentre l'ultima torta postata è classica, chiara, soffice, profumata, perfetta per i bambini, questa è modaiola, scura, compatta, dal sapore profondo e deciso, perfetta per i mariti (e i fratelli, e i papà... poi, occhei c'è la copertura a base di zucchero e formaggio spalmabile, che compensa il sapore e piace da morire anche a noi donne e che serve a rendere questo dolce una "torta-guinness" anche, diciamo, "iconicamente": scuro + schiuma sopra, no?)
Molti di voi la conosceranno, molti l'avranno vista in giro per il web, molti l'avranno preparata e/o assaggiata.
Io la tenevo d'occhio da quando la vidi da Sigrid, poi da Monica di un biscotto al giorno: in giro c'è anche la versione di Nigella Lawson, ma Sigrid e Monica propongono quella attribuita a Gary Rhodes (che poi sarebbe il tipo dal quale Pascale aveva preso la ricetta dei digestive di cui qualche post fa - fantastico sembra la novella2000 dei ricettari), quindi io, di fronte a cotanta bibliografia amica, ho bypassato a pie' pari la Nigella e mi so' buttata sulla versione Gary_Sigrid_Monica.
Mentre preparavo l'umore era talmente alto che mi sono anche permessa un paio di variazioni delle quali vado particolarmente fiera (anche se si tratta di piccole cose, in effetti).
La prima riguarda la quantità di cacao: dato che il mio riferimento come livello massimo del rapporto cacao/farina è questa torta qui, mi sono fatta due conti e ho deciso che 100gr di cacao mi spaventavano un po' per una torta che doveva avere anche il sapore della birra, quindi ho ridotto del 25% il cacao, passando dai 100gr previsti a 75gr, e aggiunto 25gr alla farina, per compensare, alleggerendo un po' il sapore di cacao in favore della guinness.
La seconda riguarda il topping: brandy al posto del whisky. Li avevo entrambi e confesso di non essere esperta di distillati, ma il risultato mi è piaciuto un sacco, quindi, dato che questa torta uscirà di nuovo più e più volte dalla cucina di Vaniglia, la ricetta, sigillata, sarà questa:

ingredienti
birra guinness 400gr
zucchero di canna in cristalli 350gr
farina 250gr
burro morbido 225gr
uova 4
cacao amaro in polvere 75gr
bicarbonato 2 cucchiaini
lievito per dolci mezzo cucchiaino
topping
formaggio spalmabile (tipo philadelphia) 400gr
zucchero a velo 250gr
brandy 2 cucchiai

Montare il burro con lo zucchero con l'aiuto di una frusta. Continuare a mescolare aggiungendo le uova una per volta. Mescolare a parte la birra con il cacao, poi setacciare la farina con il lievito e il bicarbonato in una ciotola.
Aggiungere all'impasto a base di burro prima la farina, mescolando, poi il composto liquido di guinness e cacao, amalgamando l'impasto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Versare l'impasto in una teglia foderata di carta da forno [io ho usato uno stampo a bordo amovibile da 25cm di diametro, e ho foderato solo il fondo, trascurando beatamente i bordi (dev'essere stato il buon umore di cui sopra, collegato alla consapevolezza che in fondo la teglia è antiaderente: tutto è andato liscio, cosa che si può constatare a malapena dalla foto, vista la mia nulla capacità di mettere a fuoco con la macchina nuova.... eh, umh, sì! ;-P)].
Infornare in forno già caldo, a 180°C, e per un'oretta buona.
Sfornare e lasciar freddare.
Con le fruste elettriche montare il formaggio spalmabile con lo zucchero a velo, aggiungendo i 2 cucchiai di brandy. Tenere un poco in frigo e poi usarla per coprire la torta. Anche questa dovrebbe essere tenuta un'oretta in frigo prima di essere servita.





lunedì 23 gennaio 2012

torta soffice all'arancia

dolce con dedica...



Buona settimana a tutti!!!
Chiudo coi biscotti e apro con le torte. Eh, sì, mi sa di sì. Sarà il freddo, o l'inverno ancora lungo e le giornate ancora troppo corte.
Inizia quello che per me è il periodo "agrumi" e mi va tanto di cucinare torte.
Questa in particolare è estremamente semplice soffice e di effetto, oltre che superprofumata, perfetta come dessert (anche se molto molto versatile). Fa parte di questo blog da sempre, anzi fa parte di questo blog da prima che il blog nascesse, o meglio quasi da prima che io imparassi a cucinare, da piccola.
Era la torta preferita di mio nonno, ed ancora oggi prepararla e mangiarla racchiude per me ricordi dolci e significati profondi.

Eccola qui, dalla ricetta di mia mamma! ;-P

ingredienti
uova 3 (albumi a neve)
zucchero 100gr
burro morbido 60gr
farina 150gr
lievito 1/2 bustina
la buccia grattugiata di 2 arance bio
latte 3 cucchiai
per la crema all'arancia
uova 2 intere
succo di 3 arance (4 se piccole) e di un limone
zucchero 180gr
fecola 4 cucchiai rasi
zucchero a velo per guarnire

Montare gli albumi a neve e mettere da parte.
Lavorare i tuorli con lo zucchero, poi aggiungere mescolando il burro morbido a fiocchetti e la farina setacciata con il lievito (questo permette, dice mamma, di ottenere una lievitazione "livellata", piuttosto che "a montagnola", più adatta ad una torta da farcire), la scorzetta dell'arancia infine il latte.
Incorporare il composto di tuorli agli albumi (o viceversa gli albumi al composto di tuorli, come vi viene più comodo!) delicatamente, mescolando in circolo dall'alto verso il basso, trasferire in una teglia imburrata ed infarinata (o rivestita di carta da forno), cuocere in forno già caldo a 125°C, per 35'-40' 8o finchè non è ben cotta (il forno di mamma è una specie di altoforno, verificate la cottura infilando la lame di un coltello al centro della torta: deve uscirne asciutta e pulita).
La torta deve essere bassa (sui 3-4'), io ho usato una teglia da 24cm di diametro.

Nel frattempo preparare la crema (anzi, potrebbe essere utile prepararla in anticipo dato che va fatta freddare prima di procedere alla farcitura): mescolare "a freddo tutti gli ingredienti, poi cuocerli a bagnomaria finchè la crema non vela il cucchiaio.

Quando la torta e la crema sono fredde, tagliare la torta in due dischi, e farcire.
Spolverizzare con lo zucchero a velo, se vi va anche con poca scorzetta grattugiata di arancia.

E' buo-ni-ssi-ma! :)


sabato 21 gennaio 2012

finesettinamale dose di grazia, e un regalo dal passato!!

(...il fascino discreto dei bottoni :-))


Immaginate.
Immaginate di avere in casa un tesoro nascosto. E di non saperlo. Cioè. Di sapere che c'è ma non sapere che è un tesoro (vostra madre invece lo ha benissimo presente, siete voi gli incoscienti ;-P).
Poi immaginate voi, e l'illuminazione (tardiva ma efficace): la voglia di guardare quella scatola e in quella scatola.

Si tratta di una spedizione fatta nel 1961 da una fabbrica di bottoni di Milano alla sartoria di mia zia Adelaide, LA sarta. Si perchè se mia nonna era LA cuoca, mia zia era LA sarta. Di quelle di cui han buttato via lo stampo, antico e solido, di chi sapeva farti stare un vestito addosso bene sempre, in qualsiasi caso, e di quei tempi lenti ed eleganti in cui non esisteva lo shopping e chi aveva la possibilità andava dalla sarta per farsi realizzare i capi che avrebbero composto il proprio guardaroba di base (pochi, ma sicuramente buoni e duraturi): il tailleur, il cappotto, il vestitino, il soprabito, le gonne, le camicette, il vestito da sposa e il vestito da sera! Con la sarta ci si dava appuntamento per uscire insieme a scegliere le stoffe, e la sarta ordinava fuori i bottoni.

Non so se leggete bene l'etichetta: quasi due chili di bottoni. E una parte di questi è arrivata fino a me, alcuni ancora con il cartellino (scritto a mano). Non vi sembra un tesoro inestimabile?


















Sono sicura che avete anche voi una scatola del genere a casa, qualunque sia il contenuto.
Sono i vostri Lari che vi stanno accanto. ;-)
Per questo finesettimana vi auguro di trovarla, questa scatola. Pensateci bene. Sono sicura che l'avete... :)


venerdì 20 gennaio 2012

cookies integrali al cioccolato

come non detto! ;-P


Dunque, ho dato un rapido sguardo alle pratiche inevase 2011, qui nell'hard disk.
Situazione drammatica: due vellutate, due diversi tipi biscotti, un cheese cake un po' alternativo-rustico-chic, una roba molto estiva che aspetterò l'estate a dirvi, e, dulcis in fundo, un contornino a base di taccole che, cometesbagli, ho di nuovo cucinato d'inverno (me fregano sempre, 'ste farabutte!), e non contenta c'ho messo pure una foglietta marrone. Adesso non so bene che fare di questo bottino, e la crisi è arrivata dopo il penultimo post, del quale la foto non mi convinceva tanto, e invece a voi è piaciuta...).
Cmq vabbè, tanto per cominciare a smaltire un po' di queste foto arretrate pesanti come macigni, e tanto perchè ho pensato che nelle anteprimine qui in alto a destra (che forse sarebbe meglio definire postprimine dato che arrivano sempre dopo) infondo tre biscotti di fila non ci sarebbero stati male, eccovi dei simpatici biscottini impastati velocemente facendo riferimento alla ricetta di Heidi Swanson della "torta" megacookie al cioccolato e farina integrale....
Giusto un'approssimatina alle quantità nell'atto di dimezzare le dosi, poi biscottini e via.
Però la prossima volta vado di cookie-cake anche io, magari quando trovo un bel tegame da forno come quello di Heidi.... ;-)

ingredienti
190gr farina integrale
1 punta di cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
110gr burro morbido
160 zucchero di canna
1 uovo
120gr cioccolato fondente a scaglie piccole
i semini estratti da una stecca di vaniglia

Lavorare il burro con lo zucchero, poi aggiungere l’uovo mescolando bene. Unire i semini di vaniglia, la farina e il bicarbonato, infine i pezzi di cioccolato al latte.
Dall'impasto (simile a quello della pasta frolla) ricavare delle palline di circa 3 cm di diamtetro, appoggiarle ben distanziare sulla placca del forno ricoperta di carta antiaderente, poi schiacciarle leggermente col dorso di un cucchiaio.

Infornare per 15-20 circa, o fino alla consistenza desiderata, nel forno già caldo a 180°C. Devono dorare leggermente.
Lasciar raffreddare nella teglia.


mercoledì 18 gennaio 2012

winter for cook

for knit, for read... :)

dalle librerie ai libri, perchè manmano mi si stanno accumulando, e passano i giorni e penso che vorrei raccontarvi questo o quello, e poi mi si aggiunge qualche fuoriprogramma, in cucina come tra i libri, e insieme ai gomitoli arrivano i libri di tricot, perchè come dice mia mamma raccontando di un aneddoto dei tempi dell'università, le genti non si nasce imparate, e quindi sì, d'accordo, in fatto di libri siamo un tantinello invasati, però quant'è bello imparare qualcosa leggendo (o guardando)!

Internet ha il suo fascino e la sua velocità di scambio, però le pagine da sfogliare sono tutta un'altra cosa. E non lo dico perchè sono nata nella città della carta ;-P. Dev'essere per il contatto con la materia, il piacere di passare in rassegna le coste davanti alla libreria, di accatastare 4, 6 tomi, prendere una coperta patchwork e una tazza di tè bollente e fumante, poi trovarsi una cuccia sul divano, portarvi il malloppo e dimenticare il tempo... :D

Quindi per oggi ho deciso di parlarvi di tutto un po', cucina, come sempre, tricot, e una piccola cosa sul cucito.. Filo conduttore, Paris, o meglio libri comprati a Paris, perchè questo ultimo viaggio ve lo voglio raccontare in pillole, un pezzetto per volta, sparsi qua e là tra le ricette...

Inizio con la cucina, facile, classico, no? Con i tre libretti di cui vi parlavo venerdì scorso....


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La pâtisserie maison : Authentique, saine et gourmande (CUISINE)
Marlette, Elodie Rambaud, foto di David Japy  

Ok lo ammetto: il primo aspetto che mi ha folgorato è stato lo styling: le foto,  l'aria semplice e rustica ma curata e coccola al tempo stesso fa tutto molto "colazionoso", e questo non dispiace affatto (scones, donuts, muffins, pancakes, bagels, biscotti, pound cake, crepes, piccoli e grandi pani dolci dei quali sembra sentire il profumo, e il sapore, ancora caldi, appena spalmati di burro..).
Poi, sbirciando su internet, cosa ti viene fuori? Che David Japy è anche il fotografo di alcuni libretti che gironzolano in casa, tipo questo, questoquesto (e uno che sa fotografare bene il pesce, a mio parere, non è poi così male come fotografo, no? ;-))


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Un déjeuner de soleil en Italie : Recettes, histoires et parfums de ma cuisine italienne... 
Edda Onorato  

Come vi raccontavo giusto un paio di post fa, a Parigi mi sono fiondata alla librairie gourmande soprattutto per un motivo. Per acquistare il suo libro. Francese, di ricette italiane. Dell'italia familiare, regionale, di strade e cibo da strada, di paesaggio ed ingredienti. Ci sono le ricette che piacciono a me, quelle semplici, che non si sa mai come cucinarle, e quelle più sofisticate, ma sempre così caratteristiche del nostro territorio. E' stato bellissimo vedere una Edda così, lei, la mia personale referente di patisserie, quella seria, raffinatissima (ma perfetta in qualsiasi altra preparazione), attraverso i piatti semplici della tradizione italiana, come gli spaghetti cacio e pepe, la pasta e fagioli, gli arancini, la parmigiana, o come i piatti immediati della cena da improvvisare (e a quella in casa in Italia proprio non si può rinunciare!), dagli spaghetti aglio, olio e peperoncino con pomodori secchi, ai crostini con porcini e fontina, ai fiori di zucca fritti. E poi i dolci, classici e tradizionali: caprese nocciole e fiori d'arancio, crostata di frutti di bosco, granita di caffè, fino ai ricciarelli o alle ciambelline al vino....


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cuisiner




















Succulents spéculoos : 40 recettes sucrées et salées (MEILLEUR)
Christophe Felder

Dunque, io subisco il grande fascino degli spéculoos. In Francia al supermercato mi aggiro rintronata tra gli scaffali dei biscotti guardando le diverse marche di spéculoos e non sapendo mai cosa scegliere, mentre qui in Italia quando li cerco (e li chiedo), mi guardano tutto come fossi un'invasata (e forse sì, hanno ragione, e forse sì, meglio farseli -come faccio- in casa, ma non rimane comunque bellissimo trovarne tanti tipi al super manco fossero i wafer, o i frollini???? B-)).
Ecco, come a Paris i tipi di spéculoos al supermercato sono tanti, così nella librairie gourmande i libri su questo tema sono varii. Che fare? Chefarechefarechefarechefare (se nel frattempo dovete pure fotografarla, la suddetta libreria, intrattenere conversazione - in una lingua che non è la vostra - con la proprietaria, oltre che cercare di concentravi, appunto, sui libretti, tra millemila disponibili, da scegliere, mentre il vostro cavaliere aspetta pazientemente fuori - e so che sapete a cosa mi riferisco!)????? Andare a botta sicura, ecco cosa fare, e rivolgersi al supremo. Ovvero colui del quale avete già l'opera omnia sulla patisserie francese (della quale vi avevo già raccontato qui).
Quindi ora Vaniglia ha in casa il libretto di Christophe Felder sugli speculoos, che comprende ricetta di base (che farò appalla, perchè poi tra l'altro ci devo fare la cremina che sta sull'ultimo libro di Sigrid!), spéculoos sucrés, spéculoos salés.
Ci sono dentro cose inenarrabili, tutte a base di spéculoos: dal semplice cake alle maddalenine, ai rochers (ohh, i rochers, con perlappunto la cremina di spéculoos che dicevamo pocanzi), verrines, risolatte, creme varie, parfait ed Iles flottantes, crepes, gaufres, crumbles e claufoutis, gratin de potimarron e qualche altra cosetta di salato, fino al gateaux de foies de volaille au streusel de speculoos (non so se rendo).


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Ecco, come non sono una chef , non sono nemmeno una sarta. Anzi, sono molto meno "sarta" di quanto forse non sia cousinier. Eppure mi piace e mi diverto nel cucinare (ma quando mi gira e come dico io!:-)), e nello sferruzzare. Poi a volte mi capita di cucire, un poco, e veramente quanto mi piacerebbe imparare. Per ora non smetterò mai di ringraziare mia madre per avermi dato da piccola qualche ritaglio di stoffa avanzato da quello che stava cucendo lei, perchè con le piccole basi che io e mia sorella abbiamo imparato allora, alcune cosette in effetti si possono fare. Sono un paio di anni che in Italia cerco libri sul cucito e il lavoro a maglia senza grandi risultati, mentre in Francia mi capita di trovare facilmente quello che cerco. Non conosco l'editoria di settore in altri paesi, ed immagino (e spero!) che presto anche da noi si possano trovare libri sull'argomento sfiziosi e completi come questi...

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coudre




Sacs et pochettes : Des sacs pour tous les jours, pour toutes les occasions (Mes carnets de couture)
Emiko Takahashi, Marie Maurin, Illustrazioni di Ozaki Tamami, Foto di Jyugame Masahito

Borse, sacche e sacchettine da cucire. Modelli semplici, stoffe deliziose, dettagli curatissimi. Lo sfoglierei all'infinito. Quando comincia a fare meno freddo mi metto all'opera! :)








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tricoter

Hikaru Noguchi, Koji Udo, foto di Hiroko Mori

C'è una differenza sostanziale tra questi libri e quello  di cui vi avevo parlato qui. Ve lo dico perchè io mi sto chiarendo la differenza praticamente solo ora. Quello è un manuale, e illustra le tecniche. Di tutto: avvii e chiusure, lavori in tondo, di sbieco, trecce, giunti, colli, asole. Qui (come nel libro a seguire) invece ci sono i progetti da realizzare, di quelli semplici, come sciarpe, berretti, più qualche babbuccia e calzino!!!




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tricoter

Debbie Bliss, Penny Wincer

Ecco il libro preferito del periodo. Pieno di "ricette" semplici per realizzare cosette di complemento d'arredo (cosy e superchic!) e piccoli accessori di abbigliamento.
Diviso per stagioni, le foto sono pulite e molto belle, ed io mi sono innamorata praticamente di 48 dei 52 progetti.... Chissà che a breve qualcosa di realizzato non venga a trovarsi nello shop etsy di vanigliacooking! ;-P



NB. nè in questi 2 ultimi libri, nè in quello appena citato di Sharon Brant ci sono punti. O meglio, nel manuale viene spiegato come eseguire dritto e rovescio ed alcuni punti base (come la rasata, le coste, o alcuni tipi di chicco di riso), negli ultimi due ci sono gli schemi spiegati di punti combinati, ma in nessuno dei due casi ci sono capitoli che costituiscono veri e propri "campionari di punti" (per quello io ho un vecchio favoloso libro della mamy, quando si dice le fortune! :))


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altri libri su vanigliacooking

verba volant
fall for cook

pane e cioccolata
carnet de lecture

lunedì 16 gennaio 2012

biscotti-merendina!

quando l'inverno... :)


Quando l'inverno ci convince a fare una passeggiata al freddo, e a sperare che al parco ci sorprenda il sole...
Da portare in borsa un giornale, un libro, un fumetto, un gomitolo, una macchina fotografica?
Sicuramente una merendina home-made. Di quelle invernali, dolci quanto basta, cioccolatose quanto basta, buone da mangiare sia al freddo, perchè abbondanti, che al caldo, perchè così confortanti.... ;-P

Mi perdonerete se indugio con una ricetta ancora di biscotti (e confesso di averne in serbo ancora un'altra, a breve, magari faccio la brava e non subitissimo): in questo caso si tratta di una specie di merendina fatta con 2 biscotti farciti con una "crema" dolce che poi non è altro che quella della copertura dei cup-cakes.

ingredienti
110gr burro morbido
140gr zucchero di canna in cristalli*
20 gr cacao in polvere
i semini di un baccello di vaniglia
1 albume
200gr farina integrale
1 pizzico di fior di sale


per il frosting/ripieno
200gr di Philadelphia a temperaturaambiente
80gr di burro morbido
50gr di zucchero a velo**


Mescolare burro e zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, poi aggiungere l'albume, poi la farina e il cacao, il sale, la vaniglia. Continuare a mescolare fino ad ottenere una palla omogenea, schiacciarla leggermente e metterla a riposare in frigo coperta per una mezz'oretta.
Con l'aiuto di un velo di farina (o mettendo l'impasto tra due fogli di carta da forno), stendere al mattarello dello spessore di 3-4 mm, tagliare in rettangoli con la rotella dei ravioli (grandezza a piacere, sui 5 x 7 cm di lato) e cuocere in forno a 180°C per 10-15' (occhio a non bruciarli se sono molto sottili e se sono stati impastati a mano, e quindi l'impasto è stato leggermente "scaldato").
Lasciar freddare i biscotti, poi farcirli con la crema al formaggio.
Si conservano in frigo (se ripieni), in un barattolo a chiusura ermetica se "normali".

*per chi non ama i dolci dolci, 120gr
**si potrebbe aggiungere secondo me un cucchiaino raso di cacao, a voler fare un "ton sur ton" ;-P


[p.s. se vi vengono in mente indirizzi di librerie dedicate al tema cucina in giro per il mondo, grandi o piccole che siano, se ne avete parlato nei vostri blog o se conoscete link o riferimenti, e vi va di segnalarlo, potete lasciare un appunto nel post precedente, poi io provvederò ad aggiornare l'elenco che si sta formando in calce al post di venerdì scorso]



venerdì 13 gennaio 2012

gourmande, comme une librairie! ;-P

o delle piccole tappe parigine #1

Sì, lo so che su questo blog si è parlato di Parigi in lungo e in largo.
Tra tutti questi post parigini però, a ben guardare, manca un luogo che le food-blogger conosceranno benissimo e che io, faccio ammenda, non avevo mai visitato.







Si tratta di una libreria specializzata in gastronomia, enologia, libri antichi e moderni sull'argomento: la Librairie Gourmande,  92/96 rue Montmartre, 75002 Paris.
Un posto speciale e veramente favoloso, che già per statuto si configuara come una specie di paradiso per le cookbooks addicted: settori grandi chefs, cucina dal mondo, libri di formazione (dalla decorazione, alla formazione boulangerie/patisserie, all'HACCP alla tecnologia culinaria!), letteratura e sociologia, enologia, moda, salute, fino ai libri di cucina stranieri.. 
Se poi a questo aggiungiamo la gentilezza della signora che la gestisce e di tutte le ragazze che vi lavorano, beh, allora diventa anche uno di quei posti in cui vorresti stazionare almeno un'oretta al giorno, più o meno  per tutti i giorni. =D

Io sono stata brava e ho comprato solo 3 libretti. In particolare cercavo (e sapevo che lì lo avrei trovato) il libro della mia amica Edda, che è bellissimo e del quale presto vorrò parlarvi!!!

Girando tra gli scaffali, avevo a volte la strana sensazione di percorrere con gli occhi la mia libreria, ma questo è un segreto che non ho detto a Monsieur Patou, che pazientemente sopporta le caterve di libri sul tema che circolano per casa e che altrettanto pazientemente mi aspettava fuori, al piacevole freddo parigino dei giorni tra Natale e Capodanno...

Domandine di fine post....

  1. Conoscete librerie del genere o simili in Italia? Anche piccine van bene, anzi, quasi di più! 
  2. Ne conoscete di sparse per il mondo?

Se vi va di segnalarle o avete scritto post dedicati mi piacerebbe lincarli qui in calce, in modo di avere uno spazio dedicato e consultabile, "pronto all'uso" prima di qualsiasi spostamento/viaggio alla ventura.... :)


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aggiornamento del 15 gennaio 2012


libri di cucina intorno al mondo (da aggiornare man-mano grazie alle vostre segnalazioni)

londra: books for cooks (qui le parole di qualcuno che lo conosce bene! ;-))

lione: in cuisine

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Altri post e foto parigini su vanigliacooking:






mercoledì 11 gennaio 2012

biscotti digestives????

sì, loro.
cioè, loro, ma nella versione all'avena...
buoni, sani da una parte e burrosi dall'altra, l'ossimoro fatto biscotto, un po' come questa tortina superbuona qui... =D

la ricetta viene da qui, io mi sono limitata ad utilizzare il cruschello d'avena al posto dell'avena passata al mixer... :-)





ingredienti

100gr di farina integrale
100gr di cruschello d'avena
100gr di burro demi-sel (io lo avevosolo normale, ho aggiunto un pizzico di mezzo sale), morbido.
50gr di zucchero di canna
un cucchiaino di polvere lievitante
2 cucchiai di latte

Mescolare tutti gli ingredienti secchi,aggiungervi poi il burro morbido impastando con la punta delle ditafino ad ottenere un composto bricioloso.
Aggiungere il latte ed impastare finoad ottenere una palla compatta.
Schiacciarla leggermente e riporla infrigo almento 15'.
Passato questo tempo, preriscaldare ilforno a 180°C, stendere l’impasto a tre millimetri di altezza;aiutandovi in caso con un velo di farina sulla spianatoia e sulmattarello, poi tagliare con tagliapasta del diametro di circa seicentimetri.
Infornare per 10-15' o finchè ibordi non saranno leggermente dorati, togliere dal forno e appenasaranno abbastanza solidi, far raffreddare su una griglia.(mangiare! o conservare in un sacchettino "salvafragranza").



lunedì 9 gennaio 2012

manzo saltato all'arancia

[con riso basmati]


Bonjour!!!!!
Eccoci, le vacanze natalizie possono (sigh) definitivamente considerarsi concluse, ed oggi praticamente tutti riprendono le proprie attività.
Direi che un po' di proteina, per mettersi in forze, male non ci sta... :)

Come sapete non è che io impazzisca per la carne. Sì, la mangio, ma quasi più per dovere che per piacere. Però questo è un piatto speciale, è superbuono, saporito e "colorato".
Viene da un libro di Martha Stewart che io associo alla cucina di tutti i giorni in famiglia, però con quel qualcosina in più che ti fa salvare la faccia da foodblogger quando non hai tempo di cucinare e devi nutrire i tuoi cari che sanno cosa cucini per il blog e cosa fotografi e che di fronte ad un piatto di lenticchie lessate di stracorsa (mentre per esempio ti sei scapicollata a fare una tarte meringuée da fotografare la mattina dopo, che è tanto buona ma magari loro prima vorrebbero pure mangiare una cena) ti guardano amorevoli e pazienti.
Ma non è che uno può contare proprio sempre sull'amore e la pazienza, meglio non tirare troppo la corda, che sì, le torte al cioccolato sono una mano santa per farsi perdonare, ma quando queste cominciano a gironzolare troppo per casa, poi magari c'è il rischio che qualcuno si abitui, e così poi allora so' cavoli.. ;-P

Dunque dicevamo: ritorno alle attività, quelle "normali" di tutti i giorni, quelle in cui Clark Kent indossa gli occhiali da vista (e non la tuta aderente blu con la super ESSE notturna con cui si accinge a sferruzzare e cucinare), necessità di proteine, necessità di cucinare decentemente e in poco tempo quasi tutte le sere, libro di Martha Stewart.
Ve ne devo aver già parlato da qualche parte, si chiama A tavola in 30 minuti e tratta 250 ricette salva-pranzo (nel mio caso salva-cena). Lo avevo acquistato a gennaio 2010, nell'ambito dei "buoni propositi culinari dell'anno", che comprendevano una cucina un po' più concreta, carnivora, quotidiana (salva-matrimonio insomma!), ed in effetti finora è stato usato sempre per ricettine di carne (non so se ricordate questo petto di pollo croccante: è favoloso anche se la foto non è che lo comunichi un granchè), e sta funzionando.
Mentre il pollo appena citato è perfetto per mariti, figlioli, nipotini a cena (beh, sempre che amino le albicocche secche!), insomma cene familiari al completo, questa carne sale di posizione ed io mi arrischierei pure a metterla nel menù di una cena tra amici.

Io vi metto la ricetta, magari se vi va voi potete dirmi con cosa la abbinereste! Per "casa" ve bene anche così, a me sembra un pasto molto completo per via del riso.... magari qualche verdura associata/associabile?

Attendo consigli.

Baci, buon inizio, vado con la ricetta

ingredienti - per 4 persone
3 arance (non trattate)
2 spicchi d'aglio, tritati
2 cucchiai di salsa di soia
1 fetta da 700gr di controfiletto di manzo (io ne ho preso un mezzo chilo e devo dire che per 3-4 persone vanno bene, regolatevi da voi), tagliata a strisce spesse 1,5 cm
1 cucchiaio di maizena
1-2 cucchiai di olio (la ricetta indica "canola" ma io sono andata di Extravergine di Oliva)
6 cipollotti, la parte verde, a pezzetti di 2,5 cm

Grattugiare la scorza delle arance e spremere il succo di una di queste, aggiungere aglio e salsa di soia e tenere da parte.

Pelare al vivo le arance restanti e tagliarle trasversalmente a fette spessa di un cm e mezzo, poi tagliare le fette a metà e tenere da parte.

In una terrina infarinare leggermente la carne con la maizena, poi scaldare 1 cucchiaio di olio in una ampia padella antiaderente a fuoco alto.
In più volte,e aggiungendo olio se necessario, aggiungere il manzo da ogni lato per 3-5 minuti, trasferendolo poi in un piatto.

Versate la miscela a base di arancia nella padella in cui è stata precedentemente cotta la carne, cuocere per un minuto circa finchè questa non avrà una consistenza sciropposa, poi rimettere il manzo nella padella, aggiungere le fette di arancia e i cipollotti e far rosolare mescolando finchè il tutto non si sia riscaldato e condito.

Servire caldo con riso thai o basmati semplicemente lessato.




giovedì 5 gennaio 2012

cose soffici 2/2: freddo + lana = sciarpa

C'è un problema, che poi non è un problema, visto dalla giusta angolazione si intende... :-P
La tendenza seriale di Vaniglia a fare le cose.
Che, finchè si tratta di muffin, biscotti, quiches, marmellate e pani va pure benino. Sì, insomma, quelli si mangiano, no? Ma poi quando questa serialità si riversa nelle produzioni lanose, allora sì, forse la cosa si complica un po'.... :)
Però no, giuro di non essere pericolosa!
Al limite un po' molesta nei confronti dei miei cari...
Prima li affogo di astuccetti di lana rivestiti di stoffette a fiori, poi invado la casa (anzi, LE case, comprendendo pure quella dei miei genitori) di gomitoli, poi attacco con la produzione di sciarpe e torturo tutti con le larghezze ottimali, le lunghezze, i colori.
Poi coinvolgo mia zia e mia mamma (loro sì che sanno fare magistralmente le cose, taglio, cucito, ricamo, uncinetto, tappezzeria!!!!) nelle realizzazioni dei prototipi, e nello "studio" (da parte mia) delle basi, poi le sorelle (ma fra poco pure le cugine, ci sto lavorando...XD), costringendole ad uscire al freddo e al gelo per farsi fotografare con le mie amate sciarpe nuove... :)
Una vera (però amorevole e très amusante) rompiscatole!!!
Ho deciso di mettere alcune (perchè in effetti ne ho fatte un po') di queste sciarpe su Etsy, nello shop online di Vanigliacooking: inizio con quella soffice a maglie larghe, di tre diversi colori "basici", ovvero bianco (leggermente panna), grigio e nero. Ho visto il punto la prima vota navigando online (lo usa per alcune sue creazioni Giuliano Marelli), poi ho scoperto che si tratta di un punto usato e conosciuto dalle persone del giro (;-P), e poi consultandomi con mamma l'ho usato per realizzare queste soffici, coccole sciarpe.
Sì, a pensarci un attimo si potrebbe dire che il tratto distintivo delle produzioni della Vaniglia (a 'sto punto oltre che seriale pure mitomane) sia il senso della coccola: alla fine tutto quello che si realizza in cucina, sia che esso sia una zuppa sia che esso sia un astuccetto di lana, deve per me essere come una specie di premio per l'anima, qualcosa che mi calma, che mi aiuta a riprendere contatto con la manualità magari dopo parecchie ore passate al computer...
E' così bello, no?
Trovate le sciarpe, e gli astuccetti, e tutto (gulp!) quello che seguirà, QUI.



mercoledì 4 gennaio 2012

cose soffici 1/2: panini dolci alla zucca

Iniziamo comodi, e morbidi.
Io adoro questi panini. Li adoro, ma proprio tanto! XD
Sono dolci, morbidi, facili da fare (con pasta madre o senza), e confesso mi piace troppo l'idea di cuocerli "vicini-vicini", per poi dividerli spezzandoli con le mani.

Quando cucino la zucca al forno, magari per un risotto, o per dei muffins, per ottimizzare (tempo ed energia elettrica), a volte mi capita di mettere tutta la zucca che ho in forno, e decidere solo in un secondo momento cosa farne (discorso diverso invece per le vellutate ;-))...
Questa è la ricetta perfetta: riduco la zuppa cotta in purea, faccio due proporzioni (sarà servita a qualcosa la matematica che mi è toccato studiare, a volte i miei post-it-ricette sembrano le lavagne della serie TV Numb3rs, anzi confesso che nel progettino della cucina dei desideri non mi dispiacerebbe una roba del genere... dite che nel 2012 mi sono svegliata mitomane? XD), imposto un panetto alla zucca, così facciam fuori anche un po' di pasta madre! :)

Vi metto dunque la mia versione con PM (qui invece trovate quella con lievito di birra), dalla quale ho ottenuto 9 panetti disposti 3x3 in una teglia quadrata da 22 cm di lato, più un pane (a forma di pancarrè) cotto semplicemente in teglia rettangolare lunga sui 24 cm, e poi tagliato a fette.

ingredienti
150gr pasta madre a temperatura ambiente
120gr latte tiepido (no caldo)
500gr farina di forza
300gr + 100gr farina 0*
60gr burro fuso
80gr zucchero
vaniglia (i semini estratti da un baccello)
300gr circa di purea di zucca (circa il doppia pesata con buccia prima della cottura)


Mescolare la purea di zucca con lo zucchero e vaniglia. Sciogiere a parte il lievito madre nel latte tiepido, poi aggiungere la farina (lasciarne da parte 100gr) e un pizzico di zucchero. Iniziare a impastare aggiungendo al composto di lievito e farina, manmano, la purea di zucca con lo zucchero e il burro fuso.
A questo punto aggiungere man-mano i restanti 100gr di farina, se serve: il composto deve risultare elastico, omogeneo e morbido.
Lasciar lievitare sulle 4 ore (o finché l'impasto non ha raddoppiato il suo volume) al coperto, in un luogo tiepido o la riparo da correnti, tipo il forno spento con la lucina accesa, poi farne delle palline da 4cm circa di diametro da metterle nella teglia a circa 1 cm di distanza (io avevo una teglia piccola, quindi ne ho fatte 9 e ho messo il resto in uno stampo da cake, ma si possono usare anche teglie più grandi o direttamente la teglia del forno e ridurre tutto l'impasto a pallette).
Far lievitare ancora almeno un paio d'ore (anche qualcosa di più, molto dipende dalla temperatura ambiente e dall'umidità dell'aria), spennellare con poco latte (facoltativo), poi cuocere a 180°C per 20'. Sono buonissimi a colazione con marmellata di albicocca, o di zucca (o di prugna!!!), e si mantengono morbidi qualche giorno.


______________
* partire da 300gr ed aggiungere manmano





lunedì 2 gennaio 2012

buon anno di...

Che tutto quello che amate fare (anche quello che ancora non sapere di amare! ;-P), e che tutti coloro che amate, possano riempire il vostro nuovo anno, come e più del vecchio, appena passato...


Buon anno di torte e nastrini per confezionarle e condividerle, profumo di castagne arrosto, di paesaggi di mare e di montagna, di comfort food, di cibo biologico, "vicino" e mai sprecato, di chiacchiere al mercato o di ricette scambiate dal fruttivendolo o alla fermata dell'autobus, di piccole grandi golosità, di cibi soffici lievitati naturalmente, di cibi saporosi e mangiati gustosamente, di frutta da sbucciare e sporcarsi le dita di succo, di panna montata, fiori, ovunque, anche fra i binari del treno, di lana pizzi e merletti, di cioccolata calda.

E di alberi. E foglie. Da salutare ogni mattina andando al lavoro, a scuola, a casa!




A tutti, ancora, un buonissimo 2012!!!
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