martedì 23 luglio 2013

pollo all'harissa della mia amica Barbara

In queste giornate intense e anche a volte un filino congestionate di fine Luglio, succede che a casa mia manchi il tempo per cucinare. Oppure addirittura anche solo per pensare alla cucina.
In tutto ciò, sto cominciando a notare che c'è un ingrediente, un cibo stesso, che ultimamente mi trovo a comprare spesso e che funge da vero e proprio paracadute per alcune cene volanti: il pollo.
Ecco, il pollo principe delle cene volanti! ;)
Questo che vedete viene dal blog della mia super-amica Barbara, anzi, vi dirò di più, la pasta di Harissa l'ho comprata al supermercato proprio insieme a lei, la mia Barbara, un pomeriggio di quelli eroici, in cui oltre a prepararci per una sessione di cucina di quelle extra-strong, abbiamo fatto la spesa insieme: due vere psicopatiche, che selezionano frutta e verdura ad una ad una, che addirittura si accucciano davanti allo scaffale insieme per scegliere quale pancarrè (confezionato) abbia gli spigoli migliori...
Beh, in mezzo a tutto questo c'è scappato anche il tubetto di harissa.
Come l'ho visto ho pensato "ci faccio il tuo pollo rosso, bebi... ;)".
Ed ecco a voi, la ricetta para-para (io ho solo un po' aumentato le dosi della pasta di harissa, lì per lì, mentre cucinavo e senza un motivo preciso...).
Risultato veloce e perfetto. Cometesbagli. ;)




Pollo all'Harissa
ingredienti
600 g di petto di pollo
1 cucchiaio di pasta di Harissa
olio, sale, pepe
coriandolo fresco*
1 o 2 cetrioli
150 g di yogurt greco

Tagliare il pollo a cubetti di circa 2 cm di lato, poi mescolarlo con la pasta di Harissa precedentemente stemperata in 3-4 cucchiai di olio. Salare e pepare e lasciar riposare almeno 10 minuti.
Nel frattempo preparare i cetrioli affettandoli molto sottilmente per il lungo con l'aiuto di un pelapatate, sistemarli nei piatti e condirli con olio sale pepe e qualche fogliolina di menta.
A questo punto rosolare i bocconcini di pollo su tutti i lati in una bistecchiera di ghisa ben calda, spennellandoli continuamente con il liquido della marinatura e girandoli per evitare che si abbrustoliscano troppo (quando hanno fatto le "righe" sono pronti! ;)).
Servire accompagnando con i cetrioli e lo yogurt greco.


*io ho messo qualche fogliolina di origano e menta freschi

lunedì 15 luglio 2013

gelées di vino di visciola



Ecchimeeee!!!
Ecchime.
Ecchime.

Ci sono.

Sana e salva. Più o meno.
Un po' stanca.
A chi mi ha scritto auspicando che fossi in vacanza e a chi ha pensato fossi sparita per un meraviglioso potenziale motivo inerente una qualsiasi forma di riposo, dico subito "no, manco pe'nniente": se sparisco per una settimana senza preavviso, il motivo è che sono letteralmente sott'acqua.
Puff, pant.
Sott'acqua.

Ovviamente però io vi penso anche da sott'acqua, e un paio di notti fa, anche se ero stanca morta per il sonno, ho pensato che a "metter su" una gelatina di vino di visciole non ci voleva poi mica tanto (salvo poi lambiccarmi il cervello già di per sé stanchino sulle dosi di zucchero, agar agar e colla di pesce...), quindi ecco qua, gelée di visciole per servirvi, giusto un poco dolci, quanto basta per farle diventare caramelle (per adulti ;-P) all'occorrenza, ripassate nello zucchero, o consumate così, "nature", assieme ad un pezzetto di formaggio stagionato o ad una fettina di salame marchigiano...
Perché il vino di visciola, si sa, è tipico delle mia parti ;-P, ed è così buono e vanta una tradizione così antica derivata dalla sapienza contadina marchigiana fin dal Medioevo che è stato istituito un Presidio Slow Food per preservarne e valorizzarne le modalità di produzione molto antiche.





Si tratta di un vino buonissimo, prodotto a partire da un'antica varietà di ciliegia selvatica (prunus cerasus), dal colore rosso scuro e dal sapore dolce ed acidulo al tempo stesso.
Queste gelatine, a parer mio, sono una bella pensata per poterne sentire il sapore ed il profumo anche in estate.

A voi la ricetta! ;)


gelatine di vino di visciola
ingredienti
500 g di vino di visciola
50 g di zucchero
10 g di agar agar
6 g di colla di pesce

Versare metà del vino di visciole in una pentola insieme allo zucchero e la seconda metà in una ciotola, in cui, a freddo, incorporare l'agar agar sbattendo con una frusta.
Portare ad ebollizione il vino contenuto nella pentola e a quel punto aggiungere il vino mescolato all'agar agar. Far rialzare il bollore, togliere dal fuoco ed aggiungere la colla di pesce precedentemente ammollata nell'acqua fredda e poi strizzata.
Versare il composto ottenuto un uno stampo quadrato di circa 22 x 22 cm.
Lasciar riposare per almeno 10 ore e poi tagliare in cubetti e servire.
I cubetti possono essere passati nello zucchero in modo da ottenere come dei bonbons. In questo caso è consigliabile farli asciugare un po' su carta assorbente (girandoli di tanto in tanto), utilizzate uno zucchero in cristalli grandi, e procedere in questa operazione solo all'ultimo, in quanto lo zucchero tende a sciogliersi.





venerdì 5 luglio 2013

waldorf, versione crostino

Continuiamo con la serie "voglia de cucina', saltami addosso", con una ricetta facile-facile, fresca-freschissima e soprattutto molto wellness, per questi giorni di estate ancora (per molti) alquanto cittadina!
Come al solito trattasi di una di quelle ricette che è molto più facile preparare che fotografare, e molto più veloce da fare che da dire (se non vi mettete in testa di prepararvi il pane da soli, lievitato naturalmente et cetera et cetera, come la sottoscritta ha avuto la brillante idea di fare... ;)) o forse il  quibus è tutto nella mia energia sempre più sparpagliata e sovraccarica che non vuole collaborare nell'arrampicata quotidiana sul davanzale con bottiglie di olio, pezzetti di scotte, forchette e forchettine, piatti e piattini...

Insomma, dicevamo, la ricetta balenga di oggi è un'insalata spetacciata su una fetta di pane (visto mai avessimo paura di non avere un adeguato apporto di carboidrati), che si fa semplicemente tagliando e tostando (ma anche tagliando e basta) qualche bella fetta di pane integrale ai cereali, spalmandolo di un po' di formaggio cremoso fresco, adagiandovi sopra qualche bella fettina (fina-fina-fina) di mela verde, qualche gheriglio di noce, pezzetto di roquefort o gorgonzola sbriciolato, miele di castagno e fogliette di crescione a finire. Se vi va condite con una vinaigrette di limone olio e sale.
Insomma, una specie di insalata Waldorf rivisitata e "rusticizzata" in versione crostino! ;)
Sapori decisi e sembianze delicate: l'estate è servita! ;)


lunedì 1 luglio 2013

orecchiette ai pomodori secchi, olive nere e formaggio fresco

E siamo a luglio.
Ormai ho una certa esperienza da blogger per dire che l'estate è davvero uno dei momenti più difficili per lavorare. Ossia cucinare, sistemare, fotografare, posprodurre, scrivere.
Io in genera arrivo a luglio che sono cotta, e non vedo l'ora di raggiungere il mese di agosto e le tanto meritate vacanze.
Poi che succede ad agosto? Che uno è rilassato e invece di dormire che vuole fare? Vuole cucinare! E poi, ovvio, fotografare...
E a quel punto mi domando davvero com'è fatta la mia testa, che fino ad un secondo prima vuole "il riposo" e che subito dopo dice "Riposo? Che bello, allora cucino un po'!".
Insomma, in questo ultimo difficile e stanco mese, un po' sulla scia delle gloriose passate "non ricette estive del lunedì" di un paio di anni fa, (ma più evolute, o forse meglio (?) dire più "paracule" in quanto meno smaccatamente "non ricette"), vorrei cimentarmi in quegli estemporanei accucchiamenti salva-cena che solo l'estate è in grado di regalarci e che a casa mia ultimamente si traducono in paste fresce combinate con quello che il frigo propone (o propina!).



Oggi, Care Amiche, per esempio abbiamo:

Orecchiette ai pomodori secchi, olive di Gaeta e formaggio fresco.

(il piatto è così estemporaneo che non era minimamente prevista nessuna forma di fotografia, e la fotografia è di conseguenza essa stessa così improvvisata che quei due rametti di origano fresco buttati là sono così fuoriscala rispetto alla coppetta da sembrare un paio di rami di castagno da palina...)

E cmq vabbè, mentre mescolavo aveva un ottimo odore, un ottimo aspetto, un ottimo sapore... Direi che  è andata bene com'è andata, ad avere almeno una piccola presenza iconografica a disposizione, perchè 'ste perle culinarie della blogger sfinita vanno assolutamente condivise... Vistomai possano fare comodo anche a voialtri, in queste serate belle-belle in cui di va soprattutto di starvene all'aperto fino all'ultimo... ;-)

Allora, per la pasta, per due, mettere a cuocere 250 gr di orecchiette fresche e nel frattempo prelevare un paio di cucchiai dell'acqua di cottura per stemperare circa 200 gr di formaggio fresco cremoso.
In un'ampia ciotola mettere 6-8 pomodori secchi sottolio tagliati a pezzetti, e una manciata di olive nere di Gaeta.
Scolare la pasta al dente, e versarla ancora grondante nella ciotola. Aggiungere il formaggio cremoso, mantecare bene, pepare, condire con un filino d'olio buono e qualche fogliolina di origano fresco, portare subito in tavola e gustare.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...