giovedì 29 dicembre 2016

Il Pandoro, un apostrofo d'oro tra Natale e Capodanno... ;-P

Ogni anno io al pandoro non resisto!

E di tutti i grandi lievitati finisce che resta il mio preferito..
Per la semplicità (di realizzazione, tutto sommato, anche), la burrosità, e la morbidezza assoluta.

E così finisce che se non ho avuto modo di prepararlo nei giorni precedenti al Natale, nella pausa lenta e calda tra il 25 dicembre e il 1 gennaio, mi lascio prendere dalla voglia (e la possibilità!) di impastare e cuocere e spolverare di zucchero a velo, esattamente come il mio primo pandoro, realizzato tra Natale e Capodanno, sette anni fa, con il lievito di birra.
Poi è stata la volta del pandoro lievitato con pasta madre, e l'anno scorso, quello al cacao e cioccolato sfogliato con il burro al sale rosa dell'Himalaya.

Quest'anno ho approfittato delle farine arrivate dagli amici di Molini Pivetti, con i quali come sapete ho collaborato, per tutto il 2016, nella realizzazione di alcune ricette specifiche che prevedevano l'utilizzo delle loro farine, e così il pandoro lo abbiamo fatto con la farina di grano tenero Biologica Milleusi tipo I.

Ecco a voi la ricetta. La trovate anche (con qualche foto in più relativa alle fasi di lavorazione) sul blog Pivetti. Ho pensato di proporvela anche qui, come pretesto per augurarvi un 2017 in cui realizzare i vostri sogni, esercitare le passioni, alimentare i desideri.

Un abbraccio enorme (morbido, e zuccheroso! ;))


IL LIEVITINO

170 gr di lievito madre a temperatura ambiente
60 gr di acqua tiepida
120 gr di farina tipo Manitoba
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 tuorlo a temperatura ambiente

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida.
Aggiungere gli altri ingredienti e cominciare ad impastare finché il composto diventa liscio e ben amalgamato.
Coprire e lasciar lievitare in forno spento ma con la lucina accesa per 3-4 ore, o finché il volume iniziale non sia raddoppiato.

PRIMO IMPASTO

150 gr di farina tipo Manitoba
80 gr di lievito madre a temperatura ambiente
25 gr di zucchero
50 gr di burro
20 gr di acqua tiepida
1 uovo a temperatura ambiente
(+ il lievitino)

Sciogliere la pasta madre nell’acqua.
Aggiungere il lievitino, e cominciare a impastare.
A questo punto aggiungere manmano lo zucchero, la farina, le uova, e infine, quando il composto comincia a diventare omogeneo, il burro.
Impastare bene e a lungo (può essere d’aiuto una planetaria o un’impastatrice).
Coprire la ciotola e rimettere il tutto a lievitare per circa 3 ore, o fino al raddoppio.

SECONDO IMPASTO

200 gr di farina di tipo I
100 gr di zucchero
2 uova
1 presa di sale

Aggiungere al primo impasto la farina, il sale, lo zucchero e le uova e gli altri ingredienti e impastare il tutto per una decina di minuti o oltre.
Se l’impasto dovesse risultare così colloso da non staccarsi dalle mani, aggiungere pochissima farina (cercare comunque di tenere l’impasto il più umido possibile).
Adagiare la palla di pasta ottenuta in una ciotola unta di burro.
Coprire e lasciar lievitare per circa 4 o 5 ore, fino al raddoppio della pasta, poi passare l’impasto in frigorifero, per 40-45 minuti.

LA SFOGLIATURA

100 gr di burro, per sfogliare
30 gr di burro per lo stampo

Riprendere l’impasto dal frigo e stenderlo al mattarello in un quadrato di 1 cm di spessore circa (e 30 cm x 30 cm circa).
Sistemare al centro 100 gr di burro a fiocchetti; poi ripiegare gli angoli del quadrato verso il centro, in modo da chiudere il burro “a busta da lettere”, formando un secondo rettangolo (come una busta da lettere, appunto) più piccolo.
Sigillare bene le pieghe, poi stendere con il mattarello in modo da formare un rettangolo circa 60 x 40 cm.
Ripiegare il rettangolo in 3, «a portafoglio»: ripiegare un terzo sul centro e l’altro terzo sui due di prima).
Avvolgere di pellicola e mettere in frigo per 20 minuti. Ripetere due volte quest’operazione.

Fondere il burro a bagnomaria e con l’aiuto di un pennello ungervi bene e completamente l’interno dello stampo.

Prendere il pacchetto di pasta sfogliata dal frigo e appiattirlo leggermente con il mattarello, poi prendere i 4 angoli richiudendoli, ovvero unendoli a formare un fagottino, sistemandolo con la chiusura verso il basso, ovvero verso l’interno dello stampo, e lasciar lievitare fino a quando l’impasto inizierà a uscire dallo stampo (impiegherà tra le 8 e le 10-12 ore se a temperatura ambiente).

Cuocere il pandoro per 15 minuti a 170° poi abbassare la temperatura a 160° e cuocere per 20 minuti, infine altri 5-10 minuti a 150°.

Fare la prova stecchino con uno spiedino in legno: deve uscire asciutto.
Sfornare, capovolgere e sformare dopo circa 5 minuti.

sabato 24 dicembre 2016

Buon Natale di cuore a tutti voi (e una carreLLata - o carreTTata - di ricette per dirvi AUGURI)

E' quasi buio ormai, e quasi Natale.
E' uno di quei tramonti freddi e secchi, celesti e rosa, e di quelle giornate belle che chi è super sensibile alla luce guarda di sottecchi con un mezzo sorriso ebete e si dice (lo sa!) che ormai le giornate possono solo allungarsi.

Sì, inizia l'inverno, arrivano finalmente le feste, ma io è sempre così, ormai sono anni che penso che da oggi in poi si cammina veloci verso la primavera del nuovo anno... ;-)

Sono a casa dai miei.
Mamma cucina ed io partecipo, ma solo lateralmente (un dolcino, un risotto, magari un antipasto, ma così, per distrarmi, per rilassarmi...).

Mi godo il freddo (e poi, rientrando a casa,  il caldo), un po' di frenesia prenatalizia, gli ultimi preparativi, il guardare da fuori la cucina e l'idea di non mettere la sveglia per qualche giorno.

Mi preparo a ricaricare le batterie e penso alla primavera che verrà, a quelle strisce rosa nel cielo che domani saranno uno o due minuti più avanti e così via, e vi auguro le vacanze che sognate, calme (o anche frizzanti!), negli affetti, e con il tempo magari di cucinare rilassati e con la testa per aria tra una tazza e l'altra di tè fumante, in attesa che arrivino gli amici, o di una camminata in montagna, o in compagnia di quel bel libro che da un po' avete in mente di agguantare.


Vi mando un bacio mentre vi immagino intenti in cucina, o al freddo a cercare gli ultimi pensieri per le persone che amate, con le nuvolette di fumo che escono dalla bocca, i guanti bianco panna e le sciarpe di lana a righe, e vi auguro che queste feste siano stupende, o semplicemente esattamente come le avete desiderate...

In ultimo, ovviamente, vi lascio due o tre promemoria di ricettuzze che potrebbe piacervi realizzare in questi giorni (visto mai ;-P)..

Un abbraccio ENORME.

Rossella

Tortellini di magro di nonna Aurelia
Pasta reale in brodo
Salsina ai peperoni per il bollito di Natale
Chocolate crinkles cookies
"Amaretti" alle nocciole
Tartufi di cioccolato e cannella
Zimsterne
Torrone morbido con le mandorle di Avola
Pandoro ai fiori d'arancio con lievito di birra
Pandoro a lievitazione naturale
Pandoro al cacao a lievitazione naturale, tre impasti, e sfogliato al sale rosa dell'Himalaya
Dolce di Natale con Brandy e uvette
Panettone con Marron Glacés, vaniglia e cioccolato





lunedì 19 dicembre 2016

La crostata con la marmellata fatta in casa (e una scusa per dire grazie)

Eccomi qui.

Esco come da un frullatore, gli ultimi 3-4 mesi sono stati davvero complessi e mi "fermo" oggi, finalmente, per la prima volta dopo non so ancora quanto.

La prima cosa che mi succede in genere appena "ritorno al mondo" è di ricominciare a prendere il contatto con le cose. Anzi, con me stessa in prima istanza.
Comincio a ricordarmi quelle che fino a pochi giorni prima, in mezzo a mille altre e tutte urgenti, sembravano sfuggire (o forse reclamavano solo un loro spazietto "non di corsa"), e comincio a riprendere conoscenza.

Il blog arriva né prima né dopo, ma esattamente insieme, ovvero arriva con me.
Come "rifiato", il primo istinto è di venire qui per una chiacchiera.
Non che fino ad ora non avessi avuto nulla da dire (ho immagini e ricette da postare), solo che il tutto richiedeva un ritmo diverso, tutto voleva essere considerato con un tempo e in un tempo diversi.

Quindi oggi, cioè adesso, proprio oraaaa, ormai con finalmente solo alcune code di consegne da fare, ma tutto molto più slow di quanto non lo fosse un due-tre settimane fa, tra una lievitazione e un'altra, mi sono seduta al pc e ho pensato "ho voglia di scrivere un post".

Ho aperto l'archivio e mi sono resa conto che ci sono davvero "un botto" di immagini rimaste indietro e di eventi e ricette di cui vorrei parlarvi, ma, nonostante il Natale impellente e il fatto che non abbia nulla al momento di speziato e natalizio da propinarvi (paradosso, dato che "scatto Natale" da due mesiiii), la cosa che mi è venuta in mente in questo momento, ciò che rappresenta il mio stato d'animo esattamente com'è in questo istante, è una crostata che avevo cucinato qualche tempo fa per fare un ringraziamento particolare (a voi), e che nella sua semplicità metteva insieme qualche avventura e qualche amica (senza che avventure e amiche lo sapessero, in realtà ;-P).

Questo 2016 è stato un anno tosto, ma bello per tanti aspetti.
Ha raccolto le fatiche e le stanchezze del 2015 e le ha in qualche modo amplificate entrambe (con il loro frutti, anche, per fortuna).
A ottobre 2015 usciva in libreria infatti il libro Dolci & co. (insieme a Pane, pizza & co. ).
E a dicembre 2015 è arrivata la notizia che All'ombra dei mandorli in fiore aveva vinto il Gourmand World Cookbook Award per la categoria "Pastry" (titolo che era spettato l'anno prima a Csaba della Zorza e che mi ha commossa e riempita di orgoglio) . Primo premio per l'Italia. Poi, in una seconda fase, secondo posto a livello internazionale.

Mentre il libro sulle mandorle faceva questi passi in giro per il mondo, qui in Italia, io iniziavo a lavorare per Free cucinare senza glutine, latte, uova, zucchero (l'ultimo nato, con Lena Tritto), Dolci&Co., subito a inizio 2016, andava in ristampa, e diventava, insieme a Pane, Pizza&Co. parte di una collana edita dal gruppo editoriale La Repubblica - L'espresso e che avrebbe portato alla realizzazione, da parte mia, anche del libro Cioccolato .

Insomma, un discreto "casino", così, tutto insieme, e anche qualcosa di bello che avrei voluto condividere da tempo, qui sul blog, per ringraziarvi, perchè va da sé che tutte queste cose dipendono anche da voi, da quanto volete bene alle mie ricette o alle mie foto, o quanto riscontro date alle mie chiacchiere o ai libri quando le chiacchiere di questo blog finiscono fuoriporta.
Solo che poi, tra l'impellenza delle cose (sempre urgenti, sempre tante) e la timidezza (perché è sempre sottile la linea oltre la quale la condivisione può essere intesa come vanto), ho cominciato a rimandare...

Ma adesso no, adesso che siamo alla fine di questo anno stancante e denso e bello, anche, io non posso più procrastinare.

Ho messo insieme un po' di cose, quando ho realizzato questa semplicissima crostata: la frolla che sta nel libro "Dolci & co. ", perchè è la base delle basi, e quanto di più semplice, tra le ricette di tutti i giorni (lì sta con una crema al cioccolato che ci sta bene 'na cifra ;)), e bello, e da cucinare senza pensieri, e una marmellata fatta con le sue mani dalla mia amica Emanuela (una confettura che per lei significa tanto), realizzata con la ricetta di un'altra amica, che moltissimi di voi conoscono e che per me è una persona speciale, ovvero Giulietta mia Scarpaleggia, in arte Juls Kitchen.

Dunque per dirvi che ci sono, che vi penso, che vi ringrazio, e che auguro a tutti un Natale semplice, ma che nella sua semplicità raccolga tutto, il prima e il dopo, i sogni, i desideri e tutto quello che di prezioso abbiamo già con noi ogni giorno.

Ecco la ricetta per la frolla (mezzo chilo), tratta dal libro Dolci & co. :
Pasta frolla
250 g di farina bianca “00”
120 g di zucchero
130 g di burro
1 uovo
1 tuorlo
1 limone non trattato
sale

Tagliare il burro a pezzetti e lasciarlo ammorbidire leggermente.
Disporre la farina a fontana.
Versare al centro lo zucchero, l’uovo, il tuorlo, il burro, la scorza di limone grattugiata e un pizzico di sale.
Lavorare velocemente con la punta delle dita, poi con il palmo, evitando di sciogliere troppo il burro nell’impasto.
Avvolgere il panetto così ottenuto nella pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per 30 minuti.

Qui invece la ricetta per la marmellata

Ecco, per oggi (finalmente) ci siamo.
Io vi abbraccio, felice di averti trovati di nuovo qui (e con la certezza ogni volta, e nonostante le mie strane latitanze, di sapere che dall'altra parte ci siete e mi aspettate pazienti).


lunedì 12 dicembre 2016

Cosa sto combinando? Milano, Panda, regali di Natale e Lisa Casali

Il tempo scorre veloce.
Ne ho una percezione serrata, stanca e divertita al tempo stesso (quando non sto proprio alla frutta!).

Tendo a voler fare troppe cose (questo ormai si sa :-/), un po' per carattere, un po' per ingordigia di vita, e mischio, mischio, mischio sempre.
Lo faccio negli impasti morbidi e dolci dei cake che tanto amo cucinare, e lo faccio nelle cose di tutti i giorni, anche.

Stavolta direi che l'ho combinata grossa, e che la mia lunga assenza, giuro, super-giustificata, ha prodotto un super-mescolamento: insomma a mischiare ho mischiato parecchio (ufficio e vita da blogger in particolare modo!), e da quest'ultimo periodo lavorativo intensissimo, lato ufficio, lato consegne fotografiche prenatalizie e lato cucina, esce fuori una cosa per me stupenda.

Si tratta di un evento presso la sede milanese del WWF,  in via Tommaso da Cazzaniga (a due minuti dalla metro Moscova) dal 14 al 18 dicembre.

Questo luogo un po' nascosto e speciale, adiacente un piccolo giardino comunale che noi chiamiamo in gergo "Il giardino segreto" resterà aperto da mercoledì 14 alle ore 17.30 fino alle 20.00, e poi nei giorni successivi, ovvero dal 15 al 18 e dalle 12 alle 20 (sabato 17 e domenica 18 apertura anticipata alle ore 10 e sempre fino alle 20) per ospitare il Mercato dei prodotti di Terre dell’Oasi, cioè dei prodotti coltivati nelle Oasi WWF coinvolgendo la città in progetti di salvaguardia di natura e ambiente per un Natale all’insegna del rispetto del Pianeta.

Il Mercato, oltre a portare a Milano i prodotti agroalimentari provenienti dalle oasi WWF (progetto Terre dell’Oasi) e da aziende affiliate (pasta, biscotti, passata di pomodoro, legumi come ceci, cicerchia, fagioli, lenticchie), propone alcune idee regalo all’insegna delle battaglie del WWF come l’adozione di cuccioli appartenenti a specie a rischio, il calendario WWF 2017 e i nuovi pandini di cartapesta ecologici al 100%, perché realizzati grazie al recupero e riutilizzo dei magazine WWF usati.


La notizia che mi emoziona ancora di più in tutto cioè, è che all’evento di apertura del 14 dicembre alle 18.00 sarà presente come madrina dell’iniziativa Lisa Casali, presentata da un'agitatissima sottoscritta me medesima in pissòna pissonalmente Rossella Venezia.

Ci sarà una chiacchierata tra me e lei su temi legati al cibo e come e quanto questo possa essere di aiuto alla salvaguardia della natura; e a seguire, come in una vera festa nel cuore della città, un aperitivo a base dei prodotti Terre dell’Oasi realizzato dal Ristorante Cascina Gabrina dell’oasi WWF Bosco di Vanzago.

Se volete intanto adocchiare ricette di Lisa anche qui sul blog, in chiave Vaniglia, ecco alcuni link (eheheh, io fan della prima ora, sono ricette di cinque anni fa! ;)):


Se invece volete adocchiare ricette realizzate dalla sottoscritta con prodotti Terre dell'Oasi eccoli qui a seguire!


Insomma ecco, per riassumere e dopo tante chiacchiere (finalmente!) ed emozioni, l’appuntamento è dal 14 al 18 dicembre nei locali delle ex-Serre della Casa degli Artisti nel cuore del quartiere Brera (Moscova).

Io vi scrivo dal treno Roma-Milano, sto andando a sistemare le ultime (mammina, si fa per dire!!!!!) cose, e ovviamente, per i Milanesi e per chi sarà in zona, vi aspetto intanto per dopodomani sera, il 14 dicembre!

Un abbraccio forte a tutti e a presto!




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