lunedì 30 gennaio 2017

latte d'avena fatto in casa e relativa brioche ;-P

La prima volta che mi sono cimentata in un latte vegetale è stato quando "ho studiato le mandorle" per il mio amato libro "dei mandorli in fiore", e confesso che fare da sé un latte è sempre, in ogni caso e con qualsiasi ingrediente, qualcosa di davvero emozionante...

Dà soddisfazione in primo luogo, come per ogni cosa che si realizza con le proprie mani, e ti permette di entrare nel processo tanto da poterlo fare tuo e personalizzarlo (aggiustando sapore, densità, dolcezza o sapidità); ma oltre a questo, per il latte, c'è qualcosa di più e che va oltre.

Il latte ha a che vedere con molti di noi, dalla nascita e l'infanzia, ed è un cibo in in un certo senso universale (per tutti i mammiferi è il primo alimento!), e sia che esso sia di mamma, di mucca o di capra, oppure vegetale, riguarda o ha riguardato molti (moltissimi!) uomini e cuccioli di questa terra.

Insomma, per tutti questi motivi, e credo anche altri non del tutto intellegibili, io ogni volta che mi preparo un latte vegetale in casa, mi emoziono sempre un po', e quindi oggi ecco che per augurarvi buona giornata e buona settimana vi lascio la ricetta del latte di avena che ho messo a punto il fine settimana appena trascorso.

Io consumo in genere latte di mucca, ma amo moltissimo tutti i latti vegetali, che preferisco in alcuni periodi dell'anno più "delicati" per il nostro - o almeno il mio! - organismo, ovvero primavera e autunno, quando il corpo chiede una pausa detox, e in inverno, in cui a casa mia il latte di avena in particolare viene usato come base per il latte d'oro alla curcuma, di cui vi avevo parlato qui.



Siccome questi latti vegetali costano un bottoooooo, ho pensato che una ricettina per farseli da sé può fare comodo a tutti, e soprattutto, come accennavo sopra, quello che mi piace è che oltre alla semplicità e all'economia della cosa, ognuno di noi può prepararlo come lo preferisce: più o meno denso aggiungendo o togliendo acqua o usando un colino a maglie più o meno fitte, più o meno sapido aggiungendo o togliendo sale, più o meno dolce scegliendo il tipo di dolcificante (miele, malto, sciroppo d'acero, sciroppo d'agave o altro), o togliendoli del tutto, a seconda dei propri gusti e delle proprie esigenze.



Il procedimento è ancora più semplice di quello del latte di mandorle, e più breve, e appena realizzata questa bevanda super buona , ero così gasata che ho impiegato subito sia il latte che il residuo della sua preparazione, in una brioche (o pane dolce) senza uova né lattosio né zucchero per le colazioni della settimana.
L'ho preparata con una pasta madre trascurata, sfinita e che abbisognava di un ulteriore rinfresco, ma se il risultato è stato soddisfacente così, allora con un lievito madre anche solo "normale" deve essere ancora più buona!

Quindi ecco, a voi entrambe le ricette, e siccome ho provato a seguire i buoni propositi/abitudini che mi ero riproposta a inizio anno, ed in particolare quello di godermi il mio lavoro, beh diciamo che ho un po' indugiato negli scatti e come da buona abitudine del lunedì mattina, vi toccherà sorbire, oltre che la marea di parole dette fino an ora, anche un sacco di foto sparse!


LATTE DI AVENA FATTO IN CASA

ingredienti per un litro circa
100 gr di avena in fiocchi
1 litro di acqua
1 pizzico di sale rosa dell’Himalaya o sale di Cervia
(2 o più cucchiai di miele d’acacia o di sciroppo d’agave a piacere)

Il giorno  precedente
Mettere l’avena a bagno nell’acqua fresca e lasciar riposare almeno una notte in frigo (meglio ancora per 24 ore, l'ammollo prolungato favorisce la diminuzione dell'effetto "farina" nel latte una volta tritato, a mio parere)

Il giorno successivo
Tenendo da parte l’acqua dell’ammollo, trasferire l’avena in un frullatore e frullare a più riprese, aggiungendo man mano l’acqua, il sale e il miele o lo sciroppo d’agave.

Con questa ricetta si ottiene un latte di media densità, ma se si preferisce un latte più leggero si possono aggiungere fino a 150 ml di acqua in più oltre quella dell’ammollo tenuta da parte.
Filtrare il composto ottenuto con un setaccio* e imbottigliare.
Il residuo* di avena si può mangiare come pudding, con qualche mirtillo e un cucchiaio di sciroppo d'acero, o impiegare per realizzare la brioche a seguire.

Si conserva in frigo per 2-3 giorni.
Agitare e mescolare prima dell'uso (come vedete dalle diverse foto, al passare del tempo la parte più densa del latte tende a depositarsi sul fondo del contenitore, basta agitare o mescolare prima del consumo per ottenere un composto omogeneo).



BRIOCHE ALL'AVENA SENZA LATTOSIO E SENZA UOVA**

ingredienti per uno stampo da plumcake lungo 28 cm
100 gr di lievito madre a temperatura ambiente (rinfrescato 1 o 2 giorni prima)
250 ml di latte di avena homemade
50 gr di residuo lavorazione avena*
200 gr di farina semintegrale di tipo 1
100 gr di farina di Manitoba
200 gr di farina tipo 0
1 presa di sale
2 cucchiai di malto di riso (+ 1 per spennellare)
50 gr di olio di riso.

La sera precedente
Mescolare le farine.
In una ciotola mescolare il residuo della lavorazione del latte di avena con l'olio di riso e tenere da parte.
Sciogliere il lievito madre nel latte di avena fatto in casa appena intiepidito, poi usare questo composto per intridere le farine precedentemente mescolate e impastare molto bene fino ad ottenere un insieme omogeneo ed elastico.
Continuare ad impastare aggiungendo il sale, lo sciroppo di riso e poi il composto a base di avena e olio.
Impastare a lungo fino ad ottenere un impasto elastico, liscio ed omogeneo, formarvi una palla e far riposare per tutta la notte (o anche oltre, dalle 8 alle 12 ore, o comunque fino al raddoppio della massa) coperto, in un luogo tiepido.

Il giorno successivo 
Riprendere l'impasto e dargli una forma allungata, in modo da poterlo sistemare in una teglia da plum cake lunga 28 cm.
Far lievitare ancora dalle 2 alle 4 ore (deve raddoppiare di volume), poi spennellare con 2 cucchiai d'acqua calda mescolati con un cucchiaio di malto di riso e cospargere di fiocchi d'avena.
Cuocere in forno a 180 °C per 20-25 minuti o finché la brioche non sarà leggermente dorata.

** per una pane dolce con avena miele e burro, invece, trovate la ricetta qui

giovedì 26 gennaio 2017

timballo di riso, tomino e speck

Ci sto prendendo gusto, mi sa, a postare di giovedì per poter dire "buon finesettimana" un po' in anticipo...
Che sia uno stratagemma un po' psyco per convincere me stessa che la settimana volge al termine? ;-P
Oppure semplicemente pensare alla cucina del finesettimana ed avere un paio di giorni di tempo per pianificare la ricetta della domenica, altra cosa che non è male; e infatti la ricetta di oggi, nonostante sia molto semplice e quindi anche adatta ad una cenetta infrasettimanale, io per un pranzo della domenica ce la vedo benissimo.

Viene anche lei dal menù di 8 ricette a tema "forno" del mensile Coop Fiorfiore in cucina di gennaio e di cui vi parlavo lunedì, ed è una portata di grande soddisfazione, sia per l'accostamento dei sapori (beh, anche facile, immaginate un grande "Tominone" avvolto nello speck come quelli che si trovano al banco gastronomia già pronti, solo che sotto forma di riso! ;-P), che per la facilità di esecuzione, che per il fatto (e questa forse è una preferenza solo mia) che necessiti di pochi ingredienti.

Riso, tomino, speck, una cipolla, burro, e un goccio di vino bianco.
Il risultato è sorprendente a mio parere.

piatto Riga in vendita su DishesOnly



Usate un riso a chicco tondo (tipo un Originario), oppure un riso comune, o cmq un riso da timballi o crocchette (se avete poi un avanzo di riso da sushi in dispensa, potete usare serenamente anche quello, che "attacca" una meraviglia ;-P).

Fatemi sapere se lo provate, e buon fine settimana a tutti!!!!!

timballo di riso, tomini e speck
ingredienti per 4 persone
360 g di riso
1 cipolla rossa
1/2 bicchiere di vino bianco
1 l circa di brodo vegetale
60 g di burro
120 g di speck tagliato molto sottile*
160 g di tomini

In un ampio tegame far appassire la cipolla tritata  finemente con 40 g di burro fino a farla diventare quasi trasparente.
Aggiungere il riso e tostarlo per pochi minuti mescolando. Versare il vino e far sfumare, poi unire il brodo caldo a più riprese e farlo assorbire mescolando di tanto in tanto,  fino a cottura ultimata.
Togliere dal fuoco e mantecate con il restante burro.
Foderare una teglia con le fette di speck disposte a raggiera. Tagliate i tomini a tocchetti. Versate metà del riso nella teglia e aggiungere i cubetti di tomino.
Coprire con il restante riso e livellare con il dorso di un cucchiaio. Ripiegare le fette di speck sul riso.
Infornare a 200°C per 25 minuti, poi sfornare e lasciar riposare per 10 minuti.

Sformare il timballo su un piatto da portata e servirlo a fettine.

*affinchè la ricetta sia interamente gluten free, assicuratevi che lo speck che utilizzate sia certificato privo di questo allergene

martedì 24 gennaio 2017

Sformato di pere, chevre, noci e rosmarino

Ehm, dunque, dato che ieri vi ho rintronati di parole (uhm, ma che straaaaaano!), oggi sarò sobria.
Così sobria che vi dico solo che questo sformato di pere, chevre e noci è buonissimo ed io ne vedo superfiera!
Si tratta, come vi accennavo nelle 6.000 e rotte battute del post del lunedì mattina di ieri, di una delle ricette del menù del mese di gennaio della rivista Fiorfiore in Cucina (distribuita in tutti i supermercati Coop).

Come vedete dagli ingredienti la farina è poca e gli albumi vanno montati a neve, la qual cosa rende il tutto piuttosto alveolato e soffice anche senza l'ausilio di lievito.

Lo si cuoce in uno stampo da cake, e nel mio caso ha funzionato benissimo uno stampo in ceramica, quindi direi che se vi va potete anche provarlo in versione torta in una pirofila, magari monitorando un po' il forno perché in quel caso immagino lo strato di impasto sia minore e quindi si cuocia con maggiore facilità.




Ve lo stra-consiglio, potete servirlo con un'insalatina di radicchio tagliato sottile e marinato con aceto balsamico e pere, o con una fetta di chevre e un filo di miele di castagno.

Fatemi sapereeee (quant'è buono lo chevre con le pere! ;))!!!!!

Sformato di pere, chevre, noci e rosmarino
ingredienti per 4 persone
2 pere bio
200 g di tronchetto di capra
125 ml di latte di capra*
80 g di noci già sgusciate
2 uova
2 rametti di rosmarino
100 g di farina di tipo "2" macinata a pietra
sale

In una ciotola capiente mescolare i tuorli con la farina e aggiungere gli aghi del rosmarino tritati  finemente al coltello.
In una seconda ciotola lavorare il formaggio di capra tagliato a fette con il latte in modo da ottenere un composto cremoso e aggiungerlo all’impasto a base di uova, mescolando bene.
Tritare grossolanamente al coltello i gherigli di noci e tagliare in quarti le pere, riducendone 6 quarti a cubetti e 2 quarti a fettine sottili, mantenendone a piacere la buccia.
Aggiungere le noci e le pere a cubetti all’impasto, tenendo da parte un paio di cucchiai di noci e le pere a fettine.
Montare gli albumi a neve ferma e aggiungerli delicatamente al composto, poi versare il tutto in uno stampo da cake lungo 22 cm imburrato e infarinato, aggiungere le fettine di pere e le noci rimaste e infornare a 180°C per 25-30 minuti.

lunedì 23 gennaio 2017

Peripezie di fine anno per un menù di inizio anno, tutto al forno, a Gennaio!

Buongiorno e buona settimana!
Non ditemi che vi sentite come me, ovvero già provati dall'inizio anno e tutti intenti a trovare il bandolo della matassa (come si accennava qui giusto una settimana fa) per capire come prendere il toro per le corna e non farsi sopraffare dalle mille cose quotidiane.

La coda del 2016 è stata davvero una di quelle codastre fastidiose e difficili che spruzzano fuoco e fiamme da ogni parte.

I soliti impegni, il solito stress (che molti di noi conoscono) di fine anno (e che più passa il tempo e meno mi va di subire ;)), le solite corse.

Al tran-tran si sono aggiunti, lo scorso autunno, sfinenti appuntamenti dal dentista, innumerevoli trasferte a Milano e, nel bel mezzo di un paio di consegne fotografiche, anche un simpatico incidente alla caviglia che mi ha costretta con le stampelle per alcuni giorni e zoppicante, e non troppo in forma, per altri.

Ora, soprassedendo sulle innumerevoli pacche sulla spalla di persone che mi hanno detto "così finalmente ti dovrai fermare" (come se uno fosse indaffarato per sua velleità o solo per attitudine, e non, come spesso capita, per buona parte, per necessità), e sul fatto che molte categorie di lavoratori purtroppo non hanno la cosiddetta "malattia", per cui di "fermarsi" non se ne è proprio parlato, devo dire che questa esperienza mi ha insegnato tanto.

Come prima cosa, e questo vale assssssssolutamente come buon proposito 2017, ho capito che devo sacrificarmi un po' di meno, e organizzarmi un po' di più.

Pppperò, non voglio rinunciare a quello che mi piace, e, porcavacca, cucinare e fotografare mi piace troppo, quindi trovare il giusto equilibrio tra le varie cose sarà il tema dell'anno che verrà (scusate lo ripeto da una settimana , ed in effetti altro che buoni propositi o buone abitudini, questo pare proprio un mantra, ma chissà che non funzioni!) ;)

Le foto che vedete qua sotto fanno parte di un menù che ho elaborato, cucinato e fotografato per il numero di Fiorfiore in Cucina di gennaio (lo trovate quindi in tutti i supermercati Coop proprio in questi giorni e per tutto il mese!), e mi piacciono tanto, perché come tutte le foto che scatto, mi parlano di quello che c'è dietro e sono per me un concentrato di ricordi (in questo caso recenti, ma spessissimo anche lontani).

Per me una foto è infatti come un segnalibro del tempo, e ad essa riesco a collegare calendari, momenti, sensazioni del periodo in cui l'ho scattata).

Insomma a causa delle peripezie e i contrattempi di cui vi accennavo sopra le foto di questo servizio sono state scattate non in uno, né in due, ma in ben tre luoghi diversi (e in buona parte con stampelle al seguito! ;)).

Mentre per i cibi come altre volte è capitato mi sono barcamenata tra il Lazio e le Marche, per la foto di apertura del servizio (che è quella che vedete qua sopra, in alto a sinistra), devo ringraziare la nonna Francesca di Ca' De Memi, l'agriturismo a Piombino Dese (e di cui presto vi parlerò meglio) dove a metà novembre io e Giulietta abbiamo tenuto il nostro ultimo workshop di food fotografia.




La storia è andata più o meno così:
  1. Dovete sapere che a me le foto di apertura di un servizio mettono sempre un po' di pensiero. Non so perché. Se è un paesaggio (per dire), bon, quello è come madre natura lo ha fatto e tocca "solo" scattare e stop. Se è un piatto, te lo cucini e intanto hai tutto il tempo per metabolizzartelo quindi in un modo o nell'altro si "svanga". Ma se è un "istante", per di più a tema (e quindi possibilmente di volta in volta diverso ;)), non so, mi mette pensiero.
  2. Il giorno prima del corso a Piombino Dese ero "sparsa" per l'Italia, o meglio lo ero da un paio di giorni prima, e non avevo il tempo materiale di rientrare a Roma, quindi Ca'De Memi con somma bontà e disponibilità e generosità mi hanno accolta con un giorno di anticipo su a nord. Venivo da Ancona per i malefici crediti formativi dell'Ordine degli Architetti e sono arrivata sfinita, nottetempo, a Padova. Il venerdì ho lavorato, nella pace di quel posto meraviglioso, e con Elena e Michela abbiamo sistemato le ultime cose prima del corso in attesa di Gulia e Tommaso.
  3. A pranzo ho conosciuto la nonna Francesca (ed è stato amore a prima vista). Una nonna davvero speciale, premurosa, intelligente, di quelle che vorresti tornare ad avere 9 anni solo per stare al calduccio della sua cucina a fare i compiti mentre lei rassetta dopo il pranzo. Così tanto che una specie di compiti li ho fatti davvero, nella cucina di nonna Francesca... Ho chiesto se potevo starmene un po' lì con la macchina fotografica e ho deciso di provare a fotografare il suo forno per il numero di gennaio del magazine di ricette Coop, tutto dedicato alle ricette al forno! La foto mi piace tanto, perché è esattamente come stava la sua cucina in quel momento (immaginatala tutta affaccendata a dire "ti serve un canovaccio? tolgo le pentole?" ed me che rispondevo "nononooo! va benissimo così!"). Un attimo di una cucina (così come le teglie della mia mamma nell'altra foto di apertura (pare-pare come le ho cacciate dal mobile, dato che stava facendo buio e di tempo per acchitare non ce n'era)...
Ecco, insomma, foto di attimi in cucine vere come vorrei che fossero sempre le mie foto (ecco un buon proposito! ;)).

A questo punto mi direte, e la ricetta? Per sollevare un po' questo lunedì che già si presenta faticosetto?

Allora, per oggi vado con l'enumerarvi il menù completo che trovate, come vi dicevo, sul numero di gennaio della rivista Fiorfiore in Cucina (distribuita in tutti i supermercati Coop), e in settimana (ma già da domani mattina!), un paio di ricettuzze per intero (che poi sarebbero quelle che non trovate qui in foto ;)) ve le scrivo anche qui... <3

Ecco l'elenco completo delle ricette! A voi quali vi ispirano???


Classiche
Zuppa di cipolle e formaggio gratinato in cocotte 
Pollo arrosto con paprica e arancia
Ricche
Pasticcio di carne
Ziti spezzati al forno con mozzarella e pomodori secchi
Al formaggio
Sformatini di spinaci con fonduta di parmigiano 
Dolce
Cobbler al cacao e peperoncino


Un buon lunedì, una buona settimana, e, se vi va, una buona "accesa di forno" a tutti! ;)

A domaniiii!!!



giovedì 19 gennaio 2017

bagel-bread in cassetta, già con la testa nelle colazioni del week-end...?! ;)

Ehiiiii!
In un ulteriore raptus settimanale (ormai "stamo a rota" con le dolcezze lievitate da colazione) e in preda all'entusiasmo per l'imminente avvicendarsi del week-end, ho pensato di anticipare ad oggi la ricettina prevista per domani, perché questo pane è buonerrimoooo!

Si tratta di una ricetta che chi conosce i bagel deve provare, perchè la loro bontà, con questa forma, a mio parere, è aumentata all'ennesima potenza, mentre chi non li conosce deve provarlo lo stesso, perchè come se fa'a  sta' senza bagel fatti in casa???

Al contrario dei doughnuts di ieri, i bagels erano già divinizzati ed onorati in casa Vaniglia da un po' (toh, guarda, questa è la mia prima versione con pasta madre, che risale addirittura a sei anni fa!!! Ed era gennaio anche allora! :)).



Sono quanto di più simile all'idea di colazione lenta del finesettimana (ed è anche per questo che posto oggi, vistomai voleste schiaffarla nel breackfast o brunch del sabato mattina, che a mio parere ci starebbe una favola, almeno avete tempo per organizzarvi ;-P), non troppo dolci (anzi, io qui metto proprio miele di castagno, e pure poco) e con pochissimo burro, ma che poi possono essere personalizzati all'atto della colazione (sia in verisione salata, con salmone e panna acida, oppure, come piace a me, con burro e sciroppo d'acero...)



Se siete alle prime armi vi consiglio di seguire questa ricetta ma disponendo, dopo la bollitura, i bagel direttamente sulla placca del forno rivestita di carta da forno, e infornare. In questo caso, se li volete a ciambella, potete praticarvi un foro (bello ampio che sennò la lievitazione "se lo mangia", prima dell'ultima lievitazione.

Se invece siete già un po' navigati, provate la versione a cassetta, che in teoria non è molto più difficile, anzi.

Unica accortezza in fatto di bagels, bisogna essere un po' rapidi nel passaggio bollitura-spennellamento-semini-forno già caldo, o si avvizziscono un po', e quindi fare una prima prova coi bagels singoli può farvi  allenare nel procedimento (perchè quelli "a trenino" vi scivolano un po' e vi fanno un po' impazzire a starsene ben allineati nello stampo: a proposito, io ho usato uno stampo da 24 cm, ma ad averne uno da 22 ancora meglio, perchè secondo me stanno più "dritti" nella fase "incassettamento".


Questa di oggi è una delle ricette che ho realizzato per gli amici del Molino Pivetti, con i quali come vi avevo accennato sto collaborando, e non vi nascondo che mi sto "impacchiando" a pasticciare e sperimentare con le farine! Trovate la ricetta, insieme ad altre sia mia che di altre colleghe blogger, qui.

Ho detto tutto? Cosa manca? Ah, buon Week-eeeeend!!!!!

ingredienti per uno stampo da 24 cm
200 gr di farina semintegrale
150 gr di farina di forza tipo manitoba
100 gr di pasta madre
25 gr di miele di castagno + 2 cucchiai
50 gr di burro morbido a pezzetti
180-200 gr di acqua tiepida
5 gr di sale fino
1 cucchiaio di semi di papavero
1 cucchiaio di semi di lino

Mescolare le farine in una ciotola capiente. Sciogliere la pasta madre in 180 gr di acqua tiepida insieme al miele, poi usare questo composto per intrider la farina.

Impastare molto bene, aggiungendo prima il sale, e poi, quando l’impasto comincia ad essere omogeneo, il burro. (Aggiungere a questo punto la restante acqua, oppure uno o due cucchiai di farina tipo 0, a seconda che l’impasto risulti troppo secco o appiccicoso al tatto).

Impastare fino ad ottenere una massa liscia ed elastica, poi coprire con un canovaccio e fare lievitare per circa 4 ore o fino al raddoppio (se l'impasto risulta molto morbido, potete fare delle pieghe circolari prima della lievitazione, vi avevo descritto il procedimento qui).

Trascorso questo tempo, dividere l’impasto in 4 parti e formarvi delicatamente 4 palline.
Far riposare ancora circa un’ora e nel frattempo rivestire di carta da forno uno stampo a cassetta lungo massimo 24 cm, e mescolare in una tazzina 2 cucchiai di miele e 4 cucchiai di acqua.

Preriscaldare il forno a 180 °C e portate a bollore una pentola capiente piena di acqua.
Non appena l’acqua inizia a bollire, buttarvi i bagel e farli cuocere per 1 min. per lato, poi scolarli e disporli immediatamente nello stampo preparato, in verticale, uno affianco all’altro.

Spennellare velocemente con acqua e miele, poi spolverizzare con i semini.
Cuocere in forno già caldo per circa 30 min. fino a quando la superficie del pane sarà ben dorata.




mercoledì 18 gennaio 2017

Doughnuts alla mela e cannella senza lattosio.

Buongiornoooo!

Ho deciso di consacrare la settimana ai lievitati, così, in un "momento di follia"! Che ne dite??? :D

Per dare una botta al cerchio e una alla botte, ma sempre mantenendoci sul dolce e soffice, oggi vi proporrei una delle cose per cui io maggiormente do di matto.

I doughnuts.

Ora dovete sapere che io avevo sempre snobbato questo dolce americano fino a quando l'ho cucinato per il libro Dolci & co. , che essendo una sorte di compendio, doveva spaziare fra molte tipologie di dolci, anche quelli che a me non facevano (erroneamente) impazzire.

Non so, l'idea di fritto aveva sempre "ammortizzato" l'amore che la sottoscritta nutre per le lievitazioni lente, e quindi fino ad allora mi ero sempre tenuta alla larga da queste (maledettamente buone) ciambelle fritte americane.
Poi niente. L'epifania.

E da allora, li cucino raramente (una o due volte l'anno), ma quando li faccio apriti cielo, e toglietemeli da davanti!

Oltre alla versione "normale" che trovate quindi nel libro, qui sul blog abbiamo provato quella al cacao con lievito di birra e glassatura al dulce de leche (se proprio dobbiamo strafare, che sia alla grande, no?), ed oggi invece, una versione un po' più pacatina, ovvero senza lattosio e al profumo di mela e cannella (e con lievito madre).

Queste ciambelle sono infatti realizzate senza burro né latte, e addolcite e aromatizzate con succo e sciroppo di mela bio e con cannella in polvere.

Piattino Resina in vendita su Dishes Only
Doughnuts mela e cannella
Ingredienti 
150 g di lievito madre
250 g di farina “0” tipo manitoba
200 g di farina semintegrale + 2 cucchiai
1 cucchiaio di cannella in polvere
220 g di succo di mela limpido
40 g di olio di riso
1 uovo
1 tuorlo
30 g di succo di mela concentrato
1 presa di sale
1 litro abbondante di olio di semi d’arachide per friggere
zucchero di canna mescolato a cannella in polvere o succo di mela concentrato per finire

In una terrina sciogliere il lievito madre con il succo di mela limpido tiepido, poi aggiungere man mano le farine (250 + 200 grammi) precedentemente mescolate con la cannella, e cominciare ad impastare
A questo punto unire uovo e tuorlo, il succo di mela concentrato, il sale, e quando l'impasto comincia ad essere omogeneo, l'olio.
Continuare ad impastare a lungo, aggiungendo se occorre gli ultimi due cucchiai di farina.
Lavorare l’impasto ancora circa 5 minuti, quindi trasferitelo in una terrina leggermente unta.
Coprire con pellicola trasparente, poi con un canovaccio, e lasciate lievitare finché l’impasto sarà raddoppiato di volume (circa 4 ore).
Trascorso questo tempo, trasferire l’impasto su un piano di lavoro infarinato.
Stenderlo con il matterello per formare un disco del diametro di circa 30 cm e dello spessore di 1,5 cm.
Con un coppapasta di 8 cm di diametro ritagliare un dischetto e utilizzando un coppapasta più piccolo (3 cm di diametro) ricavare una piccola ciambella dal disco già tagliato.
Proseguire fino a esaurire l’impasto, poi trasferire i doughnuts in una teglia rivestita di carta da forno.
Coprire con un canovaccio pulito e lasciate lievitare ancora per circa un'ora o più, finché i doughnuts saranno raddoppiati di volume.
Friggerli infine, uno o due alla volta, rigirandoli su entrambi i lati, per circa 2 minuti o finché non saranno ben dorati (friggere anche le palline ottenute facendo i buchi se non sono state reimpastate).
Scolare su carta da cucina per eliminare l’olio in eccesso e passarli in un piattino in cui sono stati precedentemente mescolati zucchero di canna e cannella, o se sei preferisce, condirli con un poco di succo di mela concentrato.



lunedì 16 gennaio 2017

Gennaio, una brioche sfogliata e un inizio soffice, di progetti lenti e buone abitudini...

Eccoci qui finalmente...
E' da una settimana che mi riprometto di postare, e di cose "in saccoccia" e ricettuzze da raccontare ne ho avrei anche un po'. Quel tanto che basta per incasinare le idee e farti dire "Sì, iniziamo con un menù al forno... No, anzinò, facciamo un bel risotto... Noooo, che dico, anzi, facciamo la settimana detox.."

E quindi ecco, i primi giorni (ufficialmente lavorativi) di gennaio sono passati tra questi pensieri di "postAggio" confuso ma super-esuberante, qualche consapevolezza raccolta nel 2016, e qualche ideuzza per il 2017.

Di buoni propositi quelli no, stavolta voglio andare slowly.

Per quest'anno ho deciso di fare una piccola rivoluzione pacifica: parto dalle buone abitudini che immagino, una volta dolcemente assimilate, possano portare quasi "naturalmente" ad un sacco di buoni propositi che arriveranno man mano (o che esistono già, ma pian-pianino troveranno un verso tutto loro), perché nella mia testolina e nella mia vita di attività ce ne sono, e forse un'idea può essere proprio fare ordine tra i gomitoli, scegliendo quelli più vivaci e morbidi (e magari anche con più filo da dipanare! ;)).

Insomma, tra le abitudini 2017 c'è l'esigenza (enooormeeee) di dare spazio alle piccole gioie quotidiane, prima tra tutti il lavoro. In particolare quello di fotografa.

Quindi, punto uno, se da un lato voglio imparare a non farmi soffocare dal lavoro, da un altro vorrei tanto tanto godermi tutto ciò che mi piace di questo.

Punto due, dormire regolare. Re-go-la-re (detto con la voce di Verdone :D).
Del tipo che immagino che una come me che la mattina non snebbia fino alle 9-10, se si impone di dormire presto la sera (23.00-23,00???) potrebbe anche farcela a partire un po' più sprint!

Poi niente, lo stop. Sto cercando il tasto Stop, anzi no, il pasto Pause. Un libro (che non sia di cucina, ma anche fosse di cucina non sulla scrivania ma rigorosamente sul divano e con una tanica di tisana bollente a fianco), un film (da seduta, non cucinando), una passeggiata col muso in alto a guardare i rami sopra di me, e le fontane nei parchi, e soprattutto andarci piano col superlavoro e fare in modo che man mano scompaia quello sistematicamente (per mancanza di tempo) pianificato dopocena.

Mi sembra un programmino delizioso anche se non so come farò a metterlo in pratica, considerati gli ultimi due-tre anni... :).

Ad ogni modo gambe in spalla, e essere riuscita a focalizzare mi pare già un buon inizio. E voi? Avete un modo per attivare il tasto Pause? Qual'è la vostra abitudine preferita che renda buona la giornata, o una serie di giorni in successione fino a diventare parte del vostro vivere quotidiano e che vi sentireste di consigliarmi?



Io nel frattempo ecco, come ricetta che mi viene spontaneo associare a queste riflessioni, esattamente come una colonna sonora fatta di ingredienti, colori e temperatura, inauguro questo anno con qualcosa di soffice e solo leggermente dolce, perfetta per un velo di marmellata o per essere arricchita con cioccolato, cannella, miele, frutta secca, ed auguro la ricerca di quello che ci fa stare bene ad ognuno di noi.

La ricetta è di quelle facili e tra-testate, e di fatto potete scegliere tra due-tre ricette di base sia qui sul blog che tra le vostre preferite.

Qui sul blog abbiamo la brioche parisienne con il lievito di birra, poi quella con il lievito madre, e poi la versione più salutista con farina integrale e lievito madre.
Io per la brioche che vedete in foto ho usato l'impasto di quella semintegrale all'uvetta e avena (ma senza uvetta e avena) che ho pubblicato qui sul blog abbastanza di recente:
  1. brioche parisienne con il lievito di birra
  2. brioche parisienne con il lievito madre
  3. brioche parisienne con farina integrale e lievito madre
  4. pandolce semintegrale con uvetta e avena
Se volete, potete realizzare anche solo semplicemente questi tipi di brioche appena lincati, altrimenti, se volete anche la sfogliatura, non dovete fare altro che procedere al "tournage" una volta ripreso l'impasto dopo la prima lievitazione.

In sostanza l'impasto base va schiacciato delicatamente e steso con il mattarello fino ad ottenere un quadrato 40 x 40 cm circa, e poi sulla superficie del quadrato vanno disposti 80 gr di burro a fiocchetti, e i 4 lembi vanno richiusi verso il centro in modo da formare come una "busta" da lettere quadrata.
Sigillare bene le pieghe, poi stendere con il mattarello in modo da formare un rettangolo circa 60 x 40 cm.
Ripiegare il rettangolo in 3, «a portafoglio»: ripiegare un terzo sul centro e l’altro terzo sui due di prima. Ripetere ancora una volta questa operazione e poi stendere con il mattarello un'ultima volta, fino ad ottenere un ultimo rettangolo non troppo schiacciato di circa 20 x 40 cm (abbondanti).
Arrotolare il rettangolo in modo che la lunghezza finale del cilindro ottenuto sia quella del suo lato corto e disporlo in una teglia da plum che della lunghezza di 24 cm precedentemente imburrata (io confesso di non averlo fatto ed è andato tutto liscio cmq.

Ecco, ho anche fatto al volo qualche fontina di servizio in modo da orientarvi, che questa è una di quelle tipiche operazioni che sembrano più difficili a leggersi che a vedersi!






Possibilmente, durante quest'ultima operazione di "posizionamento", tenete le pieghe della pasta verso il basso, all'interno dello stampo, non come alla sottoscritta che è sfuggita un attimo la situazione di mano ed è uscita una brioche pettinata alla Bobby Solo! ;-P.

La cosa che mi sembra molto carina (ma che nella brioche che vedete in foto non ho fatto), è che prima dell'arrotolamento finale, la superficie dell'ultimo rettangolo si può cospargere di qualcosa che vi piace e che può "colorare" la girella finale.
Cacao? Cioccolata spalmabile? Un velo di miele? Cannella? Un trito di noci mescolate allo sciroppo d'acero? Insomma, quello che più vi va lipperlì, o che avete in casa...



Ecco, buon inizio morbido (e arrotolato) a tutti!

Un abbraccio.

La Vany


venerdì 6 gennaio 2017

Biscottini speziati alla cannella e zenzero con cruschello e miele, e buona Befana a tutti!


Buongiorno, buon venerdì e buon anno!

Che belli questi momenti di inizio gennaio di sole e grande freddo e, finalmente, riposo, quello vero...
Quello che puoi passare qualche tempo in casa e rilassarti un po', leggere, sferruzzare, e poi fare ordine, e progetti per l'anno appena iniziato...

Non sapevo come iniziare il nuovo anno, qui sul blog, e in effetti pensavo di riprendere la prossima settimana e continuare nella pausa natalizia, ma ieri è uscita sul blog Pivetti questa mia ricetta semplice semplice e piuttosto appropriata per i giorni delle vacanze invernali: biscottini speziati alla cannella e zenzero, con cruschello e miele.

Mi hanno fatto venire in mente un "trend antico", qui su Vaniglia, ovvero quello della lentezza e il relax di inizio anno (quindi il farsi i biscotti a casa), e la voglia di qualcosa che sia sano oltre che confortevole... Allora (e parlo di otto anni faaaa!!!) si trattava di biscotti che avevo soprannominato "della Befana sana", e che venivano da un libro di Luca Montersino che si chiama Golosi di salute.

Quelli erano dei biscotti rustici, ruvidi e semplici, fatti con farina di kamut e frutta a guscio, e che poi negli anni successivi ho continuato a realizzare (e a regalare! ;)).

Questi di oggi invece sono biscottini da tè friabili e leggeri, speziati con cannella e zenzero e dolcificati con miele. Il tocco sano arriva anche dall'aggiunta di cruschello di grano tenero, che li rende ricchi di fibra, anche se restano perfetti per un tè o una tisana calda che di questi tempi gelidi ci stanno tanto bene...





Biscottini speziati con cruschello e miele
ingredienti
90 g di miele
100 g di burro a temperatura ambiente
1 cucchiaio di latte
1 tuorlo
100 g di farina tipo 00
80 g di cruschello di grano
5 g di cannella in polvere
5 g di zenzero in polvere
Zucchero a velo a piacere per decorare

In una ciotola, mescolare farina e cruschello.
In una ciotola a parte lavorare il burro morbido con il miele, fino ad ottenere un composto dalla consistenza chiara e spumosa.
A questo punto aggiungere il tuorlo e il latte e mescolare. Incorporare la farina precedentemente mescolata al cruschello, lo zenzero e la cannella.
Impastare velocemente fino ad ottenere una palla omogenea e leggermente schiacciata, poi avvolgerla in una pellicola trasparente e far riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Preriscaldare il forno a 170 °C.
Togliere l’impasto dal frigorifero e stenderlo con il mattarello a 2-3 mm di spessore. Con l’aiuto di uno o più tagliapasta della forma preferita, ricavare dei biscottini da disporre ben distanziati sulle teglie rivestite di carta da forno.
Cuocere i biscotti nel forno per circa 10 minuti prestando attenzione al forno: vanno tolti non appena i bordi cominciano a dorare.
Lasciar freddare completamente su una gratella prima di spolverizzare, a piacere, con zucchero a velo.

Piattino Resina in vendita su Dishes Only


Ecco qua, non mi resta che augurarvi uno splendido fine settimana di vacanze invernali immersi nella lettura del vostro libro (di cucina??? ;)) preferito, sorseggiando qualcosa di caldo, giocando con figli o nipoti, incontrando amici, ascoltando musica, sgranocchiando biscottini sani e sognando cose belle per questo anno nuovo di pacca!



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