martedì 29 marzo 2016

Torta soffice di soli albumi e senza lievito, con farina di farro integrale, Mistrà e anice verde di Castignano

Come mi piace ri-iniziare slowly, dopo le feste.
Natale e Pasqua. E poi anche dopo le vacanze estive. Ma Natale e Pasqua di più.
Cibo, casa, riposo (poco o tanto che sia), e poi riprendere i ritmi.
Tornare qui, quasi intorpidita, sazia, ancora un poco addormentata e sempre col sorriso un po' ebete.
La ricetta che mi viene da fare (o rifare, o comunque proporvi), è spesso un dolce da colazione.
Un dolce essenziale, leggero, al limite del semplice che quasi vada necessariamente accompagnato con un vasetto di marmellata fatta in casa o anche con una spalmata di quella crema di cacao e nocciole tostate che non si può nominare (non si può nominare??? ;-)) ma che se avete voglia di farvela da voi magari senza olio di palma potete trovarla qui (;-P).
Quello di oggi è proprio così.
E' semplice "ma con quel quid", e vi piacerà se cercate qualcosa di leggerissimo da accompagnare ad un tè o una tisana, o, arricchita con marmellate e cremine di cui sopra, per una energetica colazione.

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Vi piacerà anche se avete degli albumi da riciclare, e nel mio caso erano solo 3 di uova belle grandi (quasi 120 grammi in peso), quindi ho usato uno stampo a ciambella di quelli piccini (diametro 20 cm), ma se avete più albumi potete comodamente scegliere un tradizionale stampo a ciambella "formato standard", e raddoppiare le dosi.
La torta si può riproporzionare anche a 4 o 5 uova, e secondo me cuoce bene anche in una teglia semplice (anche se l'altra ne facilita sicuramente la cottura), l'importante è che non sia troppo grande.

La consistenza è quella di un pan di spagna, solo che più pallido ;), arricchito dal sapore dell'anice e del Mistrà (una bevanda alcolica secca ottenuta dalla distillazione di alcol con anice e zucchero*), che gli fa eco (e che si può sostituire per chi vuole qualcosa di più dolce anche con l'equivalente peso della "cugina" Anisetta).
L'idea è arrivata così, pensando a casa (le Marche), e a l fatto che da noi il Mistrà si utilizzi spesso nei dolci, e che mamma dica sempre "mettici un bicchierino di Mistrà: aiuta la lievitazione".
Da questa frase sedimentata nella memoria all'idea di utilizzare solo albumi montati uniti a questo presunto "doping" per dolci il passo è stato breve!
Ovviamente si può realizzare anche con l'anice "normale", io ho scelto quello verde di Castignano perchè è un prodotto particolare che volevo utilizzare da tempo: io lo avevo acquistato a Montedinove direttamente dai produttori in occasione della festa della Mela Rosa dei Monti Sibillini (forse qualcuno si ricorda... Ne ho parlato qui, qui, qui e qui :)).

Si tratta di una pianta erbacea annuale originaria dell’Oriente, e coltivata oggi nel bacino del Mediterraneo (Grecia, Italia, Tunisia, Malta, Francia e Spagna).
Nel Piceno è coltivata prevalentemente nei Comuni di Castignano e di Offida, e il seme prodotto viene raccolto a mano nelle colline di Castignano: è ricco di profumi e sapori e pieno di dolcezza grazie anche all'esposizione dei terreni, al clima ventilato e al tempo stesso protetto, e alla particolarità dei terreni leggeri, ben lavorati e drenati che contengono una percentuale di anetolo notevolmente superiore a quella di altri siti.
Oggi la produzione è tenuta in vita grazie all'opera di alcuni tenaci agricoltori e dell'amministrazione provinciale.
Se siete interessati all'argomento potete trovare molte informazioni utili qui, qui e qui, mentre una menzione speciale va, per le parole e per una ricettina anche lei all'anice e che sempre di casa mi parla, alla mia amica Marina che qualche anno fa aveva realizzato questi splendidi tarallini dolci (Mari non lo sai che io vado pazza per i taralli ed è ora che io faccia outing ;)): io, ora che mi sono lanciata con questo ingrediente speciale, non perderò occasione per provarla il prima possibile!

Buona giornata dunque, buon lavoro, buona cucina e buon rientro a tutti (o buona continuazione/riposo invece a tutte le persone che in questo finesettimana lungo di festa hanno lavorato!)

Torta soffice di soli albumi e senza lievito, con farina di farro integrale, Mistrà e Anice Verde di Castignano
Ingredienti per uno stampo a ciambella da 20 cm
100 gr farina di farro
80 gr zucchero semolato
3 albumi grandi (circa 120 gr)
30 gr olio di semi di girasole o olio di riso
30 gr di Mistrà (o Anisetta)
1 cucchiaio di semi di anice (o Anice Verde di Castignano)
zucchero a velo per spolverare

Scaldare il forno a 180°. Imburrate e rivestite le pareti di una tortiera a ciambella del diametro di 20 centimetri. In una ciotola, con le fruste elettriche, montare a neve ben ferma gli albumi versando a pioggia e in tre-quattro volte lo zucchero semolato.
Continuare a montare e aggiungere i semi di anice al composto insieme al liquore e all'olio a filo.
Setacciare la farina e unite poco per volta il tutto agli albumi amalgamando gli ingredienti con una spatola mescolando dall'alto verso il basso con lenti movimenti circolari.
Versare il composto nella tortiera e infornare per 20-25 minuti.
Sfornare e far raffreddare la torta su una gratella prima di spolverare la superficie con dello zucchero a velo. Affettare e servire a piacere con marmellata o crema spalmabile.


giovedì 24 marzo 2016

menù di Pasqua: due o tre spunti... ;-P

Eccomi qua!
E' quasi Pasquaaaaaaa!!!!
Riflettevo sul fatto che quest'anno non ho una ricettina nuova per le feste, ma che tutto sommato, a guardare indietro, spunti per un menù pasquale ne abbiamo abbastanza...

Allora ho pensato di scartabellare ben bene nell'archivio blog (dato che l'indice delle ricette è alla canna del gas) e fare io stessa una cernita delle ricette che potrebbero fare al caso nostro per questi giorni di festa ormai alle porte (che bello! :)): dalla classica lasagna, al classico agnello, alle alternative vegetariane, alle frittatine per il lunedì di pasquetta, fino alle ricettuzze dolci (anche) per riciclare il cioccolato delle uova (ehm, se ce ne fosse bisogno..).

Ho messo alcune immagini per farvi avere un colpo d'occhio generale sulla cosa, altre (come quella qua sotto) le ho beceramente estratte del blog e sono ad una risoluzione raccapricciante ( :) ), altre infine (ma anche pre problemi di spazio), le ho dignitosamente omesse.

Ma siccome le ricette sono tutte buone buone, quelle ve le sciorino a seguire, ognuna dotata di rispettivo link che si aprirà sulla pagina interessata.

Dunque io inizierei con le ricette "passe-partout", ovvero con il must di casa mia, la mitologica torta di formaggio della mia mamma, superveloce (è a lievitazione istantanea nb. ;-P), e ideale per fare un aperitivino a base di formaggi e/o salami altrimenti detta "dare qualcosa intanto in pasto ai commensali mentre tento di scolare la pasta" (e una delle mie quiche in assoluto preferite, ovvero quella di grano saraceno, kasha e broccolo romanesco!

Queste vanno benissimo anche per il picnic di Pasquetta, ma dato che difficilmente avanzano, vi consiglio di pianificarle "a parte". :)








Sempre sul tema pic-nic, io insisterei con uova, frittatine e compagnia bella, ovvero uno sformatino di erbette e piselli ed una frittata (superclassico!) con gli asparagi selvatici.

Se invece cercate qualcosa di più "impostato" per il pranzo, dunque, oltre alle classiche lasagne (qui i link per quelle strabuone di mia mamma con carciofi, o con asparagi), se come me amate i brodi ecco un paio di ricette tipiche che Marche e Romagna si litigano, ovvero passatelli (qua in foto in una versione alquanto primaverile e molto "eco", con le bucce delle carote bio tritate dentro) e pasta reale (o imperiale, a seconda delle zone ;)) in brodo.

Come aperitivo un po' meno rustico ma sempre molto sul disinvolto, io ci vedo un gran bene i fagottini di pasta fillo ripieni di caprino e zucchine.



Volendo invece proporre anche a Pasqua (o una delle sere dei giorni di festa) una vellutata (lo sapete che io sono una grande fan delle vellutate... :)), per il periodo quella di mela bieta e agretti ci sta benbene, mentre tra le mie preferite in assoluto (e per finire i legumi in dispensa prima dell'arrivo dei primi caldi), la mia super-preferita, ovvero quella alle cicerchie.

Poi, per il tradizionale agnello, di scelta ne abbiamo!

Primissima cosa, se vi venisse improvvisa voglia di pastasciutta, vi linco un ragout d'agnello che è la fine del mondo e che a pensarci bene anche due tagliatelline fatte in casa non ce le disdegnerei... :)

Se invece parliamo di secondi piatti passiamo dal classico agnello marinato alla menta, a quello con aggiunta di senape e su mattonella di patate al forno, alle versioni più "esotiche" al curry indiano (che se volete metterci du' patatine al forno un gratin ve lo potete sempre fare a parte ;-))




Poi ci sono le alternative verdi, proprio a partire dalle patate, ovvero uno sformato verde alle erbe (purée mousseline soufflée aux herbes, come dicono i francesi ;)), oppure il classico polpettone di verdura: vi linco qui la ricetta di quello ai fagiolini, ma potete farlo per Pasqua paro-paro con gli asparagi e poi fra due-tre mesi replicare con i fagiolini (i Liguri non me ne vorranno ;))

Ok, ora non mi resta che mettere un paio di insalatine, e una scelta (piiiiccola) di dolci, e stiamo a cavallo, direi che anche per questa Pasqua ce la siamo cavata.

Di insalate ne ho scelta una fresca con valeriana avocado, champignon e pancetta croccante, ed una tiepida con patatine novelle e il sapore piccante e fresco della stracciatella di bufala associata alla rucola (con noci).



Per i dolci infine, se vi va di panificare, qui trovate la ricetta del mio primo grande lievitato pasquale di tanti anni fa, ovvero la colomba a lievitazione naturale fatta in casa (uddìo che tenerezzaaaa), e direi che se ce l'ho fatta io allora (e se si hanno un po' di tempo e pazienza), sepoffa'.

Qua sotto invece vedete in foto gli hot cross buns, ovvero i piccoli panini a base di spezie ed uvetta che in Inghilterra vengono tradizionalmente cucinati il Venerdì Santo.

Se invece non avete tantissimo tempo e amate le tartes alla crema, vi consiglio questa super croccante frolla al kamut ripiena al lemon curd.



Poi ve ne metto un paio un po' "particolari", ovvero una torta completamente senza farina, né olio né burro, che va bene per gli intolleranti al lattosio o al glutine, oppure, sempre se amate la frutta a guscio e vi riesce di trovare ancora qualche clementina bio in giro, e non l'avete mai provata, dovete assolutamente rimediare con la torta di clementine e mandorle, perchè è buonissima (nb. intere e frullate nell'impasto ;))

Cosa manca?
Ahhh, ecco, le classiche per "riciclare le uova".
Non che a me sia mai capitato di doverlo fare, o meglio, da noi le uova spariscono in un battibaleno ed io i dolci al cioccolato qua sotto me li faccio sempre con la tavoletta, me nel caso voi ne aveste bisogno... ;-P

Ecco, un gateau au chocolat con parfait à l'orange per recuperare il cioccolato fondente, e il mio amato cake al cioccolato al latte e fior di sale per le colazioni di recupero di quello al latte!



Dunque, spero vi sia utile! Io mi sono divertita tanto a navigare un po' a saltelli a ritroso nel blog... :)

Ora non mi resta che abbracciarvi affettuosamente e augurare a tutti le migliori feste di Pasqua.

Baci baci

Rossella




lunedì 14 marzo 2016

Spaghetti con stracciatella e pomodori datterini (gialli) marinati alle erbe

Oggi a Roma c'è il sole ed io sto un po' come ci siamo lasciati la settimana scorsa, ovvero con una voglia enorme di primavera (ed estate, tipico mio strafare ;)).

Voglia di colori e di luce calda e brillante, e sorrisi quando un raggio di sole illumina il viso e ti accorgi che inizia a scaldare.
Poi comincio a vedere ovunque questi datterini gialli che fino a un paio di anni fa non erano così comuni ai banchi del mercato o al supermercato.

Ora, confesso, non mi ricordo se questi che vedete in foto sono locali o importati da qualche paese più caldo come presumibilmente i fagiolini di cui parlavamo venerdì scorso, ma siate indulgenti con me ancora solo una volta, perchè dovete sapere che 'sti pomodorini qua sono una di quelle robe un po' "fetish" per la foodblogger, che li guarda con cupidigia in foto per il loro bel colore, e che se per caso li incontra al mercato li accatta senza pensarci due volte, salvo poi scervellarsi a casa su cosa farci (certo, un'insalatina va sempre bene, un piatto completo con anche sgombro e mozzarella perchè no?).

Insomma, tutto questo per dire che ultimamente mi pare di vederli ovunqueeeee e che il loro sapore mi piace da morire, e che quindi ci ho fatto una super-pasta (la versione semplificata di un'altra superpasta dell'estate scorsa ;)).

Voi, se vi capitano a tiro, o se come me li avete notati e non sapete ancora cosa farci, appuntatevi la ricetta.
Oppure potete usare i pomodorini in conserva, anche questi ultimamente si trovano con molta facilità, oppure quando sono di stagione e al pieno del loro sapore potete acciuffarli e "imbarattolarli" da voi piuttosto facilmente.
Qualunque sia la scelta, vi assicuro non ve ne pentirete ;-)

Che poi la ricettina è facile e memorizzabile e potete "cacciarla fuori dal cilindro" in qualsiasi momento, dato che è una di quelle "sciuè sciuè", ovvero di quelle che "ci piace tanto non pesare" (e anche non penSare), e che forse anche per questo fanno primavera e ideuzze al volo.
Tutto sommato tanto al volo però non è, perchè per condire i datterini gialli io li faccio marinare un po' prima dell'utilizzo.
Direi qualche ora, ma io per non sbagliare e per farli insaporire li preparo la sera prima e li schiaffo in frigo.

Si tratta di una marinatura facile facile facile, uno la fa e intanto si porta avanti, e poi se il giorno dopo cambia idea, magari ci mette due foglie di rucola e una mozzarella di bufala e vi assicuro che è buona lo stesso ;-P
Allora vado.
Vado??

Sui pesi abbiate pazienza, diciamo che oggi vale il concetto.
Ricetta "concettuale" (ah-ah) in arrivo, dedicata alla mia amica e collega blogger e conterranea Elisabetta, che giusto poco fa mi ha commentato sull'ultimo post che ha tanto bisogno di rami fioriti, di aria fresca, di tregua e di un piatto semplice e coccoloso.

Spaghetti con stracciatella e pomodori datterini (gialli) marinati alle erbe 
ingredienti per 4 persone
320 g di spaghetti
1 o due grappoli di pomodori datterini gialli*
200 g di stracciatella di bufala campana
basilico
maggiorana fresca (con parsimonia)
timo
prezzemolo
olio extravergine d'oliva
sale

*freschi o in conserva

la sera prima (o qualche ora prima
Lavare, asciugare e tritare finemente le erbe (un paio di manciate di foglie di basilico, uno o due rametti di prezzemolo, un rametto di timo fresco e qualche fogliolina di maggiorana, o erbette a vostro piacimento).
Lavare e tagliare i pomodorini in due, poi, in un'ampia ciotola, condirli con le erbe e abbondante olio d'oliva, aiutandosi con le mani, "massaggiando" i pomodorini e schiacciandone qualcuno in modo da farne uscire il "sughetto". Aggiungere poco sale, continuare e mescolare (sempre letteralmente "a mano"), e riporre coperto in frigo se per tutta la notte o in un luogo fresco se per un paio d'ore.
Trascorso questo tempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, e scolarli al dente a ancora grondanti all'interno della ciotola con i pomodorini marinati.
A questo punto condire con la stracciatella spezzettata con le mani, e servire (ma soprattutto mangiare!) immediatamente.


Un bacio a tutti e buon lunedì!


venerdì 11 marzo 2016

Crostoni con hummus di fagiolini, ricotta, mentuccia romana e avocado.

Dai che ormai ci siamo.
Che è quasi primavera.
Che a Roma c'è il sole che ce lo fa quasi credere e i fagiolini cominciano a fare capolino al mercato.
E quindi eccomi qui, con questa ricetta semplice da un lato e super dall'altro, che, a dirla tutta, mi trattengo di postare da un po' troppo tempo.

Ce l'ho nel cassetto da un pochino perchè anche lei fa parte del pacchetto "come ti riciclo al volo il set stasera", ed è uno dei miei piatti di grande orgoglio.

Io l'ho fatta un mesetto fa perchè avevo dei fagiolini "ante tempore" per un lavoro, che noi siam come la moda ve'? Ci tocca anticipare le stagioni a volte, se si tratta di foto da consegnare, ma se si tratta di blog, siam lì che ci teniamo, uhhh se ci teniamo (ma fremiamo) a postarle.

Quindi ecco, oggi finalmente arriva questa che sarà un must Vaniglia primavera-estate 2016, sappiatelo (e anzi, "indossatela" anche voi!!! ;-P)

Trattasi di un hummus di fagiolini, è per questo che aspettavo che almeno si avvicinasse un po' la stagione (come dice Gianni nei commenti qua sotto ancora presto, ma voi tenetela da parte e resistete più di quanto non sia riuscita io! ;)), ed è da questo che nasce la ricettina facile e allegra che vedete qua sotto: crostoni con hummus di fagiolini, ricotta, mentuccia romana e avocado.

Detta così è già fatta.
Ed è buonissima.

Ci sta il piccante e leggermente agliato e limonato dell'hummus, stemperato dalla mentuccia che è delicate e ci sta bene giusto un pizzico, poi qualche cucchiaino di ricotta che rinfresca, qualche (ma non troppe) fettina di avocado che ammorbidisce il sapore del tutto in bocca, e il croccante e morbido al tempo stesso del pane buono tostato sotto.
Un filo d'olio, pochissimo sale, pepe e vai, noi siamo pronti per gli aperitivi che festeggiano le giornate ormai sempre più lunghe... :)

crostoni con hummus di fagiolini, ricotta, mentuccia romana e avocado
ingredienti
1 spicchio d'aglio
100 g di fagiolini
2 limoni
2 rametti di mentuccia romana
fettine di pane tostato
100 g circa di ricotta
qualche fettina di avocado
olio extravergine d'oliva
sale

Con un rigalimoni, prelevare la scorza dei limoni, ne spremerne il succo e tenere da parte.
Lavare e mondare i fagiolini, poi lesarli per 10-12 minuti in abbondante acqua salata, scolare e far intiepidire.
In un mixer tritare i fagiolini con l'aglio, il sale, il limone, la mentuccia romana e l'olio extravergine d'oliva.
Spalmare il pane tostato con la crema così ottenuta, poi aggiungere su ciascun crostino un cucchiaio di ricotta, qualche fetta di avocado, una o due foglioline di mentuccia.
Servire conditi con un filo d'olio, sale, pepe, e accompagnati da una birretta fresca.

martedì 8 marzo 2016

Vogliamo anche le rose (oltre che le torte... ;-P )


Torta con mandorle, lemon curd, yogurt greco e mascarpone, e un tè tra cugine per la festa della donna.

Io e mia cugina amiamo il mare.
Amiamo incontrarci al mare e fare lunghissime passeggiata sul bagnasciuga dritto e piatto dell'Adriatico.
A piedi nudi, d'estate, ma anche con un paio di ballerine che si riempiono di sabbia a primavera, o un paio di stivali in inverno.
Camminiamo fino a stancarci, al vento e all'odore della salsedine, e parliamo.
Conversare tra noi è un po' come parlare a noi stesse, ovvero fa sì che nel capire l'altra ognuna capisca anche sé. Un modo per fare il punto, per mettere le carte sul tavolo e snebbiare. Ma per farlo serve necessariamente il mare, ovvero quella linea dritta e piatta su cui cominciare a srotolare le cose una dietro l'altra, e la cugina (voglio dire, io per lei e lei per me), ovvero quella cosa che contiene in un'unica soluzione l'essere amica ed essere sorella, e che nel nostro caso ci completa quasi alla perfezione.




Mia cugina è scura di carnagione ed io chiara, lei nuota benissimo ed io a malapena mi tengo a galla, lei è metodica e razionale ed io irruente, lei severa (con se stessa, mica con me!) ed io indulgente, lei legge i libri ed io li cucino.
Mia cugina mi aiuta a mettere in ordine i pensieri (e a volte anche le emozioni), ed io lei, e spesso un pensiero o un'emozione, o qualsiasi altro pezzo di vita, non è "intero" se non è condiviso.
Quindi ecco, appena possibile io la raggiungo al mare, estate o inverno che sia; io cerco di andare da lei, se ho un attimo.

Quest'anno è iniziato bene, e abbiamo in tal senso avuto fortuna.
Vi ricordate infatti quella torta di cui vi parlavo proprio all'inizio di gennaio? Quella delle "prove tecniche"?
E vi ricordate invece anche di tre anni fa, quando sono stata al Grand Hotel di Rimini a cucinare per una iniziativa Batani Select Hotels?
Bene, quest'anno abbiamo bissato, ma al Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico.

Con la stessa formula di squisita e speciale accoglienza che ci aveva avvolte tre anni fa, io e Margherita (mia cugina, appunto :)), siamo state un paio di giorni di inizio anno presso la struttura dell'hotel per partecipare ad uno degli eventi che caratterizzano il progetto Riviera Good Life.






Nel nostro il tema era una ricetta da dedicare alla festa della donna, e quale occasione migliore, per me, dell'amata riviera e dell'amata cugina per festeggiare? (In anticipo, ma è una scusa per poter celebrare due volte una ricorrenza che come si dice spesso dovrebbe essere tutti i giorni dell'anno, no? ;-P)

Così la mia proposta è stata una torta, o meglio una torta da gustare insieme durante un tè tra amiche,  cosa che, se non tutto l'anno, se fossimo "brave", una volta ogni tanto potremmo impegnarci a fare sicuramente, per condividere con amiche, sorelle, mamme zie nonne e cugine i nostri sentimenti, i progetti, le paure le gioie e le incertezze, i successi e i semplici pensieri di tutti i giorni, ma anche, e soprattutto, un po' di sano vecchio gossip! ;-)

La mia mamma dice sempre che una volta le donne erano meno sole, ovvero che c'erano più occasioni (davanti al fuoco, davanti ad un tavolo a formare cappelletti, nei pomeriggi in cui si mettevano insieme a cucire parlando intanto tra loro mentre i bambini giocavano...) per parlare insieme.
Ed è vero che parlare aiuta tantissimo a ridimensionare le cose, o a sentirsi meno sole, in tutto!


Insomma, la torta di oggi è la mia torta da tè e da chiacchiera per noi donne, e siccome io non è che vada proprio pazza per la torta mimosa, ho pensato di prendere e mettere la mimosa (e anche una buona dose di rose (a buoni intenditori poche parole... ;)) direttamente sulla torta.

Per la realizzazione del dolce ringrazio in particolar modo il Grand Hotel Da Vinci che mi ha fatto trovare (oltre ad un intero pezzo della loro super accessorista cucina!) un vero e proprio fascio di rose gialle e bianche, ma soprattutto le mimose, che come immaginerete non sono facilissime da trovare i primissimi giorni di gennaio.

Vi ho messo una serie di scatti di quei giorni, sono il mio racconto fotografico (già promesso allora), e quanto ad inizio di questo 2016 i miei occhi curiosi guardavano in giro in questa città della Riviera bella anche d'inverno... 



Ah, e poi anche ci sono anche scatti della torta (purtroppo fatti con la luce che se ne era già andata quindi pieni di rumore di fondo, che, confesso, a me piace anche un po') ;-P), con relativa ricetta, oltre che qualche scatto (e qualche piatto! ;)) negli interni del nuovissimo hotel Da Vinci.

Un grazie speciale anche a Carolina, che come tre anni fa ha organizzato alla perfezione il tutto, e a Batani Select Hotel, per la impeccabile e impareggiabile accoglienza.

Per questa Giornata della Donna auguro a tutte che si avveri quanto prima la vostra passeggiata sulla riva con vostra cugina, in qualunque forma siano i vostri passi sul bagnasciuga (e soprattutto se assomiglia ad una fetta di torta assaporata assieme ad una tazza di tè fumante! ;-)).


Torta con mandorle, lemon curd e yogurt greco, mascarpone e rose.
ingredienti 
4 uova
180 g di zucchero semolato
120 ml di olio di semi di girasole
200 ml di latte di mandorle
200 g di farina 00
140 grammi di farina di mandorle
16 g di lievito in polvere + 1 punta di cucchiaino di bicarbonato
per il ripieno al lemon curd
4 limoni bio (la buccia)
3 limoni (il succo, 2limoni e mezzo se molto succosi)
150 gr zucchero
100 burro
4 uova intere
per la copertura
340 g di yogurt greco
140 g di zucchero a velo
200 g di mascarpone
qualche goccia di colorante alimentare giallo (facoltativo)
per la decorazione
6-8 rose bianche
qualche rametto di mimosa
qualche rametto di gipsofila

Preriscaldare il forno a 180° C.
Imburrare e infarinare uno stampo a bordi alti (Ø 18 cm).
Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Continuando a sbattere, aggiungere l’olio di semi a filo, la scorza grattugiata del limone e il latte di mandorla.
Incorporare poi le due farine precedentemente mescolate al lievito e bicarbonato e amalgamare bene.
Trasferire l’impasto nello stampo e cuocere nel forno già caldo per 45-50 minuti  (prova stecchino o lama di coltello).
Lasciar intiepidire per 10 minuti, poi sformare.

Far sciogliere a fuoco bassissimo in un pentolino a fondo spesso succo e scorza dei limoni, zucchero e burro.
A parte sbattere leggermente le uova, poi versarle nel pentolino, senza toglierlo dal fuoco, mescolando continuamente, finchè la crema non vela il cucchiaio.

Preparare il frosting battendo insieme con le fruste elettriche lo yogurt, il mascarpone e lo zucchero.
Aggiungere poche gocce di colorante alimentare giallo fino ad ottenere il colore desiderato.
Riporre in frigo.

Quando la torta è completamente fredda, tagliarla in due o tre strati a seconda dell'altezza o dei gusti, farcirla con il lemon curd tra uno strato e l'altro, ricoprirla di composto allo yogurt e mascarpone aiutandosi con un coltello o una spatola, poi decorarla con le rose e i fiori.

giovedì 3 marzo 2016

Smoothie ananas e zenzero con arancia e basilico

Arifacce, co' sto zenzero, penserete.
E avete ragione, in effetti!
Solo che lunedì mattina ero nell'affannosa fase della chiusura bagagli (con febbre raffreddore mal di gola, ma vabè, tralasciamo dettagli ;)) e alle ultimi attimi della questione svuotamento frigo-dispensa di cui vi parlavo proprio all'ultimo post, e sempre dall'ultimo post, mi restava un fondino di succo di zenzero (quello che si può fare a casa ma che comprato costa come la polvere di plutonio di cui si accennava ;)), 30 ml, più un paio di arance e un'intera ananas.
Allora mi è venuto in mente un estratto di cui sono golosissima e che prendo sempre l'estate a Senigallia in un posto che amo molto (di quelli che io e mia cugina andiamo di estratti detox e co. e mia sorellina piccola, poco più di vent'anni, yogurt crema di nocciole e cioccolato e nocciole tostate, beata gioventù ;-P <3 ).
Si tratta dell'estratto giallo che nonostante non sia esattamente di stagione, io amo moltissimo appunto: ananas, arancia e basilico.
Dato che non ho l'estrattore ho pensato vabè, schiaffo tutto nel frullatore e mi faccio uno smoothie, e in più ci metto quel poco di succo di zenzero che mi rimane così ingurgitiamo qest'ultima botta di vitamina prima di partire e chi s'è visto s'è visto.
Anzi, in ultimissimo ci ho messo anche una puntina di curcuma che ormai ci piace tanto, e che fa tanto bene.
Buono, devo dire che la trovata del basilico è davvero azzeccata, ci sta superbene.
Voi se avete l'estrattore provar con quello, io intanto vi metto la mia versione diciamo un po' meno sofisticata che potete fare tranquillamente con un frullatore.

Smoothie ananas e zenzero con arancia e basilico
ingredienti per due bicchieroni
1 ananas
il succo di 2 arance
30 ml di zenzero
una buona presa di foglie di basilico
acqua fredda qb
1 punta di cucchiaino di curcuma in polvere (facoltativo)

Spremere le arance e mescolarne il succo a quello dello zenzero. Tenere da parte.
Mondare l'ananas e tagliarne a pezzetti la polpa.
Versare nel cestello del frullatore insieme alla foglie del basilico e cominciare a frullare, aggiungendo prima il succo di arancia con lo zenzero, poi aggiustando di acqua fredda per regolarne la consistenza secondo i vostri gusti.
Aggiungere sempre frullando, a piacere, una punta di cucchiaino di curcuma.



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