venerdì 31 agosto 2012

fine agosto: pesche, lamponi e ancora qualche chiacchiera




Agosto è agli sgoccioli. Ma proprio alla fine.
Non so cosa mi prende, perchè io sono una che ama l'autunno (ma tanto tanto tanto), eppure quest'anno mi viene un po' di nostalgia al pensiero della fine dell'estate (cosa che in effetti contribuisce all'atmosfera un filino crepuscolare dei mesi che stanno per arrivare, rendendoli ancora più belli).
C'è infatti un particolare momento del mese di settembre che appartiene anche agli ultimi giorni di agosto (a seconda delle "temperature disponibili"), che mi fa pensare a campagne verdi e che sanno di aria umida, al piacere di reindossare golfini leggeri (magari color panna, magari traforati, magari anche un po' retrò, dopo gli sgargianti colori estivi) sulla pelle ancora abbronzata, a sedie di vimini in giardino o in casa, alla raccolta degli ultimi frutti selvatici e a piccoli progetti domestici per l'immediato futuro autunnale, come ricavare una tendina ricamata da un vecchio vestito, iniziare in golfino ai ferri tutto per sè, fare spazio nella dispensa alle nuove conserve di frutta e verdura...
Settembre è anche il mese in cui con mia sorella piccola (quella delle foto, quella dei disegni che si trovano su questo blog ;-)) facciamo la nostra listarella dei buoni propositi.
Io ne ho tanti, per questo autunno, e in cima alla lista c'è quello, che perseguo ormai da anni con l'illusione (magari anche un po' vera) di migliorare ogni settembre un po', di non farmi trascinare, stressare, alienare dai ritmi e i pensieri che spesso mi "sbatacchiano" nel corso dell'anno lavorativo, e salvaguardare il più possibile questo spazio virtuale, che ormai non lo è più così tanto, in modo che poi lui a sua volta abbia il potere di salvaguardare me. Insomma, io curo il blog, ma è un p' come prendermi cura di me stessa perchè il blog a sua volta mi fa da schermo, rifugio, riparo, rispetto agli avvenimenti a volte stancanti della quotidianità.
Anzi, sarebbe forse ora di fare un passetto fuori dal blog (fare ANCHE un passetto fuori dal blog!), e cominciare a capire quanto in effetti della mia vita lavorativa (di quella non retribuita intendo, come tutte le cose che rientrano ancora solo nella passione personale) questo assorba, e se abbiamo le gambe abbastanza lunghe per fare un tale passetto! ;)
Ad ogni modo, tanto per cominciare e per concretizzare questi buoni propositi, un paio di cosette mi sto impegnando a farle.
E dato che siamo ormai a settembre potrei anche raccontarvi un po' (per la versione illustrata vedere figure nella colonna di destra! ;-))

La prima notizia riguarda la mia collaborazione con Honest Cooking, il food magazine internazionale che immagino voi tutti già conoscete e al quale sono orgogliosa ed entusiasta di contribuire da settembre in poi!

La seconda notizia riguarda invece nientepopodimeno che la mia partecipazione al Food Blogger Connect 2012 che si terrà a Londra nei giorni 28, 29 e 30 settembre, e per fare la qual cosa Vaniglia, che notoriamente non ha mai masticato più di mezza parola di inglese (mai studiato e manco mai accarezzata l'idea, fino al giorno in cui la sottoscritta, tutto merito di tale amica Juls ;-), non ha avuto la balzana idea di iscriversi a questo evento tanto bello quanto, per me, terrorizzante), dai primi di luglio sta studiando ininterrottamente tale lingua, sperando di poter per fine mese spiccicare almeno una parola in croce su se stessa, ma soprattutto di comprendere quanto si dirà nel corso delle conferenze!!!

Ecco, ve l'ho detto.
Queste le cose che bollono in pentola. Se penso alla mia vita parallela (anzi, a quella "vera", quella quotidiana di lavoro e viaggi e sorelle e nipoti e cantieri e mail e telefonate), e poi a tutte le cosette che ho in programma di cucire o realizzare, e al blog da seguire e nutrire, veramente mi sento male... Però mi sento anche bene!

Non so come dire. Ho sempre quel viziaccio di mettere troppa carne al fuoco. Ma se non facessi così, rimarrebbe indietro tutto il bello...

Voi che ne pensate?

Oggi mi è scappato un post un po' lungo, ma non temete, da lunedì si riprende col lavoro e i soliti ritmi, e i post li scriverò come al solito di notte... Ce le scorderemo, 'ste lunghezze? ;-P





E cmq magari eravate venuti qui per una ricettina, magari piccola, giusto per sapere cosa dovete farvene di quella pesca e dei meravigliosi lamponi di fine agosto...
Ma un mitico smoothie, no!!!!

Con la solita ricetta rodata, per due bicchieroni grandi, frullare due pesche percoche con una manciata di lamponi, 2-4 cubetti di ghiaccio e un succo di frutta che secondo voi vi si addice (pesca, ace, arancia... io ho messo un succo di pesca uva e arancia...), o quello che avete.
Aggiustate, frullando, la densità del liquido, e bevete subito ;)

Io intanto aspetto che a Roma finalmente piova...

ps. ah, dimenticavo, come compitini delle vacanze, oltre a mettere un po' in ordine l'indice delle ricette, mi ero ripromessa di creare una paginetta dedicata alle PR... Ed eccola qui, ci trovate tutti i miei contatti, ovviamente nella migliore tradizione del chiacchiericcio di cui sono capace (no, non ce la facevo proprio a limitarmi a mettere 5 link... vabbè, abbiate pazienza! ;))

mercoledì 29 agosto 2012

granita al caffè, con panna, brioche col tuppo e tutto il resto ;)


Dunque giusto lunedì scorso si raccontava della "parte casalinga" di queste vacanze estive, della voglia di "cibi" freschi alternata alle infornate notturne per far fare un gentile corso di ginnastica riabilitante alla nostra pasta madre.



Anzi, già che ci siamo, e dato che la cosa ha funzionato per due anni di seguito, posso pubblicamente dire che il mio modo per mantenere viva la pasta madre durante le vacanze estive è questo: poiché io sono una psicopatica e non mi fido nemmeno di me stessa, provo sempre la doppia via: iberno una piccola parte in un barattolino nel congelatore, e parallelamente, la sera prima di partire, faccio l'ultimo rinfresco, aspetto giusto cinque minuti affinché la pasta cominci a crescere - aspetto che la croce incisa sulla mia "palletta" si apra un po' - e metto subito in frigo in un contenitore a chiusura ermetica.
Quella in frigo regge bene sui 10, 12, direi anche 14 giorni (dipende credo anche dal suo stato di "forza" e di salute, e questo a sua volta dipende da quante volte siete soliti rinfrescarla...), mentre quella surgelata dura molto di più, direi fino a tre mesi?
Quella ibernata però, poi, ha bisogno di più rinfreschi per tornare in forma smagliante, cosicché io preferisco "estinguerla" manmano, usandola per una pagnotta, o una pizza, e mantenermi viva, vegeta ed arzilla quella tenuta in frigo, se è sopravvissuta (ovviamente dipende da quanto tempo dura la vostra vacanza).


Dunque vabè, il proposito giornaliero, trascinandomi per casa con la pressione massima a 20, era di non cucinare NULLA, al massimo servire a me stessa e a Monsieur Patou un caffè on the rocks intorno alle 16.00 (alla fine di Poirot, imperdibile appuntamento quotidiano du cui mi pare avevamo già parlato in occasione di altre vacanze ;-P).
Da quel caffè all'idea di una granita con lo stesso ingrediente il passo è stato breve, e dato che ci vuole veramente un attimo sarà mia cura provarla praticamente in tutte le salse, da qui alla fine dei tempi... :)
Poi, che non ci metti la panna?
E che non ci cucini una briochina siciliana per usare la pasta madre che sei costretta quasi quotidianamente a rinfrescare per farla riprendere dal sonno prolungato? (NB. occhio, io ho usato quella di frigo, quindi come dicevamo sopra quella meno addormentata delle due, già al terzo-quarto rinfresco dal nostro ritorno...)

Vi metto le ricette, appendetele sul frigo entrambe, quella della granita come salvavita dal caldo, e quella della brioche perchè è qualcosa di veramente strepitoso, in particolare se la state cuocendo di notte, e appena sfornata, e supersoffice, e calda, vi ricordate di avere in frigo un litro di latte di mandorla. Allora pensate, per dovere di food blogger o di cuoca, di doverne assaggiare un pezzettino, magari "pucciandolo" nel bucchierone di latte che intanto vi siete versati.
Da lì a farne fuori due tre senza pensarci è un attimo. Io, eroica, sono riuscita a fermarmi alla prima!


Brioches siciliane
ingredienti per 16-18 brioches
170gr pasta madre appena rinfrescata
150gr latte
530-550 gr farina (di cui, nel mio caso 400grammi di forza, anche se non mi farei problemi ad usare anche solo farina zero)
80gr zucchero
3 uova + 1 per spennellare
100gr burro morbito
1 pizzico di sale

Sciogliere il lievito madre mescolandolo con il latte.
Nell'impastatrice o sulla spianatoia mettere la farina con al centro le uova, lo zucchero e il composto di lievito e latte. Cominciare ad intridere la pasta e poi ad impastare. Aggiungere il burro morbido e continuare ad impastare, aggiungendo un po' (poco per volta) di farina o di latte nel caso l'impasto si presenti troppo morbido o troppo duro (io ho mantenuto l'impasto più morbido possibile, al limite dell'appiccicoso, ma deve comunque sempre staccarsi bene dalle mani o dalle pareti dell'impastatrice)**.
Aggiungere il sale, sempre impastando, alla fine.
Ricoprire con pellicola trasparente e lasciar lievitare 3-4 ore o finchè l'impasto sarà raddoppiato (con queste temperature diciamo si è avvantaggiati... ;)).
Dividere l'impasto in 2 parti, ed ognuna di queste in 3, ed ognuna di queste 3 in 3 (questa cosa mi ricorda troppo la barzelletta di Proietti sul cavaliere bianco e il cavaliere nero che io e Patou guardiamo in continuazione questi giorni sbellicandoci ogni qualvolta dalle risate).
Otterrete così 18 parti.
Formare con 16 di queste delle brioches, e con le restanti due parti formare 16 palline da appoggiare, una volta creatavi una fossetta pigiando con un dito, in cima alla brioche.
Far lievitare altre 2-3 ore o finchè non sono raddoppiate di volume, poi spennellare con l'uovo sbattuto con un goccino di latte, ed infornare a 200°C per 10-15 minuti.

[ps. L'ALVEOLATURA: quando cerco su internet ricette di lievitati vorrei sempre vederli anche dentro, salvo poi, quando mi trovo io a postare gli stessi, non metterne mai delle foto. Se volete vederla "spezzata", sta QUA)


**nb. le farine di forza assorbono una maggiore quantità di acqua nell'impasto, tenetene conto quando "agiustate di farina o di acqua" nel caso vogliate usare una sola di queste due farina




Granita o grattachecca???
Beh, nonostante io abiti a Roma già da un po', solo in questi giorni mi è venuto in mente di cercare di capire la differenza tra le due.
In sostanza, da quello che ho capito, mentre la granita (più recente ed "industruializzata") ghiacciando e poi grattando acqua e sciroppo (che conferisce il gusto), la grattachecca (più rara di questi tempi e tipica di Roma, si ottiene grattando una blocco di ghiaccio unico al quale poi viene, solo dopo, aggiunto lo sciroppo che le conferisce il sapore.
Chi ne sa di più?
E, per i Romani, sapete dirmi se esistono ancora dei chioschi che la producono??? ;-)

lunedì 27 agosto 2012

della fine delle vacanze, del caldo, e dell'acqua "saporizzata" ai frutti di bosco

Buongiorno a tutti e ben trovati!!!
Come vanno le cose? Come state? Come avete passato le vacanze?
Io bene, benissimo direi.
Sono scappata da una Roma calda e sono tornata (troppo presto per i miei gusti, ma che vogliamo fare, i viaggi alla fine sono sempre più corti di quanto vorremmo) in una Roma torrida.
I primi giorno sono stata K.O. Zero fornelli, un po' di crochet (mo-mò arrivano i nuovi colori, datemi tempo che posto tutto! ;)), enorme fiacca all'orizzonte.
Poi mi son detta "e se facessi qualche fotina al nulla che sto cucinando?". Non l'avessi mai fatto. I "qualche" si sono trasformati in gigabyte, e i nulla si son trasformati in pagnotte varie, chè toccava far ripijare la pasta madre (quella addormentata in frigo e quella ibernata in freezer, vistomai in 10gg qualcosa nella conservazione della pupa fosse andato storto) e quindi vai con le cotture al forno in notturna (non credo che cambiasse molto, era sempre veramente troppo caldo, e badate che io sono una che dorme con la copertina anche l'estate, tutte le estati!).
Insomma, tra una cosa e l'altra il tempo è passato velocemente, ed io ho fatto in pratica solo pochissime delle vagonate di cose che avevo in programma.
Prima di riprendere il tutto con i soliti ritmi serrati, ed in linea con le temperature che, insomma, non è che si siano poi così abbassate come i metereologi avevano tentato di farci credere, e per mettere in pratica una cosa a cui io credo fermamente, ovvero che la cucina (ovviamente nei limiti) abbia un grandissimo potere evocativo, ho deciso di ripartire col blog postando tutta una serie di ricette che hanno un sapore ancora un po' estive e vacanziero (e poi cosa c'è di più malinconicamente bello che il mare a fine agosto-primi di settembre?), un po' perchè, come appena detto, il caldo non accenna a placarsi, un po' perchè così attraverso queste ricette posso manmano raccontarvi pezzetti della mia estate, oppure giocare con voi a far finta che non sia affatto finita, e tornare a casa la sera e al primo assaggio (o sorso, come in questo caso) essere trasportata chissà ancora dove.... ;P

Iniziamo con questa, un must delle nostre vacanze, ovvero quella che Monsieur Patou definisce "acqua saporizzata al.... (ingrediente a scelta)". Flavored water, per dirla un po' più alla moda (che poi anche del capitolo "inglese", dovremmo parlare, nei giorni a seguire, a proposito di questa estate e di impegni futuri... ;-P

In merito alla ricetta di oggi invece, si tratta nientepopodimeno che acqua + ghiaccio + un sapore, ed una delle mie preferite in assoluto è l'acqua saporizzata ai frutti rossi....


Io procedo preparando in anticipo un tè ai frutti selvatici (per la precisione questo, ma voi potete optare per quello che preferite o riuscite a trovare al supermercato o nel vostro negozio bio preferito... :)), poi ci aggiungo uno o due cucchiai di sciroppo di ribes nero (anche qui, io ne ho uno biologico per puro caso, ovvero l'ho acquistato pensando fosse un succo di frutta, poi me ne sono versata un bel bicchiere - e già lì la consistenza mi era sembrata un po' strana - e poi, una volta bevuto a mo' di "ammazzalavecchia" e una volta incastonatomisi in gola per quella frazione di secondo in più del dovuto, ho capito che si trattava di uno sciroppo concentrato da diluire in acqua, ma voi potete usare quello che volete, alla peggio potete anche usare lo sciroppo di ribes rossi dell'Ikea, tanto per dire... ;-P), poi ci ho buttato una manciata di frutti rossi a scelta (io lamponi e more) e ho frullato brevemente.
Poi ho filtrato e fatto riposare in frigo.
Infine ho servito (doverosamente) con abbondante ghiaccio.
Super buono e dissetante!

E voi, ce l'avete un'acqua saporizzata preferita?


lunedì 6 agosto 2012

... le buone vacanze


[Immagine] by Irene_v © Tutti i diritti riservati

Le buone vacanze.
Le buone vacanze sono quelle della colazione sul terrazzo di casa dei tuoi, delle marmellate di frutta da fare a fine agosto, delle grigliate di pesce o dei gli spaghetti alle vongole al mare, e dei vasetti di conserva di pomodoro che fa la mia mamma.
Le buone vacanze sanno di sudore e fatica per arrivare alla pensione in montagna con lo zaino sulle spalle, per raggiungere un posto che i motori ancora non hanno conquistato ma le gambe sì, quelle lo conoscono da secoli. Sanno di stoffe di lino da cucire (e fili di mohair da lavorare!), di corse in bici, di libri da sfogliare (e da leggere!) in riva al lago, di nonne da raggiungere, di zie che sappiamo di essere diventate.
E poi sanno di aria.
Le buone vacanze sanno terribilmente di aria. Quella fresca di mattina, quella afosa del pranzo, quella piena di salsedine o di odore di resina. L'aria meravigliosa dell'odore di asfalto bagnato alla prima pioggia di fine agosto.
Le buone vacanze che mi auguro per voi sono un po' di tutto questo, più i sapori e gli odori (o le sensazioni), che vi va di aggiungere a questo accenno di elenco..
Come un'amaca, una bouganville, un albero di prugne selvatiche o un cespuglio di more segreto...
E aria strepitosa da respirare, dopo tanta fatica, e un anno così duro per tanti.
E un sussurro, a chi non può andare adesso in ferie con gli altri: stringete i denti, che una bella, anche piccola fuga ad ottobre vale ancora di più. E le città sono così belle quando suono vuote, d'estate...

Provo a lasciarvi anche una mappa di ricette secondo gli stati d'animo: ognuno scelga la sua, o quella che più lo fa sentire vicino alla sua idea di vacanze....


sono la reginetta della cucina
torta di mele, mandorle, sciroppo al vino rosso
torta come la Barozzi da Vignola
torta al semolino di Pellegrino Artusi
crostata di fragole (o frutta rossa) e crema pasticciera
polpette di melanzane

sono negata in cucina, quest'estate provo ad imparare, pian pianino..
pomodori al forno al finocchietto selvatico
spaghetti aglio, olio, peperoncino e pomodori secchi
torta perfetta al cioccolato

i fornelli non voglio vederli nemmeno per foto
smoothie alla ciliegia
smoothie kiwi, banana, ananas e lime
smoothie mango, albicocca, ACE
smoothie albicocca e banana
pinzimonio e verdurine croccanti
crostini ai fichi e caprino
insalata di albicocche, timo e mozzarelline di bufala
frutta gialla e gelato alla panna (una vera non ricetta!)

questa estate mi metto e faccio una torta elaborata (o che lo sembra! ;-P)
pavlova
torta alla guinness
chocolate buttermilk cake (+ la versione decò)

estate = pesce
crostini di pane al nero di seppia con ragù di polpo
branzino al forno al finocchietto selvatico
padellata di vongole
orata al sale grosso
insalata di polpo

oggi rimango in casa e preparo una cena per amici in giardino (in piedi)
blinis al grano saraceno
quiche allo scalogno caramellato
quiche di farro con pomodori verdi
torta salata con uva bianca e cipolle di tropea
miniquiche alle melanzane
miniquiches melanzane e gorgonzola
hummus di ceci e thaina home made
borek (revisitato alla barese)
freselle fatte in casa
tarallini al pepe
cake erbette e feta
cake ai pomodori verdi
biscotti salati alle olive taggiasche
farfalle al pesto di pinoli e peperoni verdi

la casa è una colonia di bimbi
il plumcake di quando eravamo bambine
il ciambellone della mia mamma
torta di mele soffice della mia mamma
biscotti al cioccolato (di Pierre Hermé)
Cookies con MOLTO cioccolato ( e MOLTO buoni)
bilbolbul

leggo libri, e basta!
libri sotto l'ombrellone (da leggere!)
libri in cucina (da cucinare!)
libri belli e impossibile (magari adesso che imparo l'inglese...)
libri anche per cucire, e per lavorare a maglia (o almeno per sognarlo!)

facciamo le conserve
olio al peperoncino
cipolline in agrodolce
confettura di uva bianca e mele
sughetto estivo in conserva
confettura di prugne e vaniglia
confettura di susine
marmellata di limoni
confettura di meloni

nostalgia della montagna:
torta di grano saraceno e mirtilli rossi
totrine ai mirtilli e avena

sentirsi come in un'isola
brioches al latte di mandorle

Per quanto riguarda questo blog... Non temete: un battito d'ali e sono di nuovo tra voi!!! Un abbraccio, vi lascio con un'immaginetta di quelle di mia sorella piccola, che forse qualcuno di voi conosce già...

Buona estate, a qualsiasi vostra immagine di estate somigli... ;)

venerdì 3 agosto 2012

venerdì pesce: insalata chic con gamberi, rucola e albicocche grigliate


Sto vivendo una specie di dualismo pre-vacanziero.
Da una parte sento il bisogno di andare un po’ in ferie (da ogni cosa) e mettere contestualmente (poco- poco, più o meno, in un modo o nell’altro ;-P) il blog, dall’altra solo ora (e dopo appena due mesi di caldo boia), il mio metabolismo (e quello del blog ad esso strettamente connesso) ha registrato che vorrebbe solo cibi freschi, succosi e molto vitaminici (tipo gelati, granite, succhini varii, insalate di frutta e verdura, centrifugati e via dicendo).
Però un tantinello di riposo serve a tutti, quindi qualche giorno di tregua all’interno di agosto possiamo pure prendercela…
D’altronde non credo che sia disdicevole postare un gelatino verso fine mese vero? ;-)



Per oggi, dato che venerdì = pesce (o crostaceo, ma la mia conoscenza del mondo marino evidentemente non è ancora così sofisticata ;-)), vado con una fresca insalatina a base di gamberi, albicocche grigliate e rucola (mamma mia che cose chic di questi tempi il venerdì! :)).

La preparazione è perfetta per un antipasto disinvolto (forse un po' troppo, io ho usato i gamberi già cotti), e al tempo stesso molto, molto di effetto, da fare ad occhio come ci sta piacendo tanto di questi tempi.

Per quattro persone servono:
20 gamberi crudi 
circa 8 albicocche belle sode tagliate a metà
un mazzetto di rucola
uno o due cipollotti freschi
sale, pepe, olio extravergine di oliva
uno spicchio d'aglio


Pulire e tagliare sottilmente i cipollotti. mettere da parte.
Pulire i gamberi mantenendone la coda, poi farli rosolare con un filo d'olio e lo spicchio d'aglio (io li ho ripassati un poco in padella anche se quelli che ho usato erano già lessati); salare e pepare, poi mettere da parte e lasciar grigliare le mezze albicocche nella stessa padella in cui sono stati cotti i gamberi, con la parte tagliata rivolta verso il fondo della padella.
In una ciotola mescolare i gamberi tiepidi, le albicocche calde, i cipollotti e la rucola.
Aggiustare di sale e pepe, condire con l'olio e mescolare bene.
Servire subito.


La ricetta viene dallo stesso numero di Marie Claire delle tartellette di qualche giorno fa... ;)



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