venerdì 30 settembre 2016

Stecco velocissimo ai tre yogurt di Barbara Torresan

Quando ho saputo che Barbara aveva fatto un intero libro su gelati, frappé, affogati, sorbetti, granite, torte, ghiaccioli e mignon, momenti mi viene un colpo.

Ehehehh, questa settimana sta diventando una specie di settimana dell'outing, perché se per le polpette (prima dell'arrivo del libro di Barbara) facevo un po' resistenza, coi gelati, allora sì che in quel campo la mia testolina si chiude completamente.

Ci sono ben due motivi per cui i gelati mi terrorizzano:
  1. Il primo è causato da una specie di sfiducia diffusa dovuta al fatto che spesso e volentieri le ricette che si trovano in giro sono spiegate a partire dall'idea che chiunque possegga una gelatiera, e chi, come me, non la ha, e non è scafato con questo tipo di preparazioni, fare il passaggio mentale gelatiera-no gelatiera, sembra già un gradino insormontabile.
  2. Il secondo è un fatto puramente funzionale dovuto al mio lavoro di food fotografa. Chi è "del ramo" sa benissimo quanto sia difficile fotografare un gelato, il soggetto forse più instabile che una macchina fotografica "food" possa trovarsi davanti (il semifreddo, nella fattispecie, e fotografato in agosto, ancora peggio perché ingloba maggiore aria e quindi scioglie prima, lo ricordo come una delle mie bestie nere... ;-))
Quando dunque ho capito che la Babs aveva realizzato questo libro (il titolo è Gelato chez moi), ho avuto finalmente conferma di quanto ormai da tempo stessi intuendo e vi accennavo nel primo post della settimana, introducendo la mia intervista a lei: la Babs è una tosta, una "quadrata", una vera professionista. Ed io la guardo con enorme ammirazione (ehm, questo credo sia trapelato ;-P).

Quindi ok, ho deciso di provare anche io questa estate, e per farlo ho iniziato da quanto di più semplice e alla mia portata di neofita, in fatto di gelati realizzati in casa, il libro potesse offrire: stecchi ai tre yogurt.

Così facili e veloci che quando li ho sformati, e poi assaggiati, quasi non potevo crederci di averli fatti io! Sì, è semplice yogurt, ma è anche gelato e ha un sapore "diverso" in questa forma!!

La ricetta è semplicissima ed è super consigliabile anche per realizzare una merenda per bimbi estiva, a partire da semplici yogurt senza aggiungere altro, solo per "vestirli" un po' diversi dal solito, e combinarne i sapori (cosa che ne arricchisce senza dubbio il gusto! ;)).

Io ho usato uno stampo per ghiaccioli ma Barbara nel libro, proprio per questa ricetta, usa bicchierini di carta (quelli da caffè per intenderci), a riprova del fatto che questi gelatine sono proprio alla portata di tutti!

Il libro è perfetto a mio parere per avvicinare a diversi gradi di "difficoltà", se così si può dire, anche una Vaniglia ice cream-impedita: dai ghiaccioli sullo stecco, ai frappé, ai sorbetti, agli strepitosi golosissimi affogati, fino ai gelati veri e propri dai vari gusti che accontentano il tradizionale e lo speciale (dalla vaniglia, alla stracciatella ("sbagliata", ovvero "invertita" ;-), al cioccolato, al caffè, allo yogurt greco con miele, fino al caramello e noci, alla torta di mele, al mont blanc, all'uvetta con rum, alternando ricette con e ricette senza lattosio e uova, e spiegando nella parte introduttiva come preparare gelati vegani e in generale dando indicazioni per tutte le preparazioni di base e per procedere sia con che senza gelatiera.

Insomma, per oggi, dal mio piccolo angolino, io vi trasmetto la super facile e veloce ricetta degli stecchi ai tre yogurt, ma aspettatevi altro, su queste pagine e da questo libro, perché son intenzionata a non fermarmi, nel mio cammino nel mondo dei gelati fatti in casa! :)

Gelato su stecco ai tre yogurt di Barbara Torresan
ingredienti per 4-6 persone
200 g di yogurt alla fragola
200 g di yogurt ai mirtilli
200 g di yogurt bianco cremoso

Suddividere lo yogurt bianco sul fondo degli stampini e riporlo almeno un'ora in freezer
Aggiungere un secondo strato di yogurt alla fragola e riporre di nuovo in freezer.
Aggiungere il terzo strato di yogurt ai mirtilli e lo stecchetto di lego e riporre in freezer per una notte intera.

Ovviamente questi super facili e veloci ghiaccioletti si possono personalizzare, io ho già in mente una versione tutta bianca con miele e granola, tanto per dire, e una versione bianca con pezzetti di cioccolato, o alla fragola con mescolate dentro fragole a pezzetti, insomma, sono la base perfetta e semplice per aggiustarcela addosso come più ci piace...

Buon finesettimana a tutti, e che il tempo sia sorridente come da poterci godere ancora uno o due gelatini così... ;)





mercoledì 28 settembre 2016

Polpette al latte di Barbara Torresan

Chi ha paura delle polpette?
Eheheh, chi ha paura delle polpette alzi la mano.
Io, per esempio.

Sulle polpette di casa Vaniglia ci si potrebbe scrivere un poema.
Un poema di quelli postmoderni però! Tipo pagine vuote, o scene di panico.

Nel senso che, ehm, ora lo posso dire, io con le polpette ho qualche problema di natura psyco.

Non so, ci deve essere davvero qualcosa che nella mia testolina non funziona, perché di piatti almeno un po' articolati ne avrò fatti in vita mia, no? Ma per mettermi a fare delle polpette (al polpettone ancora ci arrivo facile, ma le polpette sono un'altra cosa eh? ;))devo sempre fare prima i respironi, e concentrarmi, e pensare, e rimuginare, e aspettare che tutti i pianeti si allineino.

Così alla fine quando amici, parenti e conoscenti spesso ammaliati da qualche prelibatezza vista qui sul blog o in qualche libro da me cucinato, chiedono (timorosi) a un Monsieur Patou ospite alla loro tavola cosa vorrebbe mangiare, passano dal timido allo sbalordito alla sua risposta quasi immediata, che suona mooolto spesso così: POLPETTE AL SUGO.

Immaginate a questo punto quando circa un annetto fa (o poco meno), la mia amica Barbara Torresan (di cui trovate un'intervista fresca fresca proprio su queste pagine) mi ha chiesto se volevo partecipare, assieme a Giulia Scarpaleggia, Barbara Toselli e Martina Tribioli, al suo nuovo libro (allora) nascente, tutto dedicato alle polpette, alla sottoscritta quasi viene un colpo, anche se poi, si sa, le polpette sono facili e immediate da fare, e soprattutto, sono quel cibo speciale che ti risolve la cena e se hai dei pupetti da tenere a bada puoi anche arruolarli a "pallettare"...

Quindi ecco, per amor di amicizia, e perché, chi sa dire di no a due polpette?, mi sono cimentata, e con grande soddisfazione due mie ricette campeggiano nel meraviglioso ultimo libro di Barbara, di cui vi avevo accennato lunedì scorso, e che si chiama Tondo come una polpetta.



Ce ne sono una marea, per tutti i gusti. E questo libro è per me esattamente come Barbara. Rassicurante (e bello <3). Di quelli pensati per esser cucinati, per stare proprio in cucina.
Che devi salvarti la cena e puoi usarlo, che devi cibare i bimbi epuri usarlo, che hai un ingrediente in frigo da utilizzare e ne troverai certamente un impiego senza impazzire in preparazioni "sperticate".
Insomma, un libro di cucina per la cucina.

Il libro è suddiviso nelle sezioni Appetizer Finger Food & Street Food (tra i miei preferiti, assolutamente, i canederli, tutti da provare, e le polpette con il baccalà), Veg (le crocchette di broccoli! E poi quelle di amaranto e cicerchie... ;-)), Non Veg (tra cui ho adocchiato subito la ricetta di oggi, ovvero le polpette al latte, che se la battevano alla grande con gli spiedini di carne al cognac, che proverò a gretto giro!), Dolci (tartufi, cake pops, minikrapfen, e altro), più una sezione finale tutta dedicata a Salse e accompagnamenti.

Tondo come una polpetta è edito da Gribaudo-Feltrinelli.

Io, come già accennato, non ho inaugurato il libro con le polpette di pollo e tacchino al latte, ed ora passo a voi la ricetta!



Polpette di pollo e tacchino al latte di Barbara Torresan, da Tondo come una polpetta
ingredenti
150 g di carne di tacchino
150 g di carne di pollo
50 g di ricotta
1 uovo
1 tazza di parmigiano reggiano grattugiato
1 bicchiere di panna fresca (o latte intero)
pangrattato o fiocchi di patate (facoltativi)
1 cucchiaio di rosmarino e timo tritati
40 g di burro
sale, pepe

Macinare due volte la carne, in modo che sia molto fine
Metterla in una ciotola insieme ai formaggi e all'uovo: regolare di sapore, amalgamare e formare delle polpette (nel caso l'impasto si presenti eccessivamente umido, unire pangrattato e fiocchi di patate).
In un tegame far sciogliere il burro: quando sfrigola, versare le polpette e farle rotolare in modo che prendano colore ovunque.
A questo punto versare a filo la panna (o il latte), portare a ebollizione e lasciar cuocere a fuoco vivace fino a quando la salsa non comincerà ad addensarsi.
Spegnere il fuoco, profumare con timo e rosmarino, regolare di sale e pepe e servire caldissime.



lunedì 26 settembre 2016

Chiedilo a... Barbara Torresan (e un risotto alla milanese ;))

Bonzuuuurrrr!!!
Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi finalmente inauguro una nuova rubrichina.
Mi è venuta in mente quest'estate, ed è una specie di "costola" de I lunedì delle amiche, o meglio il mood è un po' lo stesso, ma fatto in modo meno... cioè più.. Insomma, come dire, più "completo".
Riflettevo infatti tempo fa di come tra amiche, tra colleghe blogger, anche alla distanza, si siano consolidati dei legami.
Ci siamo incontrate qui o su altri blog, poi viste di persona, in alcuni casi anche no, ma nel tempo le nostre esistenze sono andate avanti come in parallelo, incontrandosi e incrociandosi spesso, a volte aiutandosi, confrontandosi, confortandosi a vicenda, e secondo regole non scritte in un mondo (quello del food styling, della food fotografia, del blogging, della cucina e della scrittura) non sempre facile e al quale siamo approdate in modo diverso, e tutte seguendo una passione.

E quindi niente, ho pensato che oltre che affacciarmi ogni tanto nei blog di queste mie amiche e colleghe, o raccontarvi di loro attraverso una loro ricetta, sarebbe bello trovare uno spazio per chiacchierare non solo di cucina (o di fotografia), ma anche in modo un po' più personale, attraverso una mini intervista, e poi certo,  anche mettendoci ai fornelli e nei loro panni, o meglio nei loro grembiuli!

Per farlo mi sono lasciata ispirare dal vecchio format di una rubrica che ho sempre amato tantissimo e che viene dal settimanale D de La Repubblica.
Si chiamava Chiedilo a.., e sono delle domande brevi che di volta in volta vengono poste ad alcuni personaggi.
Io l'ho solo leggermente aggiustata "a nostra immagine e somiglianza", aggiungendo due o tre domande, e poi ho chiesto a Barbara se le andava di rispondere.

Inauguro questa rubrica nuova proprio con lei: Barbara Torresan (Chez Babs per gli amici ;)), che seguo con costanza (e molta molta stima) da quasi 8 anni (siamo coetanee di blog <3), ma ho imparato a conoscerla davvero (nonostante non ci siamo ancora mai incontrate di persona!!!) nell'arco degli ultimi anni, unite da progetti comuni, affinità elettive, consegne condivise, tirate in cucina fino all'alba e qualche telefonata fiume Roma-Milano.

Barbara è generosa, diretta, quasi tranchante nel suo modo di intervenire. E questo mi piace. E' un modo passionale il suo. Ma al tempo stesso è anche "tutta di un pezzo", quadrata, etica. Non ci pensa due volte a darti quello che ha, in termini di conoscenza e di aiuto fisico e morale, e queste doti di lei mi hanno letteralmente affascinata. Ha un carattere diverso dal mio, anche se con molte affinità, come dicevo prima. La passione, la costanza, la caparbietà.

Smetto di parlare perché come al solito ho esagerato  con le battute(e ammetto che mi sto anche un po' intimidendo),  e ora lascio la parola a lei (oggi post senza foto ma con ricettina finale, quella c'è sempre, ehhehe.. ;)), mentre un paio di altri appuntamenti in settimana sono dedicati a due sue ricette che mi piacerebbe farvi scoprire. Vengono rispettivamente da due ultimi suoi libri, Tondo come una polpetta e Gelato chez moi , e anche quello sarà un bel modo per fare quattro chiacchiere insieme (dato che mi cimenterò io a cucinarle e fotografarle! :))

Ecco l'intervista, a presto!!!

A 13 anni cosa volevi fare?
La fotografa. O la giornalista. Soprattutto viaggiare scrivendo e fotografando.

La tua vita in un'immagine. Chi sarebbe il fotografo?
Credo che punterei in alto, perchè questo fotografo riesce a tirare fuori il bello e le emozioni creando immagini meravigliose anche in momenti drammatici: Steve McCurry

Il vero lusso.
Il tempo. La serenità.

Cos'è oggi tabù.
La schiettezza. Non possiamo permettercela.

Fumo, droga, alcool. Com'è il tuo rapporto hai con loro?
Non fumo, non ho mai provato droghe. Mi infastidisce il fumo - anche se ogni tanto mi viene lo sghiribizzo di provare - e le droghe mi hanno sempre spaventato, non credo nel loro utilizzo. L'alcool... sarei astemia, ma ogni tanto mi concedo dei gin tonic davvero buoni e l'assaggio di vini eccellenti. Poi mi addormento :)

Ti reincarni in un uomo. La prima cosa che vorresti sperimentare.
Non saprei risponderti, non ho mai pensato di poter essere uomo.

L'ultima cosa prima di andare a dormire.
Leggere qualche pagina di un libro (o sfogliare Instagram)

Hai il potere per te per un giorno. La prima cosa che fai?
Cercherei di tutelare bimbi, nonni e animali. E i liberi professionisti.....
Probabilmente poi raderei anche al suolo chi ci "comanda"

Cos'hai imparato dalla cucina.
La pazienza.

Cosa ti tiene sveglia?
I pensieri per la mia famiglia o le idee e i progetti.

Il posto dove ti vengono più idee.
Non c'è un posto preciso. Le idee migliori le ho mentre sono in vacanza. Quando la mente è rilassata.

Musica nell'Ipod.
Urca: Jovanotti, Tiziano Ferro, Cremonini, Vasco e Mannoia, per cantare. Ludovico Einaudi e musica da piano per lavorare e rilassarmi. Jazz (John Coltrane su tutti) per occasioni speciali. E poi ascolto e apprezzo anche le canzonette commerciali che mi fanno canticchiare in estate. (adoro Fedez, si può dire?)

Cosa consideri sopravvalutato?
Il presenzialismo.

E cosa da rivalutare?
La vita privata, le lettere scritte a mano o con una vecchia Olivetti, le fotografie fatte con analogiche e rullini.

Affinità culinarie?
Il magico trio: tu Rossella, Barbara e Giulia. E, fuori porta: Jamie, Nigella, Martha, Donna, Eva di Adventures in cooking, Cook Republic, Deliciously Ella, Peter di Soulvaki for the soul e molti ancora

Cosa è per te fotografare?
E' una relazione ambivalente. Al momento LAVORO per almeno il 95% dell'anno.
Poi c'è quel 5% di amore e passione che, occasionalmente, mi ricordano che la fotografia per me è anche LIBERTA' e MEMORIA

Un libro dove abitare?
di Fannie Flagg: Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina
E' un libro ambientato in una campagna che regala serenità. Fannie Flagg è autrice anche di Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

All'inferno sei obbligato a leggere sempre lo stesso libro. Quale?
Un libro di poesie senza carisma.

La casa brucia. Cosa salvi?
la mia famiglia. e la fotocamera :)

Cosa di poco? Cosa di troppo?
Viaggi e scoperte. Impegni a 360°.

Se fosti una (tua) ricetta, quale sarebbe? E se fossi una mia? ;)
(la tua me la presti? la pubblico qua sotto... ;-P)
Sarei certamente un risotto. Meglio se alla milanese.
Una tua? Non ho ombra di dubbio: il dulce de leche. Spalmato su una fetta dei tuoi meravigliosi pani.

Risotto alla milanese
In una pentola capiente, sciogliete un bel pezzetto di burro, appena comincia a sfrigolare tuffatevi una cipolla bionda tagliata molto sottile e lasciarla imbiondire, poi il riso Carnaroli (al limite Vialone Nano) e fartelo tostare leggermente, sfumate con un buon bicchiere di vino bianco non eccessivamente secco e lasciate evaporare. In mezzo bicchiere di brodo tiepido fate sciogliere lo zafferano. Infine, aggiungete il brodo di carne (quello della nonna per intendersi!) ne aggiungo 1/2 lt circa per volta e mescolo poco, perchè ho scoperto che il riso troppo mescolato mi piace meno. A metà cottura unisco lo zafferano sciolto.
Dopo circa 15′ di cottura, assaggio, se serve allungo ancora col brodo, regolo di sale e abbondante parmigiano reggiano, una noce di burro e lascio, a fuoco spento, riposare qualche istante coprendo la pentola con un telo pulito da cucina.







Ecco invece a seguire le ricette di Barbara che sono state dedicate a questa settimana speciale! :)

Polpette di pollo e tacchino al latte
Gelato sullo stecco ai tre yogurt

giovedì 22 settembre 2016

Crumble con susine Regina Claudia (senza glutine e senza zucchero)

E' la notte del primo giorno dell'autunno 2016, ed io sono seduta sul divano con una grossa coperta addosso e il pc appoggiato sulle gambe.
Il lavoro in ufficio in questo periodo è particolarmente intenso, e stasera avrei dovuto fare un piatto e fotografare per un lavoro in consegna, ma sono arrivata a casa tardissimo e all'ultimo minuto ho deciso di no. Ho deciso che mi sarei fermata, e che  avrei guardato per l'ennesima volta Il Diario di Bridget Jones, commentando in differita via whatsapp con mia sorella (a certi film "da sorelle" non resistiamo ;-P).

In soccorso (o meglio a smuovermi dall'impasse di non postare da qualche giorno) è arrivato un post-it in cui avevo appuntato le dosi di un crumble che non vedevo l'ora di raccontarvi e che nel caos e nella stanchezza degli ultimi giorni avevo perso di vista in cucina, ma che all'improvviso ha fatto capolino, e allora eccomi qui: stasera facciamo le cose al contrario, o meglio al dritto, vi scrivo in tempo reale anche se è tardi, ma è ancora l'equinozio d'autunno, e questo crumble con le mie susine preferite era proprio arrivato il momento di metterlo.




Crumble di susine Regina Claudia senza glutine e senza zucchero
ingredienti per 4 persone
500 g susine Regina Claudia
il succo di mezzo limone
i semini estratti da una stecca di vaniglia
1 pizzico di sale
40 g di succo di mela concentrato (quello "denso", per capirci)
50 g di farina di riso integrale
50 g di farina di mandorle (mandorle tritate molto finemente)
50 g di burro

Preriscaldare il forno a 180 °C.
Lavare le susine e tagliarle a metà, poi privarle del nocciolo e disporle con il succo di limone, i semini della vaniglia e 15 g di succo di mela concentrato in una ciotola.
Mescolare e lasciar riposare per qualche minuto.
Nel frattempo preparare il crumble mescolando le farine e aggiungendo il burro a fiocchetti e i restanti 25 g di succo di mela succo di mela concentrato, e "pizzicando" poi il tutto con la punta delle dita fino ad ottenere delle briciole grossolane.
Versare le susine in 4 ramequin di terracotta o anche in una pirofila unica in modo da coprirne il fondo.
Coprire la frutta con le briciole e cuocere in forno già caldo, per 20 minuti o fino a che non diventano dorate.

Servire con una pallina di gelato al fiordilatte

E buon autunno a tutti!
(ps. in questo momento Bridget e Darcy si stanno baciando sotto la neve ;-P)



giovedì 15 settembre 2016

Vellutata di carote con zenzero, curcuma e latte di cocco

Buongiornoooo!

Allora. Non so come sia il tempo da quelle parti, ma al momento, qui nella Capitale un po' regge, un po' piove, un po' regge, un po' piove... Ed io, lo confesso, sto mettendo in atto tutta una serie di trucchetti:

a. per mantenere nel campo visuale (almeno nel piatto ;)) colori caldi, solari, (ancora) estivi
b. per avallare quella naturale predisposizione stiva a cibarmi di vegetali

In più, appunto complici le condizioni meteo (ancora caldo ma con punte di frescura serale), rispuntano in casa le amate vellutate.

Erano anni che volevo provare a farne una di carote e latte di cocco, e quindi, proprio grazie a questa condizione liminare di fine estate (fresco-color del sole-pizzico di piccante, e aggiungiamoci anche una botta di esotico e voglia ancora tanto di viaggiare), è arrivata lei, in modo quasi del tutto inaspettato, una sera a cena.. ;-)

Note:
Rimane "fresca" (forse per il cumino?) ed io la trovo perfetta per questi giorni, ma se da voi si muore proprio di caldo tenetela in serbo per una settimana o due, vi assicuro che vi sarà utile presto, come "vellutata di mezza stagione" ;)
Quando poi la "mezza stagione" sarà già bella inoltrata, ma ancora non vi va di mollare le super buone e benefiche carote, provate questa mia vecchia fiamma autunnale: carote, nocciole e rosmarino... Mi era piaciuta così tanto che ci avevo fatto anche un cake!
Insomma, questa esotica (e con l'aggiunta della portentosa curcuma), quella più nostrana, che non si dica che non ci vitaminizziamo anche a fine estate, qui... ;)

Vellutata di carote e cumino, con zenzero, curcuma e latte di cocco
Ingredienti per 4 persone
600 g carote
1 cipolla rossa
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino abbondante di cumino
½ cucchiaino scarso di curcuma
1 pezzo di radice di zenzero
pepe
olio extravergine d’oliva
1 lt circa di brodo vegetale
latte di cocco 200 g
prezzemolo
riso basmati bollito a piacere per servire

In un tegame far appassire la cipolla, l’aglio tritato finemente e lo zenzero grattugiato (o tritato finemente) in poco olio.
Aggiungere le carote mondate e tagliate a pezzettini, il cumino e la curcuma. Mescolare con un cucchiaio di legno e lasciar insaporire
A questo punto coprire le verdure con  il brodo e proseguire la cottura, a fiamma medio-bassa, incoperchiato, per una mezz’oretta scarsa o finché le carote non saranno tenere.
Una volta che la vellutata è cotta, frullarla col frullatore ad immersione, ggiungere del brodo caldo se occorre, per regolare di consistenza, e unire il latte di cocco.
Servire calda (ma a mio parere è buona anche a temperatura ambiente) con il prezzemolo tritato sottile e il riso Basmati.


Buon appetito amici! (e fatemi sapere se la provate! ;))

lunedì 12 settembre 2016

Muffin con yogurt, quinoa e granola

Ricordo benissimo quella sensazione.

Cominciavo a covarla dalla prima decade di agosto, quando la mia città si svuotava letteralmente. Si scaldavano i ciottoli della pavimentazione stradale in centro, la piazza sembrava diventare più grande e quasi scomparivano del tutto le ombre, e quello che temevo più di tutti era la noia.

E allora ad agosto, quasi un po' vergognandocene, passavamo davanti alla vetrina della cartolibreria ad ammirare i diari, e cominciavamo a corteggiare mamma.
Mamma, il diario, il diario... Come servisse il giorno dopo.
Il diario scolastico... Confesso che l'ho tenuto anche i primi anni dell'università, invece che una sera e sicuramente più idonea agenda.

Il diario rappresentava quel groppo di buoni propositi che si hanno a settembre, quando dopo quel poco di riposo che occorre ai ragazzini per racimolare le forze, stanno lì ai blocchi di partenza che scalpitano, caricati a pallettoni, per iniziare un nuovo anno.





Settembre è questo per me. E' sempre stato questo. Iniziare, e ricominciare a vedere le cose, che la luce si attenua e tutto ritorna nitido. Gli occhi non sono più fessure sotto al sole, e i colori e gli odori tornano perfettamente vividi.
E poi la voglia di fare, e l'energia che serve.
E le colazioni... Ahhh, le colazioni, le merende di mezza mattina e quelle di pomeriggio.
Ecco, la sensazione di settembre non è cambiata (solo a metà agosto, purtroppo, invece di essere annoiata, comincio appena  a tirare il fiato, in caso, ma va bene così ;-)), e in questi giorni torna l'appetito e la voglia di sgambettare ovunque.

Insomma io sgambetto.
E questa è la benzina: muffin con la quinoa nell'impasto, e già che c'ero anche sopra, nella versione di granola croccante che vi raccontavo nello scorso post (dicevamo appunto voglia di colazione ;)).
Si può anche omettere, o sostituire con i fiocchi d'avena, con qualche pezzetto d cioccolato, un pugno di mirtilli freschi o una manciata di mandorle tritate, oppure magari all'uscita dal forno, ancora caldi, un goccio di miele.

Ecco, questo è il mio settembre al latte e miele...

Un bacio

r.



Muffin con yogurt quinoa e granola
ingredienti per 12 muffin
200 g di quinoa già cotta e ben scolata, a temperatura ambiente
350 g di farina 0 o 00
80 g di zucchero di canna in cristalli
i semini estratti da una stecca di vaniglia (facoltativi)
1 bustina di lievito in polvere (16 g)
200 g di yogurt denso
80 g di panna fresca
80 g di burro morbido
3 uova
granola di quinoa (o altra granola, o pezzetti di cioccolato, mandorle tritate, fiocchi d'avena, etc.)
Miele a piacere per finire

Preriscaldare il forno a 180 °C e imburrare e infarinare uno stampo da pluncake da 12 (in alternativa, foderarlo con perottini da muffin o pierottini "autoportanti" da cupcake, come da foto).
In un'ampia ciotola, mescolare la farina, i semini di vaniglia ed il lievito. Tenere da parte.
In un'altra ciotola a bordi alti, battere leggermente le uova aggiungendo la panna e poi lo yogurt. Amalgamare bene, poi aggiungere lo zucchero e mescolare, infine la quinoa già cotta e colata a temperatura ambiente.
Versare il composto liquido nella ciotola contenente le farine ed amalgamare rapidamente con una spatola (i muffin non devono essere mescolati troppo, basterà che il composto cominci ad essere omogeneo)  Finire con qualche cucchiaino di granola (facoltativo) e trasferire nello stampo da plumcake o negli stampini singoli.
Cuocere per 20 minuti o finchè non sono dorati in superficie.
Appena sfornati, lasciar intiepidire per 5-10 minuti, poi sformare e finire a piacere con poco miele d'acacia quando sono ancora caldi.






martedì 6 settembre 2016

back to september: granola gluten free (per fare ordine in cucina)

Ciao a tutti!!!!!
Come state? Come avete passato le vacanze??

Io sono qui, finalmente, col mio amato primo post di settembre, quello che pregusti ad agosto mentre ficchi i costumi da bagno e gli shorts in valigia e pensi "vado un attimo a rimettermi in sesto ma poi chissà che bello quando tornerò qui, che starà rinfrescando, e tutto sembrerà re-iniziare"...

Sì perché, lo dicevo con mia sorella proprio ad agosto, a settembre è una specie di inizio dell'anno "quello vero", quello che dopo il torpore del caldo, dopo le corroboranti salite in vetta, le lunghe passeggiate sul bagnasciuga, le corse in bici, in vespa, i litri su litri di acqua che hai sempre sete, le chiacchiere con le amiche con cui condividere frutta fresca e frappé a tutte le ore, ti guardi al rientro e ti senti davvero un po' meglio, e stavolta ti viene proprio da fare i buoni propositi.

Questa volta ho unito il proponimento "salute" (leggi frutta fresca e secca a colazione, o quando mi va, e devo dire che quando è caldo e ho bisogno di tirarmi un po' su mi va SEMPRE ;)) al proponimento (fatto in verità a inizio 2016) "zero sprechi in cucina".

Sono tornata a casa e prima ancora di disfare valigie e cominciare ad azionare lavatrici ho spalancato dispense, pensili e stipetti vari e mi sono detta "ora facciamo piazza pulita".

Così è arrivata l'idea del ripulisti per eccellenza, e della granola, ovvero un composto di cereali croccanti da colazione da fare in casa, e in cui potevano finire giusti giusti tutti gli ingredienti che volevo "far fuori" (fiocchi, soffiati, frutta secca varia) e che rispondeva anche ad una mia "salutare mania" di inizio settembre, da SEMPRE (fine agosto/inizio settembre = frutti rossi, nella fattispecie mirtilli), e anche al fatto che, non so perché, ma per me settembre (complici il rientro a scuola e i primi freschi che invogliano così tanto ad accendere il forno) è tempo di colazioni e merende.

Ecco, un bel mischione generale tipico della sottoscritta, e la lavatrice in un attimo è diventata ostaggio del forno, in cui già si stavano lentamente "croccantizzando" riso e quinoa soffiati, fiocchi di riso integrale, mandorle intere e a filetti, nocciole, semi vari e pure qualche uvetta, mirtillo e ciliegia essiccata (a scegliere avrei preferito mirtilli rossi o pezzetti di fragole essiccate al posto delle ciliegie, ma ripulisti doveva essere e ripulisti è stato, perché quelle avevo): il risultato finale è stata la mia prima granola senza glutine che come quella con glutine (e cioccolato, in quel caso) postata qualche tempo fa, hanno scatenato in me il grande amore...



Insomma, ecco la mia versione gluten free della granola da colazione, a base di quinoa, riso e frutta secca.

Se vi va di provarla (e dovete provarla perché è buonissima), dosi e procedimento sono qui!

ingredienti
100 g fi fiocchi di riso integrale
100 g di quinoa soffiata
100 g di riso soffiato
70 g di semi di zucca
70 g di semi di girasole
100 g di nocciole tostate
80 g di mandorle con la pellicina
80 g di mandorle a filetti
50 g uvetta
50 g mirtilli essiccati
50 g ciliegie essiccate
6 cucchiai di sciroppo d'acero
3 cucchiai di acqua
2 cucchiai di olio di cocco

Procedimento
Tostare leggermente (per qualche minuto e facendo attenzione e non bruciarli) i fiocchi di riso (io uso un'ampia padella in ghisa, ma vanno bene tutte le padelle un po' pesanti e con fondo antiaderente).
Togliere i fiocchi e nella stessa padella tostare leggermente la quinoa soffiata, poi, una volta tolta la quinoa, il riso soffiato.
Raccogliere tutti gli ingredienti secchi meno in un'ampia ciotola e mescolarli bene, poi distribuirli in due teglie capienti rivestite di carta da forno e far asciugare nel forno già caldo, per 10-15' a 130°C.
Nel frattempo in un pentolino raccogliere gli ingredienti liquidi (l'olio di cocco è considerato liquido), e a fiamma bassa, mescolando con un cucchiaio di legno, amalgamarli .
Una volta che la gramola in forno si è asciugata, togliere le teglie dal forno (senza spegnerlo) e versarne il contenuto in una ciotola.
Irrorare con il composto liquido e mescolare molto bene con il cucchiaio di legno, poi ridistribuire bene la granola sulle due teglie e infornare ancora per un'ora mescolando di tanto in tanto e monitorando il forno per verificare che la granola non "abbrustolisca".
Sfornare ed aspettare che il tutto si freddi completamente, poi sgranare, se occorre, aiutandosi con il cucchiaio.
Si conserva bene in barattoli di vetro a chiusura ermetica, per 15 gg.





Note
- Se non si osserva una dieta vegana si può sostituire una parte di sciroppo d'acero con del miele, e, in generale, il composto liquido a base di acqua sciroppo d'acero e olio di cocco, può essere leggermente aumentato in quantità se si desidera una granola molto croccante e leggermente più dolce (a me piace così, leggermente croccante e molto naturale, poi aggiungo altro sciroppo d'acero, o miele, o altro dolcificante, quando la servo, insieme a latte o yogurt e brutta fresca (lamponi, mirtilli, ribes, more).
- La granola si può personalizzare, o variare nei pesi delle compimenti, cercando di lasciare sempre equilibrio tra le quantità indicate di croccante, morbido e soffiato.
I due cucchiai di olio di cocco si possono sostituire con 2 cucchiai di olio d'oliva delicato o un altro olio delicato.




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