sabato 13 maggio 2017

La cucina dei mercati in Toscana. Giulia Scarpaleggia.

E' il secondo sabato di maggio, l'aria sembra cominciare a scaldarsi e la luce è tornata ad essere la costante di queste giornate e la mia (finalmente duratura) riserva di energia quotidiana.
Gli uccellini "cantano da matti", come mi piace ripetere in questi ultimi giorni, e i rumori della strada arrivano attutiti.

Insonnolita mi preparo l'ultimo tè allo zenzero della stagione e faccio la spola tra forno e computer.
Lentamente però, al ritmo della luce della mattina, solo per "controllare" alcune ricette di un nuovo lavoro, di cui dopo tanta fatica finalmente comincio a vedere la fine.

Intanto ascolto ascolto una vecchia canzone di Meat Loaf, e mi rendo conto che è il primo finesettimana negli ultimi tre mesi in cui seguo un ritmo quasi normale.

Confesso che mi piace proprio l'idea di soffermarmi pensierosa e quasi distratta tra una cosa e l'altra, e mentre e soffio sul tè bollente penso a quanto sono cambiate le cose negli ultimi 4 anni.

A quanto ho cucinato e scattato e quanto ho scritto, e imparato nel fare tutto questo.

Penso in particolare alla persona che in tempi non sospetti aveva "previsto tutto", e che ad oggi ancora mi sostiene strenuamente (come amica, e come collega), e mente cucino sorrido tra me e me.

Giulia.

Ho sempre avuto per Giulia un'ammirazione e una stima senza pari, e nonostante la passione comune per cucina, fotografia e scrittura, e la "coetaneità" dei nostri blog, io ho sempre visto (e vedo ancora) Giulia, come un faro, una specie di musa, un vero e proprio "treno" nel nostro "settore".

Quello che mi piace di lei, è che è lei e basta.
Ha una voce solo sua di cui io so riconoscere distintamente il timbro. Scrive, studia, fotografa e soprattutto cucina.

Giulia sa cucinare. Ce lo ha nelle dita delle mani, oltre che nel dna.
Lo fa con facilità, con leggerezza, con perizia e cognizione di causa ;).

Vedere Giulia cucinare per me è un piacere per gli occhi, prima ancora che per il palato, ma è soprattutto un balsamo per la mente.

Ti avvicina alla cucina, ma senza la presunzione di farlo. Giulia non "ti insegna" (eppure tenere corsi di cucina è proprio, anche, il suo lavoro!), ma ti fa amare la cucina, te la fa possedere...

Questo succede (non è la prima volta, in verità, ma qui si è proprio superata) anche e soprattutto nel suo ultimo libro, edito da Guido Tommasi Editore: "La cucina dei mercati in Toscana".

Io non sono golosa. E in alcuni periodi dell'anno in particolare, per lavoro, sono davvero sovraccarica "di cucina", eppure niente, aprire questo suo ultimo libro, in qualsiasi momento, mi mette fame e voglia di cucinare (e vi ribadisco che ormai ho grossi anticorpi in merito ;)).



La cucina dei mercati in Toscana è una raccolta di ricette tradizionali e di stagione e una guida ai migliori mercati alimentari della Toscana.

Io sono rimasta davvero colpita, fin dall'inizio, ovvero fin da quando lei mi ha parlato del progetto, della complessità della ricerca che questo avrebbe comportato.

Trovare, studiare, visitare le zone e i mercati della Toscana, dalle strade cittadine di Firenze a quelle piene di fascino e mistero di Volterra, dalla Garfagnana alla selvaggia Lunigiana, dalle colline di velluto della Val d’Orcia a quelle coperte di vigne e olivi nel Chianti.

Confrontarsi con i luoghi anche attraverso le persone che li abitano e li rendono vivi, i loro prodotti tipici e le ricette, parlare, intervistare, sorridere, condividere, chiedere nei mercati storici, come San Lorenzo e Sant’Ambrogio a Firenze, i mercati settimanali, appuntamenti fissi attesi da tutti nei piccoli borghi della regione, e i mercati biologici dei produttori locali fino ai mercati del pesce della costa e i casottini di frutta e verdura che si incontrano lungo la strada in Maremma.
Da ogni mercato e da ogni incontro con produttori e gente del luogo nascono storie che si riallacciano a ricordi e ricette di stagione che riportano tutti a casa.

La casa è la sua voce, l'inconfondibile voce di Giulia che ti suggerisce, ti (di)mostra, che quel piatto (e quel viaggio) puoi farlo anche tu, fino ad approdare alle lasagne di (tua, sua, nostra) nonna.


Il libro è suddiviso in 12 capitoli, e propone i piatti caratteristici di ogni zona, dai classici come la pappa al pomodoro e la panzanella alle ricette di stagione ispirate dal mercato, come gli gnocchi ai funghi porcini o la torta di semolino e cioccolato con le pere.

Io, finalmente, dopo averla conosciuta bene di persona, letta nel suo blog e nei suoi libri da anni, ho messo a fuoco, tra tutte le sue ricette che amo, quelle che proprio mi fanno impazzire: i primi piatti.

"Di Giulia amo la pasta", i primi in generale per essere più precisa, e poi il pane, le focacce, i dolci rustici, la verdura cotta, ma devo dire che i piatti di pasta di questo libro mi hanno fatta letteralmente innamorare.

Con il suo permesso vi lascio qui qualche strepitosa immagine a seguire, mentre per una vera e propria anteprima potete vedere qui sul sito di Guido Tommasi Editore, e per ulteriori info potere leggere anche QUI, direttamente dalle parole dell'autrice! ;-)

Giulietta mia, ti abbraccio forte. Grazie, per tutto.
E mille di questi libri...


La cucina dei mercati in Toscana




L'odore di pane la mattina ci inseguiva dalle porte aperte dei forni, mentre correvamo a lezione. La sera guardavamo con un briciolo di invidia i turisti che si godevano l'ultimo sole di settembre, seduti ai tavolini in piazza con un aperitivo o un tagliere di formaggi.





giovedì 4 maggio 2017

Volta la carta: insalata di farro e primosale con erbe e fragole


... Pilota biondo camicie di seta
cappello di volpe sorriso da atleta

Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira veloce che parla d'amore
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira che gira che parla d'amore..

(Fabrizio de Andre, Massimo Bubola, Volta la carta, 1978 - album Rimini - )


Questa ricetta, semplice, semplice come sto cercando di rendere le cose il più possibile in questo periodo della mia vita (anche se è un discreto putiferio come al solito ah-ah), me l'ha suggerita Fabrizio de Andrè con una delle canzoni che più amo tra le sue, Volta la carta.

Il tema del mio servizio di questo mese per Fiorfiore in Cucina è fragole e asparagi, quindi non direttamente di more si tratta, ma per me è lei, nel senso che quello che la canzone mi suggeriva era un'insalata di frutta, e questa che vedere può andare benissimo sia con fragole che con more, bellamente intercambiabili e, che ve lo dico a fare, molto ma molto romantiche entrambe.

A proposito di romanticherie e di De Andrè posso anche confessarvi che io in questa Angelina che "cammina cammina sulle sue scarpette blu", e "... alle sei di mattina s'intreccia i capelli con foglie d'ortica, ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte in mezzo alle dita, ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte intorno alle dita..." mi ci ritrovo assai.

E in questa carta, che un po' mi fa pensare alle cose che si susseguono, o che cambiano, o che siamo capaci di far cambiare...

La ricetta, dicevamo, piccola icona di semplicità, è davvero un attimo, e buona e sana.
Fatela con le fragole, con le more, anche le ciliegie ci stan bene da matti secondo me!

Insalata di farro e primosale con erbe e fragole
ingredienti per 4
200 g di farro perlato
200 g di primosale
250 g di fragole
5 rametti di timo
3 rametti di menta
10 foglie di basilico
5 rametti di prezzemolo
olio d’oliva
sale

Lessare al dente il farro in abbondante acqua poco salata per 20-25 minuti, poi disporlo in una ciotola e condirlo con un filo d’olio e sale
Nel frattempo lavare, asciugare e tritare tutte le erbe aromatiche, tagliare il primosale a dadini e le fragole in quarti.
Aggiungere al farro le erbe, il formaggio, le fragole e mescolare bene.
Condire con sale e olio e servire l’insalata tiepida o fredda.


E una volta che avete finito di piangere, voltate la carta ;-)



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